
Stefan Grigorov, giovane sociologo bulgaro che ha studiato a Trento, ha fondato il Centro bulgaro per lo sviluppo locale sostenibile e per l’ecopedagogia. L’idea che sta sviluppando con il Centro è semplice quanto complessa: formare le nuove generazioni sul rispetto di una crescita sostenibile.
La Bulgaria in passato era una terra molto nota per la sua fertilità: produceva pane per i romani e poi per gli ottomani. Noi di Ecoblog vi abbiamo raccontato della battaglia dei bulgari contro le estrazioni di gas scisto e il fracking così dannoso per ambiente e ecosistemi. A voler sfruttare le risorse di gas la Chevron che è stata gentilmente invitata a tornarsene a casa sua.
Dunque l’ecopedagogia si rende necessaria per formare le generazioni future sì al rispetto dell’ambiente ma sopratutto delle risorse. Ma cos’è l’ecopedagogia? Viene così spiegata sul sito del BCSLDE il portale del Centro ideato da Grigorov:
L’ecopedagogia, al contrario, rappresenta una formazione partecipativa e creativa che e` incentrata sulla vita e sull’amore per la vita e la Natura. Essa non separa artificialmente gli studenti dal mondo reale e i suoi problemi, ma pone questi problemi e insegna agli studenti come affrontarli attraverso l’azione, la creativita` e il dialogo, e come creare una civilta` piu` giusta, sana e sostenibile invece che adattarsi solamente al mondo.
Ecco un passo della bella intervista rilasciata a EastJournal in cui dice:
Concretamente, abbiamo progetti di ecopedagogia per le scuole in Bulgaria, che miglioreranno radicalmente la coscienza ecologica dei bambini e i risultati si rifletteranno nella trasformazione verso un’economia verde. Abbiamo anche preparato alcuni progetti per parchi sostenibili ed eco-villaggi che trasformeranno la Bulgaria in una Paese leader nel campo della sostenibilità. Mostreremo al mondo che la gente può preservare la propria natura, la propria terra e la propria vita come desiderano, senza dipendere dalle multinazionali.
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Ho letto questi 13 consigli sulla sicurezza stradale sull’ottimo BiciZen.
Per chi come me inforca spesso la bicicletta sono buone pratiche necessarie per garantirsi pedalate in città senza che si incappi in qualche incidente.
In ogni caso io aggiungerei un punto, ossia quando si pedala dopo il tramonto è necessario segnalare la propria presenza con luci adeguate e con la pettorina catarifrangente (d’altronde obbligatoria).
Federalberghi Capri e Costiera sorrentina ha stretto un accordo con Anci Campania per portare le proprie strutture alberghiere all’ambito traguardo dei rifiuti zero. La filosofia Zero Waste 2020 di Paul Connett, che per 4 giorni ha visitato la Campania, dunque, è stata recepita nel migliore dei modi e ha prodotto come risultato un protocollo d’intesa assieme alla nomina di 14 ambasciatori Una Stella per l’Ambiente, che si impegneranno in prima persona per il buon esito del progetto.
Tra i comuni che vi hanno aderito anche Napoli, per ora l’amministrazione più grande, nell’attesa che si accodino anche altre città. L’idea è di estendere queste buone pratiche a tutti gli alberghi, aziende extralberghiere e settore ristorazione nazionali per avviare un ciclo virtuoso che annulli la produzione di rifiuti.
L’incentivo individuato, assieme all’evidente risparmio che produrrà il consumare meno, è dato da sostanziosi sconti sulla TaRSU, secondo il principio meno inquini=meno paghi. Infatti se si producono meno rifiuti i comuni avranno meno da raccogliere e con i rifiuti zero sparisce anche l’odiata tassa per lo smaltimento.
Via | Mezzogiorno e dintorni
Foto | Politica in Penisola
A pochi giorni dalla nomina di Ministro delle Politiche Agricole, Mario Catania ha già ricevuto Dacian Ciolos, Commissario europeo all’agricoltura. Evitando le pericolose buccia di banana su cui sembra essere scivolato Corrado Clini il neo ministro all’Ambiente, Catania ha discusso già con Ciolos, artefice di quella riforma PAC 2014-2020 che penalizza notevolmente l’Italia, favorendo Germania e Francia e le grandi aziende agricole. Ricordo che l’Europa muove il 40% del bilancio in favore dell’agricoltura e il senso delle riforme è semplice: è stato tolto ai Paesi più piccoli per favorire i nuovi entrati, lasciando intatto il sostegno agli Stati membri detentori di grossi appezzamenti agricoli.
