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Tutti gli articoli con tag carbon tax

Carbon Tax: Europa profondamente divisa sulla questione

pubblicato da Simone Muscas

CO2Del tema della carbon tax ovvero sulla possibilità di imporre una tassa sulla CO2 abbiamo più volte accennato. Fra le novità a proposito è interessante considerare la nuova proposta dell’UE di imporre una tariffa comune minima per ogni tonnellata di CO2 prodotta in Europa.

Tale impegno è stato inserito in una comunicazione sulla revisione del sistema di tassazione dell’energia dal nuovo commissario alla tassazione Algirdas Semeta. La proposta di Semeta contiene la possibilità di introdurre una tassa pari a 20 euro su ogni tonnellata di emissioni di CO2. L’idea, come’era lecito attendersi, ha provocato diverse reazioni da parte degli Stati membri. A capeggiare il fronte del no la Gran Bretagna l’Irlanda, la Polonia e la Germania per ragioni diverse.

L’Irlanda, nello specifico, sarebbe d’accordo a far ricorso ad una tassa sulla CO2 applicata ai combustibili soltanto a livello locale e non europeo, mentre Germania e Polonia, Paesi produttori di carbone, si dichiarano in forte disaccordo alla proposta in quanto risulterebbero fra i più penalizzati dall’introduzione della carbon tax. In accordo alla questione è invece la Francia che già in passato ha tentato invano di legiferare a livello nazionale sull’introduzione di una simile tassa.

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L'Europa non approva la riduzione dal 20% al 30% di emissioni di CO2 entro il 2020

pubblicato da Marina

Connie Hedegaard, Commissario europeo al Clima

Sotto la pressione delle lobby che rappresentano multinazionali e industria pesante l’Europa rinuncia a ridurre le emissioni di CO2 entro il 2020 dal 20% al 30%. Lo ha annunciato Connie Hedegaard, Commissario europeo al Clima che ha tentato di fissare al 30% la quota di riduzione di gas serra. Il problema è che si è scontrata con il dissenso di Germania e Francia che hanno spiegato che, sebbene la quota di riduzione sia flessibile e che possa per questo passare dal 20 al 30%, non è al momento un obiettivo raggiungibile.

Lo stop arriva dopo che in Francia la carbon tax è stata bocciata. Secondo Rainer Brüderl, ministro tedesco all’Economia, e Christian Estrosi, ministro francese all’Industria:

Le quote sono facoltative e ancora non conosciamo le offerte di altri paesi. E ‘necessario per preservare la competitività e l’occupazione nell’Unione europea far avere alle nostre imprese un quadro chiaro per consentire il rispetto degli investimenti a lungo termine.

Tradotto dal politichese vuol dire che se non ci saranno piani di ammortamento previsti per le industrie che adotteranno politiche di riduzione delle emissioni non si tratterà su una loro ulteriore contrazione del 10%. Italia e Polonia si sono dette d’accordo. La discussione slitta al prossimo dicembre in quel di Cancun, dove si terrà la prossima conferenza per il clima. Mica male, no?

Via | 20minutes
Foto | Flickr

Carbon tax adieu! La Francia rinuncia a tassare le emissioni di CO2

pubblicato da Peppe Croce

Il primo ministro francese sotterra la carbon taxLa Francia non imporrà una tassa sulle emissioni di CO2. A mettere una pietra tombale sulla carbon tax francese ci ha pensato il primo ministro Francois Fillon in persona intervenendo in un incontro con i deputati del Ump, partito conservatore che appoggia il presidente Sarkozy e che, alle ultime elezioni regionali, ha subito una vera batosta dagli elettori.

Fillon ha affermato che la tassa sulle emissioni non sarà introdotta in Francia entro il primo luglio, come precedentemente affermato dal governo, poichè a livello europeo non c’è ancora un accordo che imponga anche agli altri paesi membri di fare altrettanto. Da sola, quindi, la Francia non si tassa e protegge la propria economia. Lo slancio ecologista dell’estate scorsa sembrerebbe, quindi, del tutto esaurito.

