L’associazione Peacelink ha costruito una classifica delle provincie italiane più inquinate a partire dai dati dell’Inventario nazionale delle emissioni e loro sorgenti.
Tra tutte le possibili sostanze inquinanti che finiscono nell’ambiente, e non poteva essere altrimenti, Peacelink ha scelto di considerarne solo alcune. Ovviamente sono stati scelti elementi altamente inquinanti che sfuggono alle rilevazioni “normali” come piombo, arsenico, mercurio, diossine e furani.
L’altro limite della ricerca è che per i dati ci si è accontentati di quanto dichiarato dalle aziende, e questo porta con sé due conseguenze. La prima è che si possono nutrire dubbi sulla veridicità di questi dati. La seconda, più importante, è che tra le province più inquinate non compaiono quelle della Campania perché non sono state considerate le emissioni illegali.
La provincia più inquinata è risultata Taranto, grazie, si fa per dire, al 92% delle emissioni atmosferiche italiane di diossine e furani, oltre a livelli record di mercurio e idrocarburi policiclici aromatici e così via.
Seguono, con grande distacco, Livorno per le emissioni in acqua di arsenico e piombo, Nuoro - a causa dell’industria petrolchimica di Ottana e il cementificio di Siniscola -, e Venezia, “grazie” al polo petrolchimico di Marghera. Dal quinto al decimo posto troviamo infine Caltanissetta, Trieste, Siracusa, Carbonia Iglesias, Sassari e Ravenna.
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