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Tutti gli articoli con tag bottiglie di plastica

Flash mob sui rifiuti in Quebec

pubblicato da Peppe Croce

La trasmissione televisiva dell’emittente “Testé sur des humains“, in Quebec, ha messo in scena un esperimento al confine tra il flash mob e la candid camera. Tema: i rifiuti riciclabili. Protagonisti: un attore che lascia cadere una bottiglia di plastica a terra all’interno di un centro commerciale, decine di persone che fanno finta di non vederla e una ragazza, ignara di tutto, che alla fine raccoglie la bottiglia e la butta nell’apposito cestino della raccolta differenziata.

Appena la bottiglia cade nel secchio il centro commerciale esplode in un clamoroso applauso. La ragazza, tra l’incredulo e il terrorizzato, sorride e ringrazia.

L’esperimento è interessante, anche divertente. E utile perché nel montaggio dello scherzo sono stati inseriti dati sui rifiuti nel mondo e nel Quebec (ogni anno nel mondo vengono prodotti 671 milioni di chili di plastica, ogni anno in Quebec 400 milioni di contenitori non vengono riciclati, ci sono 18.000 pezzi di plastica che galleggiano su ogni chilometro quadrato di oceano). Alla fine la domanda: “il 91% dei quebecchesi si preoccupa dell’ambiente. E voi?”

Noi, gli italiani, regaliamo acqua minerale alle multinazionali della bottiglia di plastica.

Via | Chilopesa

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Legambiente: le Regioni regalano le acque minerali alle multinazionali della bottiglia (di plastica)

pubblicato da Marina

acqua in bottiglia, legambiente denuncia le regioni apllicano tasse di concessione troppo basse

Nella giornata mondiale dell’acqua Legambiente con Altrocunsumo diffonde il suo dossier Acque minerali: la privatizzazione in Italia in cui emerge un quadro piuttosto sconfortante del business della minerale in bottiglia.

Innanzitutto l’Italia resta il Paese che di più in Europa consuma acqua in bottiglia e più spesso queste sono bottiglie di plastica: ne consumiamo 192 litri pro-capite e nel 2009 sono state imbottigliati 12,4miliardi di litri e l’80% è andato all’estero. Il doppio che nel resto della Ue. Il business è di 2,3 miliardi di euro, invariato rispetto al 2009 ma con tendenza alla crescita. Le tariffe di concessione pagate dalle aziende imbottigliatrici alle Regioni sono rimaste sostanzialmente le stesse. Infatti, le linee guida nazionali del 2006 prevedevano un adeguamento delle tariffe di concessione per tre fasce come ricorda il dossier:

da 1 a 2,5 euro per metro cubo o frazione di acqua imbottigliata; da 0,5 a 2 euro per metro cubo o frazione di acqua utilizzata o emunta; almeno 30 euro per ettaro o frazione di superficie concessa.

Ma le amministrazioni regionali sono restie agli aumenti alle società di estrazione e imbottigliamento e spesso non arrivano neanche a coprire le spese di gestione per controlli e smaltimento delle bottiglie di plastica. Il business dell’acqua minerale in bottiglia è pesante anche dal puno di vista dell’impatto ambientale e non solo per lo sfruttamento delle fonti ma per l’utilizzo di 350mila tonnellate di PET, plastica per le bottiglie, ogni anno, ossia 700mila tonnellate di petrolio per 1 milione di tonnellate di CO2. E’ stato calcolato che solo il 78% delle bottiglie di plastica viene poi riciclato mentre il resto finisce negli inceneritori. Vogliamo parlare dell’impatto dei trasporti? Solo il 15% delle bottiglie viaggia su treno il resto viaggia su gomma. Ma alle Regioni evidentemente non interessa aumentare il canone neanche per ripagare i cittadini dell’inquinamento costante che subiscono mentre le aziende fanno affari d’oro. So che in molti stanno pensando che sarebbe più facile smettere di consumare acqua in bottiglia. Se ne siete capaci: tirate fuori delle buone idee su come convincere gli italiani.

La classifica delle Regioni più virtuose (dopo il salto), ossia che hanno adeguato quantomeno le tariffe dei canoni di concessione vede in testa Abruzzo e Lombardia, in coda Veneto e Puglia dove la normativa è addirittura peggiorata.

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A causa dell'inquinamento da ormoni crescono le tette?

pubblicato da Marina

tette più grandi a causa dell'inquinamento Se qualche tempo fa gli studiosi ci informavano che il pene dei maschietti italiani diminuiva a causa dell’inquinamento ambientale, oggi studiosi inglesi ci dicono che per la stessa causa alle donne aumenta il volume delle tette.

