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Tutti gli articoli con tag buste di plastica

Risparmio energetico: bandire le auto come le buste di plastica?

pubblicato da Marina

meglio camminare a piedi

Leggo con piacere su Vanity Fair di questa settimana (Nr.13 pag.16), settimanale femminile molto letto, un bel editoriale firmato da Antonio Galdo a proposito di risparmio energetico, e di come l’automobile potrebbe essere trattata al pari delle buste di plastica, bandite dagli esercizi commerciali dallo scorso 1° gennaio.

Ma prima di arrivare a sbrogliare il legame tra auto e sacchetto di plastica conosciamo chi è Galdo. E’ un giornalista, già direttore de L’Indipendente, collaboratore di Enzo Biagi nonché autore per la Tv, che ha recentemente pubblicato un libro (Basta Poco, Einaudi, pag. 180 Euro 16,50, che non ho ancora letto però) a proposito del risparmio energetico e della follia dello scialo che affligge l’Occidente.

E’ curioso che un giornalista di rango come lui, compenetrato com’è nelle mille vicissitudini politiche di questo disgraziato Paese, decida di evitarci pistolotti di ogni sorta e viri decisamente verso l’ambiente. Ma a leggere il suo editoriale mi si chiariscono i motivi: Galdo è incazzato nero con la pazzia consumistica dei nostri giorni. Esempi? L’uso sconsiderato dell’automobile; nota che il 31% degli italiani la usa per farci meno di 2 Km al giorno, pagando però tutte le spese di manutenzione ordinaria e straordinaria; luci sempre accese (verificate se non in casa vostra, in uffici e supermercati); riscaldamenti a palla; condizionamento d’estate a palla; computer e ogni genere di gadget elettronico in stand by (continuate a non guardare in casa vostra ma tra le scrivanie delle migliaia di uffici pubblici e privati).

Scrive Galdo:

Il risparmio energetico non è uno slogan, è una necessità che si traduce in un contributo immediato per il miglioramento del Paese. Pensate: siamo stati i più grandi consumatori in Europa di sacchetti di plastica per fare la spesa, ne compravamo quasi uno al giorno, a testa, e da quando sono finiti fuori legge, dal primo gennaio di quest’anno, nessuno li rimpiange.

Galdo avvisa che non è necessario trasformarsi in moderni francescani, piuttosto biosogna re-imparare la sobrietà e possibilmente imparare dai cittadini di Manhattan a New York dove il 77% dei residenti non ha l’auto. Lo abbiamo dimostrato con i sacchetti di plastica: nessuno ha nostalgia per lo spreco. Buttiamo via (differenziandole si intende!) le auto inutili?

Foto | Flickr

Capannori scrive a Lavazza: basta con le capsule per il caffè

pubblicato da Marina

Le capsule della lavazza finite nella spazzatura

Se da un lato ci si mette tutta la buona volontà per ridurre i rifiuti e la plastica, dall’altro le sconcertanti regole del consumismo fanno si che la battaglia sia, se non vana, quantomeno complessa. Abbiamo appena chiuso il capitolo buste di plastica, che giustamente se ne apre un altro: le capsule del caffè. Le avete presente quelle cialdine in plastica confezionate in altra plastica che contengono una dose di caffè? Sono una delle componenti di quegli elettrodomestici giocattolo, gadget per adulti, che non servono a una cippa se non a essere comprati e a consumare: filtri, elettricità, acqua, ecc. ecc.

Ebbene, su queste capsule è stato aperto un “caso studio” del Centro ricerca rifiuti zero del Comune di Capannori, giunto all’81% di raccolta differenziata. Si sono accorti che nell’immondizia non differenziata ci finivano proprio le capsule. E perché? Perché sono state progettate per non essere smaltite. Insomma, mai come in questo caso avrebbero ragione di essere sostenuti tutti i discorsi che abbiamo fatto sul design industriale.

Dunque la responsabile del caso studio Rossana Ercolini ha scritto una lettera aperta a Lavazza, chiedendo una collaborazione fattiva, come l’uso di cialdine biodiegradabili o ricaricabili con filtro di carta. Infatti, secondo le proiezioni, ogni anno nella spazzatura di Capannori finirebbero 750mila cialdine. E noi consumatori? Si stima che ne consumiamo per 12mila tonnellate che finiscono o in discarica o bruciate in qualche inceneritore.

