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Tutti gli articoli con tag canada

Pinne di squalo, Toronto vieta importazione per combattere la crudele pratica del finning

pubblicato da AlterEco

pinne di squalo finning

Toronto ha votato a larga maggioranza il divieto di importazione e di consumo di pinne di squalo. La proposta di legge era stata avanzata dai consiglieri Glenn De Baeremaker, John Parker e Kristyn Wong-Tam. La mozione acquista ancora più valore perché è stata accompagnata da inviti espliciti a fare lo stesso rivolti alle altre città canadesi.

WildAid Canada negli ultimi cinque mesi si era battuta per far approvare il decreto. Rob Sinclair, direttore esecutivo dell’associazione, spiega che:

La decisione di Toronto è una grande vittoria nella lotta globale contro un commercio illegale di pinne di pescecane valutato in centinaia di milioni di dollari.

Le pinne di squalo vengono utilizzate per una zuppa molto richiesta in tutto il mondo. Per procurarsi le pinne si utilizza la pratica del finning, lo spinnamento, un metodo barbaro che condanna a morte per dissanguamento gli squali. Dal momento che la carne non ha lo stesso valore commerciale delle pinne, gli animali mutilati vengono infatti gettati in mare, spesso ancora vivi. Ogni anno muoiono in questo modo crudele 73 milioni di squali.

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Bottiglia EcoGreen per la 7UP

pubblicato da Barbara Arlati

7up ecogreen

La PepsiCo Beverages Canada ha progettato la prima bottiglia per soft drink fatta al 100% in plastica PET riciclata. Con il nome di bottiglia EcoGreen sarà immessa sul mercato canadese verso la fine di quest’anno.

Questo annunci è solo l’ultimo dei passi fatti finora dalla PepsiCo per imporsi come leader quale società sostenibile a partire dalla qualità del suo packaging.

La bottiglia EcoGreenThe per 7UP e Diet 7UP sarà in vendita in Agosto e assomiglierà in tutto e per tutto a tutte le altre bottiglie per soft drink in PET.

Via | Sustainablelifemedia
Foto| Packaging.int

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10 eccezionali migrazioni

pubblicato da Barbara Arlati

Farfalla Monarca

  1. Sterna artica
    Esegue la più lunga migrazione animale. Viaggia dall’artico all’antartico per circa 71.000 km all’anno.
  2. La megattera
    Una femmina viaggia più di 9,800 Km all’anno dai tropici a dove può alimentarsi.
  3. Berta grigia
    Esegue la seconda più lunga migrazione (65.000 km circa). Viaggia dalla Nuova Zelanda e dal Cile verso nord trovare terre dove alimentarsi.
  4. La farfalla Monarca
    La sua migrazione è lunga quanto la sua stessa vita ossia 3.100 chilometri. Arriva in Canada in giugno e poi in settembre va verso il Messico.
  5. Libellula flavescens
    Detiene il primato come l’insetto dalla più lunga migrazione. Viaggia tra i 14000 e i 18000 chilometri dall’India verso Maldive,Seychelles, Mozambico e Uganda.
  6. Salmone Reale
    Nuota contro corrente da quando nasce. Percorre circa 3000 km. Migra verso l’Oceano Pacifico e poi torna a casa al fiume dove è nato per deporre le uova.
  7. Pinguino di Adelia
    Detiene il primato come migrazione più lunga tra tutte le speci di pinguini (17.600 km). Segue il sole verso le zone dove è possibile trovare cibo.
  8. Il piro-piro semipalmato
    Vola senza fermarsi sull’Oceano Atlantico percorrendo circa 3000 km. A metà maggio parte dal sud America dirigendosi verso nord fino a Canada e Alaska.
  9. Lo Gnu
    Si muove continuamente in cerca di erba e acqua, percorre circa 1.600 km all’anno. All’inizio di Gennaio e Febbraio si sposta verso la zona del Lago Victoria.
  10. Il granchio rossa dell’Isola di Natale
    La loro migrazione è sincronizzata, tutti si muovono insieme attraverso l’isola. Percorrono circa 5 km. All’inizio della stagione delle piogge escono dalle foreste per raggiungere la spiaggia
  11. .

Via | Earthrangers
Foto | Flickr

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Bailey, il bisonte domestico

pubblicato da Luca M.

bailey il bisonte

Ci sono persone che hanno manie di grandezza. L’automobile enorme, la casa gigante, il giardino immenso. Il signor Jim, un abitante di Alberta, in Canada, non si è fermato li. Lui ha anche un animale domestico decisamente ingombrante. Il suo nome è Bailey D. Buffalo Jr., Bailey per gli amici. Bailey è un bisonte di ottocento chili di peso che vive come fosse un cagnolino. Jim non è nuovo ad un “pet” del genere. Bailey Jr. è il figlio, appunto, di Bailey , scomparso tre anni fa.