L’ambiente o meglio le condizioni ambientali, l’alimentazione e lo stile di vita modificano gli esseri viventi. E quale sarebbe il fattore scatenante dell’aumento delle tette? Gli estrogeni.

Spiega Marilyn Glenville, nutrizionista e endocrinologa:

E’ chiaro che non stiamo parlando solo di grasso, ma di un aumento dei livelli del tessuto mammario. Così dobbiamo guardare a ciò che stimola la crescita del tessuto del seno - e questo è l’estrogeno, l’ormone sessuale femminile. L’estrogeno consente al corpo delle donne di cambiare durane la pubertà.

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Filippine, scuola con bottiglie di plastica

pubblicato da Marina

A Manila scuola in bottiglie di plastica

Costruire una scuola con bottiglie di plastica e malta. Non è solo riciclo creativo di rifiuti, ma è molto di più. Il progetto Bottle school è stato portato a termine dalla MyShelter Foundation nelle Filippine, nella città di San Pablo Laguna nei pressi di Manila.

Tra gli obiettivi della Fondazione proprio la diffusione dell’architettura sostenibile che utilizzi materiale ricavato in loco. E a San Pablo Laguna abbondano le bottiglie in plastica e in vetro. A gestire il progetto Illac Diaz che ha raccontato di come lo abbiano anche deriso quando ha avanzato la sua idea:

Non è mai una cosa facile per le persone pensare a costruzioni alternative. Quindi non li biasimo. E’ davvero molto difficile ottenere sostegno su qualcosa se la gente non sa cosa di cosa si sta parlando e se non è mai stato visto prima. Ogni anno ci mancano circa 7.000 classi. Questa carenza non è causata solo dalla crescente popolazione di studenti, ma anche dalle aule che sono danneggiate ogni anno dai forti tifoni. D’altra parte bere una soda richiede solo 7 minuti, mentre una bottiglia di plastica sopravvive almeno 700 anni. Così abbiamo pensato a questa nuova soluzione sostenibile, che è sia educativa sia ambientale.

Via | Manila Bulletin
Foto | Architecture View

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Gli alunni di Moriggia (Va) decorano un albero di Natale con i rifiuti

pubblicato da Barbara Arlati

Un albero di Natale addobbato (quasi) esclusivamente con materiale riciclato è quello che staziona davanti alla scuola elementare di Moriggia. Gli alunni della scuola, insieme a genitori e insegnanti sono infatti gli artefici dell’albero.

Tra i materiali riciclati utilizzati per abbellire l’albero bottiglie di plastica, rotoli di cartone, carta di giornale e sacchetti di plastica. Non riciclate solo le fascette di plastica (comunque poi riciclabili) con cui gli addobbi sono stati fissati alla struttura, smontabile e riutilizzabile il prossimo anno.

Via | Varesenews

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Kit in cartone per albero di Natale con bottiglie di plastica

pubblicato da Marina

kit per albero di natale in bottiglie di plastica

Il kit che vedete nella foto in alto, per la costruzione di un albero di Natale usando bottiglie di plastica , è in vendita da Designpack Gallery, uno spazio che promuove l’arte del design applicato al packaging. Nel Kit tutto l’occorrente in cartone riciclato incluse le 43 bottiglie necessarie recuperate. Dei 69 euro previsti per la spesa due euro sono versati al WWF France.

Albero di Natale con bottiglie riciclate

Designpack Gallery si trova a Parigi al 24 rue de Richelieu, tra i musei del Louvre, delle Arti decorative e la Bibliothèque Nationale. E’ un luogo dove si fa cultura del packaging e del design: c’è il negozio per la vendita di oggetti totalmente sostenibili; una libreria specializzata; una sala conferenze per 60 persone.

L’ideatore di un simile spazio è Fabrice Peltier che ha cercato di coniugare assieme l’idea di un design sostenibile con oggetti solidi, comodi ma anche molto belli e piacevoli. Nel suo spazio molte decorazioni natalizie ottenute da rifiuti.

Per ora on line si possono acquistare solo i libri. Dopo il salto l’intervista a Peltier.

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Scoppia la guerra tra l'acqua in bottiglia e l'acqua di rubinetto: pubblicità comparativa corretta?

pubblicato da Marina

Acque minerali contro acqua di rubinetto Grazie alla segnalazione di un lettore scopro che è appena scoppiata la guerra tra l’acqua in bottiglia e l’acqua di rubinetto. Già da qualche settimana la Coop ha reso noto attraverso uno spot che è meglio bere acqua del rubinetto; ma se proprio si vuole bere acqua in bottiglia allora nei loro supermercati si trova quelle delle fonti più vicine al punto vendita. Luciana Littizzetto testimonia dell’operazione (il video dopo il salto).