Foto | Rifiuti zero Capannori

Ecoblog a Ecomondo: Rimini città regina dell'upcycle

pubblicato da Marina

Ecomondo: Rimini città regina del riciclo creativo

Rimini con Ecomondo mostra non solo il suo lato godereccio e vitale, quello della generazione discotecara, ma anche il lato più impegnato e creativo. Palazzo del Podestà, presso la Sala dell’Arengo. Qui ieri ho visitato Fuori salone, ovvero Ambiente Festival (grazie alla segnalazione di Fethi Atakol, uno degli espositori (che purtroppo non ho incrociato). Tra gli altri molti artisti del riciclo a cui dedicherò delle singole schede. Interessante anche le creazioni dei bambini delle scuole medie e elementari coinvolte. Di fronte invece, sempre dedicato ai più piccoli i laboratori di creatività, mentre al primo piano del Palazzo del Podestà ci sono laboratori di riciclo creativi, esposizioni, laboratori di scienze su cambiamenti climatici o eventi naturali.

Le creazioni di Fethi Atakol
Le creazioni di Fethi AtakolLe creazioni di Fethi AtakolLe creazioni di Fethi AtakolLe creazioni di Fethi AtakolLe creazioni di Fethi AtakolLe creazioni di Fethi AtakolLe creazioni di Fethi Atakol

A partecipare al clima di festa che si crea in città sono proprio tutti. Nella foto in alto vedete un esempio lampante: cuscini per la panchina, collocata all’esterno di una pizzeria, ottenuti riciclando buste di plastica e trucioli. Nella gallery dopo il salto, invece, alcune delle installazioni che si trovano all’esterno del Palazzo del Podestà.

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Il messaggio ecosostenibile di Cristèl Carrisi, cantautrice ambientalista: "Sulla Terra siamo solo dei custodi"

pubblicato da Cristiana Salvagni

Cristèl canta un messaggio ambientalista

“Noi siamo il cancro della Terra”. Non usa mezzi termini Cristèl Carrisi, 24 anni, terzogenita di Al Bano e Romina Power, al debutto come cantautrice con l’album Il Tempo, il Nulla, l’Amore ed io… in cui, tra i vari temi, racconta il suo amore per la natura e il suo impegno ecosostenibile. Lo fa in particolare nel brano Custodi, quello bocciato allo scorso Sanremo giovani, in cui canta:

Questa terra non è mia né tua ma è nostra, siamo solo dei custodi.

Così ne spiega la nascita:

Avevo una melodia che continuava a girarmi in testa ed ero in aereo guardando il mondo dall’alto. Noi uomini sentiamo il bisogno di tracciare confini per delineare qualcosa che in fondo nessuno possiede. Conflitti ingiusti il cui unico risultato è il maltrattamento della Natura. Abbiamo la presunzione di pensare che la Terra ci appartenga quando invece siamo qui come ospiti momentanei.

D.:Un tema, quello della sostenibilità, che le sta molto a cuore. Mi dice Cristèl seduta al tavolino di un bar di Trastevere a Roma:

Io mi sento in colpa e sto male ogni volta che prendo un aereo.

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Il Principe Carlo ricicla tende per farne borse per la spesa in stoffa

pubblicato da Marina

A garden party to make a difference, lo sviluppo sostenobiole a clarence house residenza del pinrcipe carlo

Il Principe Carlo, si sa, è sensibile ai temi ecologici. Anche in questa occasione, cioè per A garden party to make a difference, che si terrà dall’8 al 19 settembre presso la residenza londinese di Clarence House, ha deciso di agire concretamente per sostenere la sua idea di sviluppo sostenibile.

Dunque, accanto alle giornate dedicate alla coltivazione biologica degli orti, alle ricette di cucina veg presentate dai migliori chef, alle sfilate di moda sostenibile o ai concerti di musica classica, ecco che saranno distribuite le morsbags ottenute dalle tende dismesse della residenza (qui trovate le istruzioni per cucirne una). Le borse morsbags, sono l’oggetto del sociable guerrila bagging. In pratica un gruppo di volontari crea un piccolo team di lavoro che cuce un certo numero di borse di stoffa ottenute riciclando tende, magliette, lenzuola o copripiumoni. Poi vanno distribuite in giro per convincere le persone a non usare più buste di plastica.

Insegna, così, il Pincipe Carlo la nobile arte dell’upcycle, o riciclo creativo. La manifestazione è organizzata da Start, l’associazione voluta dalla Fondazione The Prince’s Charities Foundation, nata per promuovere sistemi di sviluppo sostenibile.

Via | Telegraph

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Earth Day: le 10 piccole azioni per salvare il Pianeta. Basteranno?

pubblicato da Marina

Fare la spesa in bici, una delle azioni per salvare il pianeta Il WWF elenca in 10 gesti le azioni che contribuirebbero a salvare il Pianeta. Devo dire che sono sostanzialmente d’accordo e per molti di essi si tratta di gesti che oramai appartengono alla mia quotidianità. Lo sconforto però mi assale lo stesso.

