Da pochi giorni il WWF si è fatto promotore di una nuova interessante iniziativa per ridurre il consumo di carta e l’abuso del toner con l’ideazione di un nuovo formato elettronico per i documenti semplicemente inattivandone la funzione di stampa. Il sistema, per ora adatto solo al sistema Mac OS X ma breve estensibile anche a Windows, ha lo scopo precipuo di ridurre gli sprechi e facilitare il passaggio verso una società sempre più informatizzata.. Al posto del solito avviso in calce ai files che riceviamo ogni giorno, quindi, relativo alla necessità di riprodurre in formato cartoceo il testo solo ove strettamemte necessario è stato introdotto un blocco definitivo per la stampa. Il layout è visualizzabile come un normale PDF e per la propria riconoscibilità si avvale di un logo a forma di albero. Il tutto, ovviamnete, allo scopo di
contribuire a creare una nuova consapevolezza circa l’utilizzo della carta e contemporaneamente dare a ciascun individuo il modo per contribuire attivamente a ridurre l’impatto ambientale.
Chi fosse interessato, può scaricare gratuitamente il software direttamente dal sito del Wwf cliccando qui .
Eliana Farotto responsabile Ricerca & Sviluppo Comieco, racconta di come sia possibile riciclare il cartone e gli imballaggi in genere. Racconta di come nel 2009 sebbene i consumi siano rimasti stabili si è passati al raddoppio di carta e cartone raccolta e avviata al riciclo.
Presenta Farotto l‘idea di quello che dovrebbe essere il packaging ideale risalendo a una descrizione di Bruno Munari fatta nel 1963, che descrive la perfezione in una arancia. Esattamente, proprio il frutto.
Spiega Farotto:
La sostenibilità di un imballaggio, almeno nel settore food, va ricondotta alla funzione primaria per cui l’imballaggio è stato scelto. Ad esempio il latte. Possiamo anche andarlo a prendere con la nostra bottiglia di vetro. Ma nel tempo è stato reso accessibile grazie agli imballaggi e portato nell nostre case in condizioni igienico-sanitarie corrette. Parleremo sempre più di cibo perché c’è una parte del mondo che non riesce a produrre e stoccare il cibo e una parte del mondoc he invece lo spreca. Ecco che l’imballaggio può giocare per entrambi un ruolo fondamentale.
Il ciclo prevede il risparmio della materia prima, riutilizzo, uso di materiale riciclato, ottimizzazione della logistica. Dunque, il trasporto gioca un ruolo fondamentale nella progettazione di un contenitore o di un imballaggio.

Il gruppo Lucart presenta Eco Lucart Natural, la nuova carta che nasce dal riciclo del Tetra Pak.
Lucart Group, leader nel campo della carta, ha trovato un innovativo modo per utilizzare il Tetra Pak nella produzione della carta e grazie a questa scoperta è stato segnalato tra i migliori progetti nel Premio all’Innovazione Amica dell’Ambiente 2010 di Legambiente.
Le fibre di cellulosa contenute nei contenitori Tetra Pak, sono di qualità paragonabile alla cellulosa vergine, e conferiscono quindi al prodotto finito ottime doti di resistenza e assorbenza e una tinta avana chiaro simile al colore naturale del legno.
La tecnologia sviluppata da Lucart Group permette di utilizzare in altre attività manifatturiere anche la parte di materiale plastico del Tetra Pak.
Via | Lucartprofessional

Comieco (il consorzio che si occupa del recupero e riciclo di imballaggi a base cellulosica) lancia il suo primo concorso letterario per celebrare i primi 10 anni di Ricicloaperto.Comieco spiega il senso di questo concorso in questo modo:
Perchè anche la letteratura può tornare a nuova vita come la carta su cui prende forma.
Il concorso è ideato da Comieco in collaborazione con Minimum Fax e vede la partecipazione di 3 noti scrittori italiani quali Diego De Silva, Paolo Giordano e Francesco Piccolo che dovranno riscrivere l’incipit di tre capolavori della letteratura contemporanea: “Sabato sera, domenica mattina” di Alan Sillitoe; “Revolutionary Road” di Richard Yates; “Il Migliore”, di Bernard Malamud.
