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Buco dell' ozono, Franco Prodi: "Urgenti provvedimenti globali"

pubblicato da Marina

l'inquinamento antropico causa l'assottigliamento dell'ozono al polo nord Ne scrivevo già qualche giorno fa e poi Peppe anche ieri, dell’eccezionale assottigliamento del buco dell’ozono che si è registrato tra la fine di marzo e questi giorni. Secondo un intervista fatta da Il Mattino di oggi (pag.14) a Franco Prodi, associato all’ ISAC -Istituto di scienze dell’atmosfera e del clima del Cnr, la causa starebbe nell’eccessivo inquinamento causato dall’uomo e la soluzione consiste nell’abbandonare il modello di sviluppo energivoro.

La situazione sui cieli del Polo Nord è particolarmente delicata conferma Prodi e di certo questo eccezionale assottigliamento è un segnale di cui tenere conto, diciamo un campanello d’allarme che spiega Prodi:

Può dipendere da tante cose, anche dalla circolazione atmosferica: bisogna seguire l’evoluzione della situazione. Ma non collegherei questo ai problemi dei cambiamenti climatici. L’ozono è uno dei tanti protagonisti del cambiamento globale che interessa il Pianeta concorrendo al bilancio di radiazione. Il problema che queste notizie ci segnalano, con urgenza, è un gravissimo inquinamento planetario globale.

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Buco dell'ozono: assottigliamento record sulla Scandinavia

pubblicato da Marina

Si assottiglia il buco dell'ozono Il buco dell’ozono si amplia e si attende per domani e dopodomani, 30 e 31 marzo l’assottigliamento più consistente mai registrato finora. Le misurazioni sono state effettuate da una rete internazionale di 30 stazioni sparse nella regione Artica e Sub-Artica e coordinate dall’ Alfred Wegener Institute for Polar and Marine Research.

Secondo gli scienziati del AWI l’assottigliamento sarebbe dovuto all’eccezionale freddo registrato durante l’inverno, per cui le basse temperature hanno avviato l’impoverimento dello strato di ozono. L’Artico , perciò sembra avviarsi verso una perdita record di questo gas che protegge la superficie terrestre dai raggi ultravioletti.

Spiega Markus Rex ricercatore dell’AWI:

Le nostre misurazioni mostrano che alle quote rilevanti circa la metà dei ozono che era presente sopra l’Artico è stato distrutto nel corso delle ultime settimane. Dal momento che le condizioni che portano a questa distruzione dell’ozono insolitamente rapido continuerebbero a prevalere, ci aspettiamo il verificarsi di un ulteriore perdita. Particolare attenzione deve quindi essere dedicata alla protezione dai raggi UV nella primavera di quest’anno.

La raccolta dei dati, comunque, non è terminata e gli scienziati si incontreranno il prossimo 4 aprile a Vienna per fare il punto della situazione e per rilasciare una dichiarazione sul fenomeno. L’assottigliamento, secondo Rex, potrebbe trasformarsi in un vero buco. Secondo Hugue de Backer ricercatore al Royal Meteorological Institute in Belgio, l’allargamento del buco si potrà verificare qualora la quantità di ozono scenda sotto le 200 Unità Dobson (la misura standard delle concentrazioni di ozono atmosferico). Attualmente sulla Siberia centrale si sono registrate 250 Unità Dobson, livello già piuttosto basso.

Via | Euractiv, AWI
Foto | AWI

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