Oggi, ad esempio, nel mio giro per la spesa quotidiana: al mercato ad avere la bici eravamo in 4 o 5; sono stata l’unica per la mezz’ora che ho frequentato i banchi a rifiutare le buste di plastica e a riempire le mie sporte con gli ortaggi acquistati; gli ipermercati sono pieni di gente che acquista cibo che nella migliore delle ipotesi è stato prodotto con materie prime che arrivano dall’altra parte del Pianeta.

Avete mai letto le etichette sulle buste incellophanate al banco carne? Vitelli nati in Polonia o Francia ma macellati in Italia… ; la maggior parte della gente che frequento non conosce soia o seitan come sostituiti delle proteine animali.

Comunque, dopo il salto le 10 azioni per voler concretamente bene al Pianeta.

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Qualche idea per riciclare i sacchetti di plastica

pubblicato da Marina

Qualche idea per riciclare i sacchetti di plastica

Siamo nella settimana di Porta la sporta, l’iniziativa condivisa e proposta da diverse associazioni ambientaliste, che vuole sensibilizzare i consumatori circa l’inutile utilizzo dei sacchetti di plastica per fare la spesa.

In molte città italiane si stanno distribuendo le sporte della spesa, in diversi materiali. Per chi in casa, invece, conserva un certo numero di buste di plastica, è un amante dell’upcycle e ha una discreta manualità, ecco qualche idea per riciclarli.

Qualche idea per riciclare i sacchetti di plastica

Qualche idea per riciclare i sacchetti di plastica Qualche idea per riciclare i sacchetti di plastica Qualche idea per riciclare i sacchetti di plastica Qualche idea per riciclare i sacchetti di plastica Qualche idea per riciclare i sacchetti di plastica Qualche idea per riciclare i sacchetti di plastica Qualche idea per riciclare i sacchetti di plastica Qualche idea per riciclare i sacchetti di plastica

Foto | Oddee

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Mattoni fatti con buste di plastica riciclate

pubblicato da missunderstanding

mattoni buste di plastica

Anche se molte regioni si muovono verso la messa la bando delle buste di plastica, e così fanno molte catene di supermercati, prima che le buste spariscano definitavamente dovranno passare molti, moltissimi anni. Così un gruppo di designer ha pensato di riciclarle per sfruttare in positivo una delle caratteristiche principali delle buste di plastica, l’indistruttibilità, trasformando uno tra i rifiuti più difficili da smaltire in materiale da costruzione.

Avvisati alla fiera Material Xperience di Rotterdam, i mattoni fatti di buste di plastica sono un’originale idea di riciclo dei sacchetti, opera del designer Gert de Mulder. I mattoni si chiamano Recy-Blocks e si ottengono dalla lavorazione delle buste di plastica ad alte temperature. Il colore dei mattoni dipende dal colore degli inchiostri usati per la stampa sulle buste di plastica, ma vi è la possibilità di decorare i mattoni con fiori secchi pressati o con altri frutti di riciclo creativo.

via | Inhabitat

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Plastic bag, storia di un immortale busta di plastica

pubblicato da Marina

Cosa ne sarà della vita ambientale tra 5 o 10 o 50 anni in America? (ma si può tranquillamente estendere il ragionamento al resto del Pianeta). Provano a trovare la risposta 11 cortometraggi della serie Futurestates, un progetto voluto da ITVS, The Independent Television Services per porre attenzione sulle conseguenze delle scellerate azioni che oggi scegliamo di portare avanti.

In alto plastic bag, la storia di una immortale busta di plastica. Le immagini sono bellissime e tremende allo stesso tempo.

Infine, è proposto un gioco in cui ognuno di noi si trasforma in un oracolo e può provare a prevedere il futuro…

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Farsi un k-way riciclando la buste dell'Ikea

pubblicato da missunderstanding

impermeabile ikea

Nel suo cammino versa la sostenibilità, Ikea ha abolito l’uso dei sacchetti di plastica, in favore delle borse riutilizzabili. Può così capitare di ritrovarsi con qualche busta blu o gialla di troppo, che dopo l’ennesima spesa può essere riutilizzata e trasformata in un impermeabile.

Come fare? Occorre conservare almeno 4 bustone dell’Ikea e seguire le istruzioni dettagliate di Paul Mattingly qui su Instructables per creare il proprio K-way su misura: pratico, semplice ed utile, com’è nella logica della casa svedese.

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