I partecipanti saranno invece chiamati a completare l’opera in uno spazio massimo di 4 cartelle da inviare entro il 15 marzo 2011. Il premio per il vincitore sarà un angolo lettura progettato interamente in cartone e una fornitura di libri. La casa editrice Minimum Fax, partner dell’iniziativa, a partire da luglio di quest’anno, produce una intera collana di classici realizzata su carta riciclata. Qui la pagina dove scaricare la scheda di partecipazione al concorso.
Via | Comieco
Ieri, degli attivisti di Greenpeace hanno portato avanti una maxi operazione contro la società cartiera April, responsabile insieme alla APP (Asia Pulp & Paper) del tasso irresponsabile di deforestazione nell’Asia-Pacifico, in particolare nell’area della penisola di Kampar, chiedendo a gran voce al governo indonesiano di intervenire realizzando finalmente i tanto decantati propositi di tutela del proprio patrimonio boschivo. Gli attivisti hanno bloccato i lavori di carico della chiatta al grido di “April asmetti di cestinare il nostro futuro!”.
La questione, in realtà, è annosa e pareva essersi (quasi) risolta nell’ottobre dello scorso anno quando i membri della nota associazione ambientalista erano riusciti, grazie a reiterate pressioni sulle autorità centrali dell’Indonesia, a convincere il Ministro delle Foreste a sospendere le operazioni di disboscamento della April previa creazione di una commissione d’inchiesta indipendente che avrebbe dovuto verificare sulla liceità e sulla effettiva esistenza dei permessi di taglio concessi alla grossa multinazionale…. Contrariamente a quanto ci si aspettava, però, e all’accordo assunto nei confronti della Norvegia per la moratoria di due anni su tutte le nuove concessioni a partire dal 2011, nel marzo scorso sono stati ceduti molti altri permessi per la conversione di 22.000 ettari di foresta a Kampar in piantagioni, nonostante le pressioni internazionali e delle popolazioni locali dando, in questo modo, campo libero alla April che ha potuto così riprendere le sue attività indisturbata. ..
Via| salvaleforeste
Foto | Flickr
Basf rende noto che è avvenuta, nella Repubblica Ceca, la prima semina della patata ogm Amflora e che il primo raccolto avverrà nel prossimo autunno.
Non ostante le forti polemiche, quindi, Basf forte dell’ok ricevuto dalla Ue va avanti e raddoppia: sdoganata la Amflora, infatti, si prepara l’arrivo sul mercato dell’altra patata ogm, la Fortuna.
Mentre la prima serve principalmente per l’industria della colla e della carta, ed entra nella catena alimentare umana solo indirettamente tramite gli scarti di lavorazione con i quali si fa mangime per animali, la seconda nasce proprio per scopi alimentari.
A differenza della Amflora, che ha un gene in meno, la Fortuna ne ha uno in più derivante dalla patata selvatica che protegge il tubero dalla peronospora. Questo, dicono alla Basf, permetterà una coltivazione più “pulita” grazie all’utilizzo di una minore quantità di agrofarmaci.
C’è poco da scommettere, però, sull’accoglienza che avrà la nuova patata ogm da parte di ambientalisti e sostenitori dell’agricoltura tradizionale e biologica.
Via | Con i piedi per terra
Foto | Flickr
Compra la carta e distruggi le foreste secolari, questo il messaggio della nuova pubblicità a marchio Cartiere Paolo Pigna apparsa ieri a Roma, in Piazza Venezia. “Per deforestare abbiamo carta bianca: le cartiere Pigna contribuiscono ogni giorno alla distruzione delle foreste secolari”: si tratta di un finto striscione pubblicitario, issato in seguito alla pubblicazione del rapporto della Onlus Terra! sulla deforestazione.
Terra! ha presentato il rapporto Tigri di Carta sulle attività forestali distruttive del colosso Asia Pulp & Paper (APP) che, nonostante vanti la certificazione PEFC, dal 1984 ad oggi ha distrutto un milione di ettari di foresta pluviale di Sumatra per farne fogli di carta. Poi l’azienda, divenuta il più grande gruppo cartario indonesiano, è passata a distruggere le foreste del Borneo ed ora rivolge la sua attenzione verso le foreste in Papua.