Scrive Coop per la presentazione della campagna Acqua di casa mia:

Invitiamo i nostri soci e consumatori a riflettere: è bene sapere che per l’imbottigliamento e il trasporto su gomma di 100 litri d’acqua che viaggiano per 100 km (ma mediamente ne fanno di più) si producono emissioni almeno pari a 10 kg di CO2. Se invece si sceglie l’acqua di rubinetto per ogni 100 litri erogati si emettono circa 0,04 kg di CO2.

Ebbene gli industriali delle minerali non ci stanno e hanno iniziato a diffondere sulla stampa nazionale (per ora) il messaggio che vedete accanto, e che recita le virtù dell’acqua minerale (imbottigliata, beninteso) messe a confronto con quelle dell’acqua potabile che sgorga dal rubinetto. Diciamo che si tratta di pubblicità comparativa, fatta però non su due prodotti di pari livello, ma su un prodotto industriale commerciabile contro un servizio e bene pubblico.

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Bere l'acqua del rubinetto come se fosse una fontanella

pubblicato da Gianluca Pezzi


Un’idea carina per tutti quelli come noi che si “ostinano” a voler bere l’acqua del rubinetto. Diciamo la verità, sopratutto d’estate è appagante bere “a canna”, sopratutto se anche il vostro rubinetto offre acqua fresca. Per tutti quelli che vorrebbero bere dal rubinetto dall’alto al basso, ecco Tapi, un oggetto di gomma che lo trasforma in piccola fontanella. Non sarà il massimo ma è sempre meglio delle antipatiche bottiglie di plastica, vero?

Via | Laughingsquid.com

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In provincia di Catania tutti pazzi per l'acqua libera

pubblicato da Peppe Croce

In provincia di Catania tutti matti per l'acqua libera

Quattrocento tessere distribuite in quindici giorni: ad Aci Bonaccorsi, comune di tremila anime in provincia di Catania, sembra funzionare l’idea della casa dell’acqua comunale. I cittadini, infatti, hanno aderito in massa all’iniziativa.

La casa dell’acqua è un punto di distribuzione gratuita dell’acqua. I cittadini dotati della tessera, gratuita, possono prelevare fino a 40 litri di acqua da bere alla settimana tra naturale e frizzante (fredda o a temperatura ambiente) portandosi da casa la bottiglia.

Il risparmio è garantito: l’amministrazione comunale stima circa 320 euro in un anno. Ma ancor maggiore è il risparmio di plastica e vetro, come spiega il sindaco Vito Di Mauro:

E’ stimato che una famiglia di quattro persone spenda per dissetarsi 320 euro all’anno senza contare poi i costi sociali dello smaltimento della plastica delle bottiglie e dell’impatto del trasporto di queste dagli impianti fino ai supermercati. Solo nel nostro Comune abbiamo stimato un risparmio, in termini di consumi e di tutela ambientale, di oltre 800 mila bottiglie di plastica

Bottiglie che andrebbero, assai probabilmente, in discarica. Ecco, quindi, che i costi sostenuti per offrire gratuitamente l’acqua minerale ai cittadini si ripagano, almeno in parte, con minori costi sostenuti nella gestione dei rifiuti. Il Comune, per questo, sta stampando altre 400 tessere.

Via | Sicilia Informazioni
Foto | Flickr

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Earth Day: le 10 piccole azioni per salvare il Pianeta. Basteranno?

pubblicato da Marina

Fare la spesa in bici, una delle azioni per salvare il pianeta Il WWF elenca in 10 gesti le azioni che contribuirebbero a salvare il Pianeta. Devo dire che sono sostanzialmente d’accordo e per molti di essi si tratta di gesti che oramai appartengono alla mia quotidianità. Lo sconforto però mi assale lo stesso.

Oggi, ad esempio, nel mio giro per la spesa quotidiana: al mercato ad avere la bici eravamo in 4 o 5; sono stata l’unica per la mezz’ora che ho frequentato i banchi a rifiutare le buste di plastica e a riempire le mie sporte con gli ortaggi acquistati; gli ipermercati sono pieni di gente che acquista cibo che nella migliore delle ipotesi è stato prodotto con materie prime che arrivano dall’altra parte del Pianeta.

Avete mai letto le etichette sulle buste incellophanate al banco carne? Vitelli nati in Polonia o Francia ma macellati in Italia… ; la maggior parte della gente che frequento non conosce soia o seitan come sostituiti delle proteine animali.

Comunque, dopo il salto le 10 azioni per voler concretamente bene al Pianeta.

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