Poliestere riciclato di alta qualità. Questo il tessuto che Giorgio Armani ha voluto per confezionare l’abito da gran galà per Livia Giuggioli mostrato in tutta la sua scintillante bellezza sul Red Carpet ai Golden Globes 2012. Dunque Re Giorgio ha chiesto il Newlife di Filature Miroglio ottenuto dal riciclo di bottiglie di plastica. L’intera filiera, dalla materia alla produzione è italiana nonché certificata. Inoltre il processo di trasformazione del PET in tessuto è meccanico e non chimico.
Questa è la prima uscita per il 2012 per il Green Carpet Challenge, il progetto di Livia che vuole portare gli stilisti più famosi a progettare e produrre abiti ecologici. Obiettivo: dimostrare che anche l’industria pesante della Moda può e deve diventare sostenibile e attenta all’ambiente.
I gioielli indossati da Livia moglie di Colin Firth, sono della collezione Damiani azienda attenta all’eticità delle materie prime, appunto oro e pietre preziose. I due orecchini sono datati 1930 e dunque gioielli vintage, mentre l’anello è di Alberto Parada, gioielliere sostenibile.
Scrive Livia sul suo blog:
Questo è solo l’inizio. Quale altro grande stilista farà il prossimo passo sul Green Carpet Challenge? Non vi faremo aspettare troppo!
Quello che vedete a sinistra è un bellissimo albero di Natale ottenuto dal riciclo di 4000 bottiglie di plastica. E’ stato installato a Bagnaia frazione di Viterbo. Per il prossimo anno l’obiettivo sarà un albero ancora più grande ottenuto dal riciclo di 6000 bottiglie.
Qui su Ecoblog abbiamo sostenuto che da quest’anno la battaglia albero di Natale vero o albero di Natale finto è superata: oggi l’albero di Natale deve essere costruito con materiali di riciclo e affidandosi a mille buone idee. Altro esempio di Natale con alberi riciclati lo abbiamo pubblicato qui a proposito del comune di Corchiano, sempre nel viterbese. A Roma, invece, hanno rinunciato all’albero riciclabile installato a Piazza Venezia, favorendone uno vero.
Perciò segnalateci sulla nostra pagina facebook queste bellissime installazioni natalizie: vanno bene anche presepi, ghirlande, decorazioni ecc. ecc. frutto del riciclo creativo, che siamo sicuri essere numerosissime.

Per la serie case riciclate, quello che vedete è un bungalow realizzato in Nigeria utilizzando bottiglie di plastica. A costruirlo la Developmental Association For Renewable Energies.
In un Paese che manca di case ma abbonda di bottiglie di plastica nelle strade, una soluzione creativa ed ecofriendly. L’abitazione ha due camere da letto ed è antisismica ed ignifuga, in grado di resistere anche ai proiettili, il che in Nigeria, come tristemente sappiamo, non guasta.
Per realizzare questa casa, la prima nel suo genere in Nigeria, sono state impiegate centinaia di bottiglie di plastica, riempite con sabbia e legate da una fitta ed intricata rete di corde. Le bottiglie sono state poi compattate grazie ad un misto di fango e cemento, molto più resistente dei semplici blocchi di cemento.
Continua a leggere: Riciclo creativo, bottiglie di plastica per costruire case e scuole in Africa

Gestire i rifiuti in Groelandia e in Artico non è semplice e inizia a essere molto costoso. Per educare le nuove generazioni a riciclare è stato ideato dall’EEA - Agenzia europea dell’ambiente il cortometraggio Mission Greenland for a cleaner future (dopo il salto). L’idea è dimostrare come i piccoli sforzi di ogni singola persona possono fare una grande differenza nella gestione dei rifiuti e tutela dell’ambiente.
In Groenlandia giunge al riciclo solo il 25% dei rifiuti così l’ EEA intende convincere in particolare le nuove generazioni della Groelandia e di tutta la regione artica a modificare i loro comportamenti. Il corto dura 12 minuti e è introdotto da Jacqueline McGlade Executive Director dell’EEA e Hon Anthon Frederiksen, ministro degli interni, natura e ambiente della Groenlandia.
Il Paese con il suo ambiente naturale duro e la popolazione dispersa richieste, per la gestione dei rifiuti soluzioni personalizzate: le enormi distanze e i costi hanno fatto sì che i rifiuti fossero gettati in discariche appena fuori i centri abitati dove rifiuti domestici sono mescolati con rifiuti pericolosi come batterie, vernici o prodotti chimici.
