Anche quest’anno, per Natale, torna in scena la solita lotta tra guardie e ladri dell’agroalimentare di qualità. Le feste sono occasione ghiotta per godersi i migliori prodotti della tavola, meglio se Doc, Dop, Igp. Meglio ancora se di agricoltura biologica e a filiera corta. E, meglio di tutto, se non sono taroccati. Purtroppo i furbi di sto periodo fioccano come la neve al nord, solo che sono ben diffusi anche al centro e al sud. Andiamo per provincia, in base alle operazioni dei Nuclei Antifrodi Carabinieri del Ministero delle politiche agricole.
Salerno: 12 centri commerciali controllati, con i rispettivi titolari denunciati per frode in commercio. Vendevano olio di oliva scaduto, pesce in cattivo stato di conservazione e privo di etichette, 229 confezioni di prodotti ortofrutticoli senza etichette e certificazione sulla rintracciabilità.
Roma: i Carabinieri hanno scoperto alcuni imprenditori del settore olivicolo che vendevano olio di semi trattato alla clorofilla spacciandolo per olio extra vergine di oliva.
Venezia: è stato deferito il titolare di un ristorante che vendeva come extravergine di oliva dell’olio che in realtà era di sansa di oliva trattato. In provincia di Monza e Brianza, presso una ditta di commercio all’ingrosso di prodotti agroalimentari, sono stati sequestrati prosciutti con falsi marchi Dop.
I furbi, quindi, non mancano. Occhi aperti e, in caso di dubbio, chiamate i Carabinieri dei Nac: 800 020 320, è gratis.
Via | Ministero Politiche Agricole
Foto | Flickr

Un povero cagnolino è stato ucciso dal suo padrone cacciatore semplicemente perchè non ubbidiva abbastanza prontamente ai suoi comandi.
Il fatto si è svolto in località Tezze, nel Comune di Vazzola (TV). Il cacciatore spazientito non ci ha pensato due volte e imbracciato il fucile ha fatto fuoco sul suo povero cane uccidendolo.
Il padrone assassino l’avrebbe fatta franca se un contadino che lavorava li vicino richiamato dagli spari non avesse deciso di chiamare i Carabinieri. Il cacciatore è stato denunciato per maltrattamento e uccisione di animale e gli è stato sequestrato il fucile (che mi auguro non gli restituiscano più).
Trasformavano limoni importati dall’Argentina e trattati chimicamente in pregiati limoni siciliani biologici. Tutto questo nel modo più antico e semplice del mondo: lavandoli e cambiandone il contenitore. La truffa è stata scoperta dai Carabinieri di Cassibile e dal Nas di Ragusa che hanno messo sott’occhio un magazzino di trasformazione agroalimentare dopo aver notato movimenti sospetti.
Perché vedere file di camion che scaricano casse di limoni importati in una terra, come la Sicilia, dove i limoni locali di certo non mancano, non poteva non dare nell’occhio. I Carabinieri, per questo, si sono appostati in attesa dell’arrivo della merce sospetta e, arrivati i camion, sono entrati dal retro beccando i truffatori con le mani nel sacco. O meglio, nella cassetta.
I limoni argentini venivano tolti dalle confezioni originali, sulle quali era chiaramente scritto in spagnolo che non erano biologici e men che meno siciliani, e lavati e confezionati in cassette indicanti l’origine siciliana e l’assoluta mancanza di trattamenti chimici. Una truffa alimentare bella e buona e che doveva rendere parecchio.
I militari, infatti, hanno sequestrato circa 150 tonnellate di limoni taroccati conservati nelle celle frigorifere del magazzino, per un valore stimato di oltre 300.000 euro.
Via | Siracusa News
Foto | Flickr
Nonostante l’esistenza di leggi a tutela degli animali e, in particolare, delle specie protette e a rischio estinzione, la cronaca ci continua a torturare con la stupidità e la cattiveria gratuita tipica di alcuni esseri umani. Nei giorni scorsi, infatti, è stata rinvenuta a casa di un pescatore di Bisceglie, in Puglia, un esemplare di tartaruga Caretta Caretta – specie gravemente a rischio estinzione - disidratata, in pessime condizioni e, ovviamente, detenuta illegalmente.
Catturata da un peschereccio in prossimità della costa, l’animale, un adulto di sesso femminile, era immobilizzato tramite una corda al collo. Fortunatamente, a seguito di una segnalazione, i carabinieri sono riusciti ad intervenire denunciando l’uomo per detenzione e maltrattamenti di specie protetta, e la tartaruga al centro di recupero WWF di Molfetta in attesa delle necessarie cure e della riabilitazione necessaria per la rimessa in libertà dell’esemplare. Il fatto di cronaca, tristemente banale, suggerisce un aspetto essenziale della legalità: la partecipazione attiva di tutti affinché le leggi vengano rispettate.
Foto | Flickr
Via | Quindici Molfetta
Il Nucleo per la protezione ambientale dei carabinieri ha fermato un traffico di rifiuti che andava a vanti da almeno 3 anni. 40.000 tonnellate di rifiuti, tra cui anche tossici e nocivi venivano smaltiti fraudolentemente nelle Marche.
I rifiuti partivano da Lombardia, Veneto ed Emilia Romagna e lungo la strada venivano falsificati i certificati di accompagnamento. Tra i 135 indagati di 70 diverse aziende ci sono autotrasportatori e gestori di discariche, che fin’ora erano riusciti ad intascare 5 milioni di euro.
Gli 11 arrestati dovranno rispondere di associazione per delinquere finalizzata al traffico illecito di rifiuti, falso, truffa aggravata e abuso d’ufficio.
Via | Emilianet
Le bussole erano in vendita nei negozi di articoli per sopravvivenza e contenevano radio226. Ad effettuare il sequestro in varie città italiane sono stati i carabinieri per la tutela dell’ambiente, su ordine della procura di Bologna.
Ne sono state ritrovate 56, ma altre 41 sono ancora disperse, forse già acquistate da ignari clienti.
E´ stato messo a disposizione del pubblico un numero verde, 800 25 36 08, dove è possibile segnalare l´acquisto di uno degli strumenti non ancora sequestrati per consentire la loro messa in sicurezza.
A produrre le bussole è stata un’azienda dell´ex Germania dell´Est dal nome Edelmann Midest Gmbh
Il radio226 è un prodotto di decadimento della catena dell’uranio238 i cui effetti sulla salute erano noti dal secolo scorso, nel 1917, a seguito di una intossicazione subita dalle operaie di una delle fabbriche americane di radio, la U.S. Radium Corporation.
via | GreenReport