Bailey Jr è perfettamente integrato nella vita di casa. Bailey e Jim si fanno lunghe passeggiate in un’auto modificata appositamente per reggere il peso del bisonte e passano molto tempo insieme in casa. Per ovvie ragioni gli sono precluse le stanze del piano superiore della casa di Jim, quantomeno per la libertà di muoversi, ma il piano terra, dove ci sono cucina e soggiorno, per lui è del tutto disponibile. Jim dice anche che, a dispetto della mole, Bailey è molto delicato tanto da non aver mai rotto nulla in casa, al contrario dei suoi nipotini.

bailey il bisontebailey il bisontebailey il bisonte

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In Canada primo passo verso la legge di riduzione della CO2

pubblicato da Peppe Croce

In Canada primo passo verso la legge di riduzione della CO2

Il Canada fa un passo avanti verso la nuova legge che impegna il paese a ridurre le proprie emissioni di CO2: la Camera dei Comuni, infatti, ha recentemente votato favorevolmente il New Democrat Climate Change Accountability Act.

Si tratta di una legge che mira a ridurre le emissioni di gas serra del 25% rispetto ai livelli registrati nel 1990 entro il 2020 e dell’80% nel 2050. Obbiettivi decisamente ambiziosi, che si basano sulla possibilità, affidata dalla legge al governo centrale, di stilare nuove regole e provvedimenti specifici per la riduzione delle emissioni. Una sorta di “delega verde” affidata dal parlamento al governo canadese. Bruce Hyer, deputato primo firmatario della legge ha salutato positivamente la sua approvazione:

Il Canada potrà finalmente avere regole e quadri chiari per combattere il cambiamento climatico e camminare a testa alta all’interno della comunità internazionale

Anche alcune regioni e province canadesi stanno mettendo in atto ulteriori sforzi, oltre a quelli del governo centrale, per la riduzione della CO2: la British Columbia, ad esempio, ha proposto il Clean Energy Act relativo alla produzione di energia da fonti rinnovabili. Si parla di un impegno notevolissimo: dal 90% al 93% del totale.

Numeri del genere potrebbero sembrare irrealizzabili, ma il Canada ha dalla sua parte la possibilità di utilizzare in modo massiccio l’idroelettrico. Unico lato “oscuro” del Canada in fatto di politiche ambientali resta, a questo punto, il fermo intendimento di produrre grandi quantità di petrolio non convenzionale nei prossimi anni. Che sia destinato al mercato estero nell’ottica di una politica energetica a due facce?

Via | Italia Clean Technology
Foto | Flickr

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Secondo l'Aspo il 2010 potrebbe essere l'anno più caldo della storia

pubblicato da Peppe Croce

Secondo l'Aspo il 2010 potrebbe essere l'anno più caldo della storia

Ugo Bardi, presidente di Aspo Italia, torna alla carica contro i negazionisti del clima. E rilancia: il 2010 potrebbe passare alla storia come l’anno più caldo da quando si fanno le rilevazioni.

Secondo Bardi, infatti

i primi quattro mesi del 2010 si prefigurano come parte di quello che potrebbe essere l’anno più caldo della storia, da quando si fanno misure di temperatura. La cosa si sta facendo preoccupante, soprattutto in considerazione del fatto che siamo a un minimo storico dell’attività solare - se il riprende a salire, cosa succede?

Il problema, però, è che in Europa questo riscaldamento non si avverte a causa, continua Bardi, di una fluttuazione artica che sta portando mal tempo e temperature sotto la media stagionale:

Come vedete nel diagramma in alto a sinistra, c’è una striscia blu di raffreddamento che parte dalla Cina e arriva fino agli Stati Uniti. Chi vive in questa zona, incluso noi, ha difficoltà a rendersi conto della situazione. Nel resto del mondo, invece, ci sono delle zone, come il Canada, dove abbiamo sei gradi in più rispetto alla media stagionale. Non oso pensare cosa potrebbe succedere se avessimo temperature del genere qui da noi

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Shopping: le catene di negozi attente alle buone pratiche ecologiche ci sono

pubblicato da missunderstanding

catene di negozi pratiche ecologiche

Con il Natale che arriva portando con sè l’abitudine a scambiarsi regali, più di qualcuno andrà a far compere. E se proprio bisogna consumare e acquistare, allora è meglio sapere dove e perchè.

