Inizia oggi a Trieste il Forum Internazionale dell’energia pulita, che vede riuniti i rappresentanti di 17 paesi del mondo, intenti a promuovere tecnologie a basso consumo e a bassa emissione di CO2, organizzato dal Ministero dell’Ambiente.
Il forum si propone di trovare e fissare vie alternative per produrre energia, e rispondere alla domanda crescente per i prossimi trent’anni, senza aumentare le emissioni di anidride carbonica. Tra le proposte più importanti, quella di investire in tecnologie a basso contenuto di carbonio, attraverso misure di sostegno e definizione di standard globali sia di prezzo che di contenuto di carbonio, al fine di diminuire del 50% le emissioni mondiali in trent’anni. Allo stesso tempo, il forum discuterà della possibilità di incentivare progetti di fonti rinnovabili nei paesi in via di sviluppo.
Il Forum di Trieste, aperto dal 2 al 5 aprile, ospita anche un’area molto interessante per designer e curiosi: domani 2 aprile, alle h.12.00, presso la Ex pescheria di Trieste sarà presentato il libro “Design Italiano per la sostenibilità”, una selezione di prodotti realizzati da aziende italiane che hanno integrato design e rispetto per l’ambiente. La presentazione del volume sarà accompagnata da una mostra di prodotti del Design Italiano per la Sostenibilità, aperta al pubblico dal 2 al 14 aprile.
Da circa 20 anni la semina su sodo e le lavorazioni minime sono state utilizzate in agricoltura per la loro capacità di arricchire il terreno di sostanza organica. Questo in quanto il terreno essendo meno arieggiato ha una minore capacità di ossidare velocemente i residui colturali in esso presente.
Altri vantaggi riguardano una minore erosione dei suoli collinari e montani con conseguente mantenimento dello strato fertile di terreno. Insomma, una serie di caratteristiche alle quali si aggiunge un ridotto consumo energetico per la trazione dei trattori ed una minore usura degli strumenti.
Sembra tuttavia che, per quello che riguarda il bilancio del carbonio nel terreno (leggasi sostanza organica), nei primi 60 cm non si evidenzierebbe una sostanziale differenza tra l’aratura tradizionale e le lavorazioni minime. I ricercatori hanno evidenziato che nei primi 20 centimetri di terreno possiamo riscontrare un effettivo incremento di sostanza organica con la semina su sodo, mentre con l’aratura tradizionale le concentrazioni maggiori si trovano ovviamente vicino alla suola di lavorazione.
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Una corsa su strada senza più inquinamento, senza più rumore e puzza di olio o di gomma bruciata? Questo potrebbe essere una sintesi del TTXGP, il primo Gran Premio dedicato a due ruote ad emissioni zero.
La competizione si svolgerà parallelamente al leggendario Tourist Trophy il prossimo 12 giugno 2009. I partecipanti, scelti tra le università, i centri di ricerca e le industrie all’avanguardia, avranno la possibilità di dimostrare che le moto ad emissioni zero non sono solo pulite, ma anche veloci. Non ci sono vincoli di sorta per i costruttori, se non quello di utilizzare propellenti senza carbonio.
Probabilmente agli smanettoni lettori di motoblog.it questo tipo di corse potrà sembrare ridicolo… a noi sembra una buona cosa. Se poi segnerà il passo per nuove “corse pulite” sarà il pianeta a beneficiarne. Per qualsiasi tipo di informazione comprese le regole e le modalità di partecipazione visitate il sito www.ttxgp.com