La proposta di una via francese alla carbon tax, però, era interessante: si trattava di una tassa orizzontale che avrebbero dovuto pagare tutti (tranne le aziende già sottoposte alla normativa Ets), modulata in base ai combustibili utilizzati per produrre i beni, l’energia o i servizi come i trasporti e, soprattutto, a fine anno sarebbe stata rimborsata in parti uguali per tutti. In questo modo, chi durante l’anno fiscale aveva scelto beni e servizi a basse emissioni di CO2 ci avrebbe guadagnato.

Via | Le Monde

Carburanti: in arrivo tassa europea sulla CO2?

pubblicato da Peppe Croce

In arrivo carbon tax per i carburanti?Il blog del Centro Euro-Mediterraneo per i Cambiamenti Climatici riporta oggi una notizia interessante: potrebbe arrivare a breve una carbon tax europea specifica per i carburanti. L’idea, da tempo in discussione a Bruxelles ma fino ad oggi rigettata dagli Stati membri, sarebbe stata nuovamente proposta dal Commissario europeo al Fisco Algirdas Šemeta.

Si tratterebbe di una tassazione uniforme per tutta l’Unione, calcolata in base a due fattori: quantità di energia sprigionata dal carburante ed emissioni di CO2 derivanti dalla compustione del carburante stesso. Si mira, in pratica, a promuovere carburanti a basso tenore di carbonio, che emettono meno CO2 a parità di energia prodotta o, dall’altro lato, producono più energia per ogni litro bruciato.

Non si tratta, quindi, di una tassa sui “soliti” inquinanti delle benzine o dei gasoli, come lo zolfo o il piombo (oggi sparito dalle benzine europee) bensì un’accisa specifica sulle emissioni di carbonio. A cosa potrebbe portare una tassa del genere, uniformemente applicata in tutta Europa? Probabilmente alla creazione di nuovi prodotti di raffineria, più “energetici”.

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Studio Bankitalia: far pagare la "carbon tax" alle famiglie

pubblicato da Peppe Croce

Uno studio di Bankitalia propone di spostare la carbon tax dalla produzione al consumo

La “carbon tax” altro non è che una tassa sulle emissioni di CO2 ed è un meccanismo che, nelle sue intenzioni, dovrebbe scoraggiare chi produce energia dal farlo utilizzando i combustibili fossili. L’idea è quella di far pagare di più l’energia prodotta emettendo più CO2. Il meccanismo è in vigore in diversi paesi nel mondo, Italia compresa, ed è affiancata da un altro sistema che ha lo stesso fine: il mercato delle emissioni, in inglese Emission trading system (Ets).

L’Ets assegna delle quote ad ogni grosso produttore o consumatore di energia in tonnellate di CO2. Se si sfora si paga, o si compra il diritto di emissione da chi ha consumato meno o ha prodotto energia senza emettere anidride carbonica. Carbon tax ed Ets si basano entrambi sul principio del “chi inquina paga” e toccano le tasche di chi produce, non di chi compra. Uno studio della Banca d’Italia, però, propone di invertire la cosa: a pagare devono essere i consumatori. Lo studio in questione, realizzato dalla ricercatrice Daniela Marconi, si intitola “Gli effetti di una tassa ambientale unilaterale sui consumi” e, già dal titolo, si capisce che la tassa la dovrebbero pagare le famiglie e non le imprese. Secondo tale studio

Le evidenze empiriche disponibili per i paesi avanzati indicano che circa la metà delle emissioni di gas serra è riconducibile, direttamente o indirettamente, all’attività di consumo delle famiglie. Studi teorici mostrano che un governo che si concentri sull’abbattimento delle emissioni inquinanti generate dall’attività di consumo piuttosto che di produzione raggiunge il suo obiettivo in maniera più efficiente, conseguendo un innalzamento complessivo del benessere sociale senza compromettere la competitività internazionale del sistema produttivo

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