Il neo ministro in un comunicato stampa ha dunque manifestato sia il senso dell’incontro messo a punto in tempi brevissimi rispetto alla sua nomina, sia le richieste avanzate a Ciolos sui contenuti della riforma della Politica agricola europea.
Abbiamo impostato un dialogo che sono certo porterà i suoi frutti. Non posso sottacere l’esistenza di problemi di rilievo in merito ai contenuti della proposta di Politica agricola comune presentata dalla Commissione. Tali problemi, peraltro erano già stati evidenziati al Commissario dal precedente Governo. Ho manifestato a Ciolos le nostre preoccupazioni, sottolineando le questioni che riteniamo prioritarie e gli aspetti che non ci convincono.
Riferisce Teatro Naturale che il Commissario Ciolos ha intenzione di far si che in Italia si mantenga l’occupazione nel comparto agricolo, sottolineando, però che sarà fondamentale il passaggio al “greening” ossia alle buone pratiche per il rispetto dell’ambiente nella filiera agricola e non solo della produzione:
Importante, per la commissione europea, sarà mantenere la diversificazione delle colture, importante per evitare la monocultura ogni anno su un determinato territorio, nociva anche per la qualità del suolo. I prossimi appuntamenti a Bruxelles diranno di più.
Foto | AgricolturaOnWeb

Si chiudono il 16 settembre i termini per la segnalazione delle candidature agli International Green Awards 2011. Tra le 20 categorie in concorso anche le best green celeb ossia gli eco-Vip, celebrità che si distinguono sia per il loro approccio sostenibile sia per essere testimonial in una qualche causa.
Il concorso però è molto serio (qui il panel dei gudici) e premia quanti, persone, imprese o no profit, si sono distinti per ideazione o produzione di oggetti o buone pratiche sostenibili. La manifestazione, giunta alla sua sesta edizione vedrà la serata finale a Londra il 24 novembre al Natural History Museum, dove Vip e non Vip calpesteranno il green carpet.
Dunque se avete a cuore un Vip, un progetto, un impresa o un associazione potete segnalarlo e sperare che vinca.
Via |International Green Awards 2011
Foto | Fb
Dopo aver parlato, non molto tempo fa, dell’iniziativa della Valle d’Aosta di puntare sulla riduzione dei rifiuti in eventi quali sagre, manifestazioni e feste di ogni genere, questa è la volta di un’altra Regione italiana da tempo impegnata in attività di questo tipo, la quale, con un’idea analoga, ha intrapreso un vero e proprio percorso di sostenibilità ambientale.
Si tratta della Regione Umbria, la cui Giunta ha infatti deciso di concedere un contributo, mediante partecipazione ad un avviso pubblico, ai promotori di feste o sagre capaci di ridurre la produzione di rifiuti. È previsto inoltre un contributo per l’acquisto di macchinari e attrezzature per il lavaggio delle stoviglie. Questo metodo di premialità, rivolto a coloro che saranno capaci di organizzare feste e sagre con basso impatto ambientale è un’iniziativa dell’Assessore all’Ambiente locale, che vuol fare delle Ecofeste un cavallo di battaglia della Giunta.
Il provvedimento vuol essere di stimolo e premio a quelle iniziative organizzate nel rispetto dell’ambiente e che contribuiscano al conseguimento delle priorità fissate dal Piano regionale di gestione dei rifiuti, prime fra tutti il contenimento della produzione di rifiuti e il loro recupero.
La lince è tornata e il Parco delle Dolomiti Bellunesi può salutare degnamente l’anno internazionale della biodiversità! A segnalare la presenza dello splendido felino nel territorio del Parco sono stati, nei giorni scorsi, gli agenti del CTA della Guardia Forestale a seguito del rinvenimento di sue, inequivocabili, tracce (escrementi, prede, ecc.).
Così, dopo l’Orso Dino, noto per le “scorribande” di questi ultimi giorni, anche un altro grande predatore fa il suo ritorno sulle Dolomiti e, nel settore, sono tutti ottimisti circa un prossimo ripopolamento anche da parte del lupo, già recentemente riapparso sulla Majella. Il segnale, è incoraggiante ed esplicita una, evidentemente, buona gestione delle aree protette: il ritorno delle specie al vertice della catena alimentare, infatti, non può che testimoniare l’ottimo stato di salute degli ambienti tutelati dal parco. Ma non bisogna abbassare la guardia!
