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Caldarroste addio? Castagne italiane minacciate da un parassita asiatico

pubblicato da Peppe Croce

Caldarroste addio? Castagne italiane minacciate da un parassita asiaticoQuest’anno scordatevi le caldarroste nelle fredde sere invernali: per la castagna italiana è arrivata una mazzata dall’oriente. A sentire Confagricoltura, infatti, il raccolto di castagne italiane quest’anno potrebbe diminuire anche del 70%.

Secondo Confagricoltura le piogge troppo abbondanti di questo inizio di autunno stanno rendendo difficile la maturazione dei frutti favorendo, al contempo, lo sviluppo di un micidiale parassita asiatico chiamato “Cinipide galligeno” che rende le piante quasi sterili. Non sapete cosa sia il Cinipide galligeno? Leggete qui.

Il parassita, tra le altre cose, non si sa bene come sia arrivato in Italia. Individuato per la prima volta nel 2002 in provincia di Cuneo, ha già fatto danni in Campania e Lazio. Quest’anno, però, potrebbe diventare molto famoso anche tra la gente comune e rovinare il raccolto delle 10 varietà di alta qualità, tra Dop e Igp, di castagne italiane.

La cosa allarmante, per chi le castagne le produce, è che questo insetto resiste bene agli insetticidi. Come se non bastasse molti castagneti si trovano all’interno di parchi naturali. Chi lo potrà togliere di mezzo? Un altro insetto: il “Torymus sinesi” che introduce le sue uova nelle galle (degli ingrossamenti sulle foglie provocati dal parassita), distruggendo le larve del Cinipide.

A questo punto non ci resta che sperare che se la vedano tra insetti

Via | Agricoltura on web
Foto | Flickr

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Parte da Firenze la lotta al cinipide del castagno

pubblicato da Luca

Cinipide galligeno: una task force per difendere i castagni italiani. Foto di it1315922Il cinipide galligeno del castagno (Dryocosmus kuriphilus) è un imenottero originario della Cina e che si è diffuso anche in Giappone e Stati Uniti. Il cinipide produce delle galle nelle piante attaccate il che porta a notevoli danni , in massima parte economici, soprattutto se riguarda i frutti o nuovi germogli.

Per fare il punto sulla questione e sulla più corretta modalità di lotta lunedì 20 aprile si è svolto il Convegno nazionale sul cinipide galligeno del castagno, un incontro di studiosi e personale del settore. Diverse le regioni interessate dal problema tra cui Piemonte, Lombardia, Emilia Romagna, Lazio, Toscana, Sardegna.

Dal convegno partiranno delle attività volte ad aumentare le attività di monitoraggio, ricerca e controllo nei confronti di questo patogeno. Al momento la difesa biologica sembra essere una delle migliori armi a disposizione grazie all’utilizzo del Torymus sinensis.

L’utilizzo di questo parassitoide è già realtà in provincia di Cuneo, in cui si stanno notando i primi risultati dopo che, nel 2007 il Torymus è riuscito ad insediarsi. Il suo utilizzo rimane comunque monitorato poichè si teme che, nonostante sia monofago, possa attaccare altri cinipedi delle querce alterando gli equilibri naturali.

Via | Arsia, Agricoltura italiana online
Foto | it1315922

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Pericolo per i castagni italiani

pubblicato da Luca

Infestazioni di vespe cinesi nei castagni italiani. Foto di um_MargaDopo le palme, ora in pericolo ci sono i castagni. Il cinipede galligeno del castagno (Dryocosmus kuriphilus) è un insetto originario della Cina che ha cominciato a danneggiare intere piantagioni. Questa specie di vespa è arrivata in Italia nel 2002 attaccando i castagneti della provincia di Cuneo, per poi espandersi in Lazio, Campania e Toscana; recentemente sono state ritrovati degli esemplari nell’Appennino Emiliano.

I danni prodotti sono decisamente elevati tanto da renderlo uno dei parassiti del castagno maggiormente temuto in tutto il mondo. Di questo insetto sono presenti solo le femmine (in gergo si dice che la riproduzione avviene per partenogesi) che ovidepongono sulle gemme e, a seguito della schiusa delle uova, si formano delle galle (dei rigonfiamenti) dai quali poi sfarfallano gli esemplari adulti pronti a ricominciare un altro ciclo.

Non si conoscono al momento metodi di lotta efficaci per il cinipede galligeno in grado di tutelare le altre specie, quindi in via preventiva è assolutamente indispensabile bruciare le parti infette e non fare utilizzo di materiale proveniente da zone infestate dall’insetto in quanto la manifestazione delle galle avviene tardivamente quando cioè l’ovideposizione è stata già effettuata e si sono sviluppate le larve al suo interno.

Via | Università di Padova
Foto | ul_Marga

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Crisi per le castagne nostrane

pubblicato da lumachina

castagne e caldarroste in Italia. foto James & VilijaIl troppo caldo, gli incendi e un insetto hanno ridotto la produzione di castagne del 30%.
I prezzi sono aumentati, ma Coldiretti addossa la colpa alla filiera. Passando da castagna raccolta nel bosco a caldarrosta venduta per strada i prezzi volano: “a Roma a Fontana di Trevi si raggiungono valori record di 30 euro al chilo (3 euro per sei castagne) rispetto ai circa 5-6 euro al chilo del prodotto fresco al mercato che è comunque da due a tre volte superiore a quello riconosciuto ai produttori.”

Coldiretti lamenta anche la presenza di castagne cinesi. 150 tonnellate sulle 50.000 prodotte dagli italiani rappresentano solo lo 0.3% del mercato, ma il fatto che siano aumentate in un anno del 640% ha fatto suonare un campanello di allarme.

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