Tuttavia, ci sono anche alcune storie positive. Ad esempio, il 99% di tutte le bottiglie di plastica e vetro usate sulla costa occidentale della Groenlandia sono riciclate rendendo il Paese esempio per il resto del mondo. Il film considera questa complessa situazione, proponendo soluzioni che permettono ai groenlandesi gestire i rifiuti senza danneggiare il loro ambiente naturale.
Continua a leggere: Missione Groelandia per un futuro pulito: il cortometraggio
Tommaso Sodano vice sindaco di Napoli nonché assessore all’ambiente dal suo blog tira le somme dei primi 100 giorni di governo di Napoli, iniziati nel pieno dell’emergenza rifiuti. Scrive Sodano:
Il primo impegno è stato quello di estendere la raccolta porta a porta a tutta la città. Il primo step di questo impegno si chiuderà a dicembre 2011 quando si passerà dai 140.000 a 325.000 abitanti serviti dal porta a porta. Per il 2012, infine, con l’accordo scritto con il Ministero dell’Ambiente ed il Conai (Consorzio nazionale imballaggi), c’è l’impegno di portare a ben 600.000 gli abitanti serviti dal porta a porta.Il quadro delineato dalla delibera è ben più vasto difatti identifica non solo nel riciclo ma anche nella prevenzione e nella riduzione i punti fondanti su cui investire.
La spazzatura napoletana raccolta in questi 100 giorni sarà portata in Olanda e trattata in impianti a Amsterdam, in alto il video. Ma al di la delle ordinanze che vietano agli esercenti la vendita di bottiglie di plastica e imballaggi vari e le isole ecologiche mobili dove andare a depositare i rifiuti, c’è una parte più complessa da affrontare: ricostruire la fiducia dei cittadini nelle istituzioni e far si che i rifiuti non siano considerati solo monnezza ma risorsa. Insomma, il ripristino della normalità e della legalità non è una faccenda facile in Campania, regione strozzata dallo strapotere delle ecomafie. Ci sono complicità, connivenze e lassismo che non giustifico, ma me lo spiego con il video che ho messo dopo il salto.
Comunque, a tenere alta l’attenzione sulle ecomafie, di cui la monnezza per le strade di Napoli non è che un sintomo, c’è l’associazione Terra dei Fuochi che ancora una volta denuncia i continui e sistematici roghi di rifiuti speciali e tossici che si consumano nella provincia di Napoli.
Continua a leggere: Napoli, il bilancio di Tommaso Sodano a 100 giorni di lotta alla monnezza
Potenza del riuso: i Bamboo Aviator, occhiali da sole in plastica riciclata sono deliziosi. Dunque, li produce la Unidot, azienda scozzese che ricicla le bottiglie di plastica recuperate dalla discarica. Per le aste invece hanno preferito usare il bambù.
Il prezzo è di circa 100 euro (90 sterline inglesi) ma penso ne valga la pena considerato che sono occhiali sostenibili, davvero belli e originali. Si possono acquistare on line qui.
Unitdot, occhiali da sole in plastica riciclata
Via | Matrec
Foto | Unitdot su Fb

Sherwin-Williams ha ricevuto un premio dall’EPA per la formulazione della sua pittura che contiene bottiglie di plastica riciclate e produce meno inquinamento rispetto una normale pittura a base d’olio.
La nuova pittura combina le performance di pitture a olio con l’acrilico e un basso di composto organico volatile che causa irritazione alle vie respiratorie.
Questa nuova pittura è fatta con bottiglie in PET riciclate aggiunte ad acrilici e olio di soia.
Sherwin-Williams è stato insignito dall’EPA con il Presidential Green Chemistry Challenge Award nella categoria ”progettare prodotti chimici verdi” alla cerimonia che si è tenuta a Washington, D.C., il 20 giugno.
Via | earth911
"Trash" Boat Sets Sail in Taiwan di NTDTV
I polli bricks rappresentano una piccola rivoluzione nel settore delle costruzioni. Sono dei piccoli elementi ottagonali ricavati dal riciclo di bottiglie di plastica. La produzione è fattibile ovunque vi sia la materia prima e sono particolarmente versatili, tanto da assemblarci una barca, la Polli Boat appunto.