Ora, è necessario creare affezione e un’interesse positivo anche nei confronti del nuovo arrivato. Per quest’ordine di motivazioni, l’Ente Parco ha dato il via - similmente a quanto già accaduto per Dino oltre un anno fa - ad un concorso finalizzato a trovare un nome adeguato alla lince. Chiunque, esponendo brevemente l’dea che sottende la propria scelta, può proporne uno, fantasioso e divertente, inviando una mail al Parco, all’indirizzo: info@dolomitipark.it
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Il calo demografico delle rondini, particolarmente evidente nelle province di Lodi e Cremona, e l’affermarsi di nuove abitudini migratorie potrebbero essere collegate al fenomeno dei cambiamenti climatici. Per ottenere informazioni più precise in merito, tuttavia, dovremo aspettare la fine del 2012, anno in cui sarà concluso l’interessante progetto “rondini con la microspia” dell’Università di Milano in collaborazione con l’Università Bicocca, il Parco Adda Sud e la Lipu-BirdLife Italia. Grazie al sostegno finanziario della Fondazione Cariplo, infatti, al termine dell’estate e in concomitanza con l’inizio del periodo migratorio, 200 irondinidi verranno dotati di uno speciale mini “geolocator”, un dispositivo elettronico estremamente leggero e in grado di fornire in tempo reale tutte le informazioni necessarie relative agli spostamenti degli uccelli.
L’iniziativa, inoltre, come ha avuto modo di sotenere Danilo Mainardi, presidente onorario Lipu e professore di Ecologia comportamentale all’Università Ca Foscari di Venezia, ha il pregio di prevedere una piena trasversalità dei soggetti coinvolti andando ad interessare non solo veterinari, etologi ed ornitologi, ma anche gli agricolturi che, sulla base di un’azione di sensibilizzazione portata avanti dalla Lipu promettono la rapida diffusione di buone pratiche di conduzione agricola (fra cui il mantenimento della vegetazione spontanea e la predisposizione di spazi adibiti alle colture foraggiere) atte a preservare l’habitat della rondine sul nostro territorio. A tale scopo è previsto un compenso per tutti coloro i quali si impegneranno al mantenimento dei prati stabili oltre alla fornitura di specifici kit, con accluse cassette-nido e mangiatoie per gli amici volatili.

Si chiamano Claudia, Daniele, Italo, Silvia e Tiziano, hanno poco più di trent’anni, ed hanno avuto un’ottima idea. Semplice ma ottima. Questi cinque baldi giovani, dal primo di gennaio anche se io l’ho scoperto solo ora, pesano i propri rifiuti e ne rendono conto su internet.
Il loro sito lo trovate all’indirizzo, semplice semplice ma quanto mai efficace, www.chilopesa.it e il loro motto è “chi lo avrebbe mai pesato”. Già, chi lo avrebbe mai pesato. E, invece, è proprio quello che dovremmo fare: differenziare i rifiuti e pesarli, per renderci conto di quanti ne produciamo e, di conseguenza, cercare di ridurli. Il loro programma recita:
Riciclare, differenziare, smaltire… ma cosa? E soprattutto quanto? Quanto vale ciascuno di noi in sacchi di pattume? Qual è il nostro personale contributo alle montagne di immondizia che si accumulano in discarica? Le statistiche ufficiali non parlano di questo, non parlano di noi e non ci rendono consapevoli del piccolo ma importante contributo che potremmo dare.

Come fate a prepararvi una tazza di tè, sia esso biologico, in bustina o aromatizzato con la frutta di stagione? La domanda può sembrare banale, ma non lo è affatto, perché la maggior parte delle persone prepara il tè tazza per tazza, inserendo una bustina per ogni tazza e versandovi l’acqua fatta bollire in un pentolino o nel bollitore, oppure accendendo il microonde per far scaldare l’acqua di ogni singola tazza, con un enorme spreco di energia.
In Inghilterra, dove si preparano milioni di tazze di tè al giorno, per ridurre gli sprechi consigliano di far bollire l’acqua tutta insieme e di mettere il tè in infusione nella teiera, invece che nelle tazze con la bustina o il filtro. E per evitare di accendere il bollitore diverse volte, le nonne di Grannies Inc hanno pensato ad un copriteiera di maglia, che tenga il té caldo il più a lungo possibile.
I copriteiera sono lavorati a maglia dalle nonne di Grannies, esperte di Maglia&Crochet, che oltre ai copriteiera realizzano cappellini ed accessori di lana. Ogni copriteiera si può acquistare online a circa 50 euro; in alternativa si può acquistare lo schema per lavorare a maglia a circa 2,70 euro .
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