Secondo l’indagine di Terra! tra gli acquirenti italiani di carta, cellulosa e cartone dalle cartiere indonesiane del gruppo APP, ci sono anche le Cartiere Paolo Pigna, ad oggi certificate dal prestigioso Forest Stewardship Council, che ha rifiutato di certificare la APP per le sue pratiche distruttive. Sergio Baffoni di Terra! ha così commentato la scoperta del legame tra Pigna e le cartiere indonesiane APP:
“Il gruppo APP è un attore di spicco della drammatica conversione delle foreste torbiere in piantagioni. Chi acquista i suoi prodotti, diventa involontario complice della distruzione in corso nelle foreste indonesiane.“
Foto | Terra!
Si chiude oggi a Milano il Salone del Mobile 2010, la grande vetrina espositiva dedicata al design. Tra i padiglioni del Salone e gli spazi aperti del Fuori Salone, un’attenzione sempre maggiore è rivolta ai progetti di design sostenibile. Siamo andati a sbirciare tra le novità per quanto riguarda l’illuminazione, ad opera dei nuovi designer, le cui creazioni sono state presentate nel Salone Satellite, lo spazio dedicato agli emergenti.
Le luci del green design del futuro sono una lampada alimentata a pomodori, una fatta di sapone ed una serie fatta di carta ricicalta. La lampada alimentata a pomodori si chiama Still Light ed è stata progettata da Cygalle Shapiro per lo studio D-vision: è una lampada a led alimentata da una reazione elettrochimica tra lo zinco e il rame presenti nei pomodori.
Dello stesso studio sono le lampade Poly, realizzate con scarti di cavi in plastica: ogni lampada è fatta con gli scarti di politilene che un’azienda produce simbolicamente in un giorno. Sempre di D-vision le lampade Soap 97%, realizzate con scarti di sapone: la bassa temperatura dei led permette l’uso di materiali morbidi e facilmente lavorabili come il sapone. Le lampade sono realizzate con sapone a base di glicerina, materiale economico, facilemente lavorabile per una luce soffusa e profumata.
Vengono poi le lampade di carta riciclata trasformata in meravigliosi pendenti di luce simili a lampadari di cristallo, di Yves Behar, battezzati appunto Sustainable Crystal.

Il verde è il colore della natura, dell’ambiente, è il colore che si usa per definire un comportamento ecologico, è il colore della sostenibilità, ma molti dei pigmenti usati per produrre il colore verde non sono esattamente eco friendly, né del tutto sicuri per quanto riguarda la salute.
Secondo Michael Braungart, chimico e co-autore del volume di design Cradle-to-Cradle, il processo di produzione del colore verde è ancora molto problematico, così come lo smaltimento degli oggetti di plastica e della carta colorati di verde. Braungart ha sottolineato l’ironia della tossicità del colore scelto per definire i comportamenti sostenibili in un’intervista al New York Times:
“Il colore verde non potrà mai essere verde, a causa del modo in cui viene creato. E’ impossibile colorare di verde la plastica, o stampare con inchiostro verde su carta senza contaminare.“
Cosa aspettiamo quindi a cambiare colore per indicare ecologia e sostenibilità: quale colore proporreste al posto del tossico verde per un comportamento verde?
via | Inhabitat
Foto | Flickr
Se non avete avuto tempo per preparare gli ecobignè per la festa del papà, trovate qui un’idea per far gli auguri al vostro papà: sembra un bigliettino d’auguri, ma in realtà è un giardino.
Al posto dei comuni biglietti d’auguri, che finiscono nel cassetto o nel bidone della carta, pensate ad una cartolina che contenga al suo interno un mini giardino. Ogni biglietto d’auguri racchiude una bustina di semi ed ha bisogno di pochissima manutenzione per trasformarsi in un giardino da tenere sulla scrivania o sul davanzale. Se poi il vostro papà non dovesse avere il pollice verde, potete sempre pensarci voi.
via | greenupgrader