L’idea arriva da Taiwan e dalla Miniwiz Sustainable Energy Development Ltd una società fatta di architetti e ingegneri molto creativi. Il polli brick è isolante, trasparente e integrabile con pannelli fotovoltaici e LED. Con i polli bircks è stato costruito il padiglione PolliARK proprio a Taipei.
Via | Optima, Mix Design
La trasmissione televisiva dell’emittente “Testé sur des humains“, in Quebec, ha messo in scena un esperimento al confine tra il flash mob e la candid camera. Tema: i rifiuti riciclabili. Protagonisti: un attore che lascia cadere una bottiglia di plastica a terra all’interno di un centro commerciale, decine di persone che fanno finta di non vederla e una ragazza, ignara di tutto, che alla fine raccoglie la bottiglia e la butta nell’apposito cestino della raccolta differenziata.
Appena la bottiglia cade nel secchio il centro commerciale esplode in un clamoroso applauso. La ragazza, tra l’incredulo e il terrorizzato, sorride e ringrazia.
L’esperimento è interessante, anche divertente. E utile perché nel montaggio dello scherzo sono stati inseriti dati sui rifiuti nel mondo e nel Quebec (ogni anno nel mondo vengono prodotti 671 milioni di chili di plastica, ogni anno in Quebec 400 milioni di contenitori non vengono riciclati, ci sono 18.000 pezzi di plastica che galleggiano su ogni chilometro quadrato di oceano). Alla fine la domanda: “il 91% dei quebecchesi si preoccupa dell’ambiente. E voi?”
Noi, gli italiani, regaliamo acqua minerale alle multinazionali della bottiglia di plastica.
Via | Chilopesa

Nella giornata mondiale dell’acqua Legambiente con Altrocunsumo diffonde il suo dossier Acque minerali: la privatizzazione in Italia in cui emerge un quadro piuttosto sconfortante del business della minerale in bottiglia.
Innanzitutto l’Italia resta il Paese che di più in Europa consuma acqua in bottiglia e più spesso queste sono bottiglie di plastica: ne consumiamo 192 litri pro-capite e nel 2009 sono state imbottigliati 12,4miliardi di litri e l’80% è andato all’estero. Il doppio che nel resto della Ue. Il business è di 2,3 miliardi di euro, invariato rispetto al 2009 ma con tendenza alla crescita. Le tariffe di concessione pagate dalle aziende imbottigliatrici alle Regioni sono rimaste sostanzialmente le stesse. Infatti, le linee guida nazionali del 2006 prevedevano un adeguamento delle tariffe di concessione per tre fasce come ricorda il dossier:
da 1 a 2,5 euro per metro cubo o frazione di acqua imbottigliata; da 0,5 a 2 euro per metro cubo o frazione di acqua utilizzata o emunta; almeno 30 euro per ettaro o frazione di superficie concessa.
Ma le amministrazioni regionali sono restie agli aumenti alle società di estrazione e imbottigliamento e spesso non arrivano neanche a coprire le spese di gestione per controlli e smaltimento delle bottiglie di plastica. Il business dell’acqua minerale in bottiglia è pesante anche dal puno di vista dell’impatto ambientale e non solo per lo sfruttamento delle fonti ma per l’utilizzo di 350mila tonnellate di PET, plastica per le bottiglie, ogni anno, ossia 700mila tonnellate di petrolio per 1 milione di tonnellate di CO2. E’ stato calcolato che solo il 78% delle bottiglie di plastica viene poi riciclato mentre il resto finisce negli inceneritori. Vogliamo parlare dell’impatto dei trasporti? Solo il 15% delle bottiglie viaggia su treno il resto viaggia su gomma. Ma alle Regioni evidentemente non interessa aumentare il canone neanche per ripagare i cittadini dell’inquinamento costante che subiscono mentre le aziende fanno affari d’oro. So che in molti stanno pensando che sarebbe più facile smettere di consumare acqua in bottiglia. Se ne siete capaci: tirate fuori delle buone idee su come convincere gli italiani.
La classifica delle Regioni più virtuose (dopo il salto), ossia che hanno adeguato quantomeno le tariffe dei canoni di concessione vede in testa Abruzzo e Lombardia, in coda Veneto e Puglia dove la normativa è addirittura peggiorata.