Uno studio internazionale, che ha visto collaborare insieme i ricercatori dell’Università francese di Metz, dell’Università scozzese di Stirling, dell’Università Hitotsubashi in Giappone e della spagnola Esade ha stilato una classifica delle catene di negozi più verdi. Il successo dei negozi che adottano buone pratiche ecologiche per differenziare le proprie attività è basato su una politica di riduzione dei costi o di ricerca fondi, sulla riduzione delle emissioni di CO2. Lo studio ha evidenziato anche quali sono le barriere più comuni che impediscono ad una catena di negozi di scegliere una strada ecosostenibile.

I gruppi di studio si sono concentrati su 15 catene di vendita al dettaglio, dall’America all’Europa, passando per Asia e Australia per scovare le migliori pratiche ecologiche che possono aiutare l’industria a contribuire ecologicamente e a migliorare i propri ritorni economici. In Canada sono ben piazzati in classifica la catena Mountain Equipment Co-op ch evende articoli e attrezzature sport, al secondo IKEA e al terzo Walmart, una catena di elettronica. In Europa le catene Lush e Carrefour, di nazionalità una inglese e una francese, presenti anche in Italia.

Foto | Flickr

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Guerrilla Gardening, trasformare la città in un giardino utilizzando gli arredi urbani

pubblicato da missunderstanding

guerrilla gardening
Dal Canada ci giungono le foto dell’iniziativa di Guerrilla Gardening dell’artista Posterchild, che ha rivisitato gli elementi di arredo urbano e riempito di calendule la città di Toronto.

L’artista ha deciso di intraprendere il percorso del Guerrilla Gardener per protestare contro l’abbandono degli spazi e degli arredi urbani, che possono essere trasformati in piacevoli angoli verdi con pochissimo sforzo. Posterchild è un artista convinto del fatto che la sua azione di Guerrilla Gardening possa essere d’esempio per altri artisti che con sei calendule ed una cassetta per la pubblicità abbandonata possono fare la differenza nella propria città.

guerrilla gardeningguerrilla gardening

via | inhabitat

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Traformare l'anidride carbonica in acqua minerale per contrastare il riscaldamento globale

pubblicato da missunderstanding

acqua  mineraleUno studio pubblicato su Nature dimostra che l’anidride carbonica, naturalmente conservata nel sottosuolo per migliaia di anni, si dissolve in acqua, aprendo la strada ad una possibilità per contrastare il riscaldamento globale. La ricerca, condotta da Gran Bretagna e Canada, è la prima basata su dati racccolti sul campo in nove siti naturali, dall’America alla Cina, passando per l’Ungheria.

I giacimenti di CO2 presenti nel sottosuolo hanno un’età compresa tra i 10 e i 42 milioni di anni e dagli studi è emerso che, in un arco di tempo esteso, il sottosuolo perde l’anidride carbonica in esso imprigionata, che si dissolve nell’acqua delle falde acquifere sottorranee, così come avviene per l’anidride aggiunta all’acqua imbottigiliata per ottenere l’acqua frizzante. Quindi, da circa 40 milioni di anni, l’acqua smaltisce naturalmente l’anidride carbonica.

Lo studio apre un importante filone di indagine, poichè ogni sottosuolo ricco di falde potrebbe trasformarsi in un sito di stoccaggio di anidride carbonica, a patto che le acque sotterranee non risalgano in superficie. Io mi chiedo dopo quanti milioni di anni il sottosuolo ceda l’anidride all’acqua, perchè tra 10 milioni di anni sarà un pò tardi… A voi sembra una strada percorribile?

Foto | Flickr

E' morto il più vecchio orso polare al mondo

pubblicato da Roberto Bosio


Come annuncia “con grande tristezza” il comunicato del Winnipeg’s Assiniboine Park Zoo in Canada, Debby, il più vecchio orso polare del mondo, è morta lunedì scorso “circondata da veterinari e dai custodi che si occupavano di lei”. “Le condizioni mediche di Debby si sono gradualmente degradate per diversi mesi, anche se lei continuava a restare attiva”.

La scorsa estate aveva sofferto di una serie di ictus, aveva perso sangue ed era dimagrita all’improvviso. L’ulteriore peggioramento degli ultimi giorni - diversi suoi organi avevano smesso di funzionare - ha costretto lo zoo a praticare l’eutanasia sull’animale.

L’orsa era nata nel 1966 nell’Artico russo, ed era arrivata allo zoo di Winnipeg un anno dopo. Negli anni era diventata la principale attrazione dello zoo - si calcola che l’abbiano vista 18 milioni di persone -, perché pochi orsi polari raggiungono in natura i 20 anni , e in cattività i 30, mentre lei, al compimento dei suoi 41 anni, era finita anche sul Guinness dei primati.

Solo altri due orsi, per quello che sappiamo, hanno vissuto più a lungo. Ha dato la vita a sei generazioni di orsi, prima che il suo compagno Skipper morisse nel 1999 all’età di 34 anni.

Via | Telegraph, Swissinfo

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