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Tutti gli articoli con tag cellulare

Cellulare "Nokia E CU" - che si ricarica col calore - per dire addio al caricabatterie

pubblicato da alessandra

Il designer inglese Patrick Hyland, grazie al sostegno della Nokia, ha messo a punto il prototipo di un nuovo cellulare dal design accattivante e, per le modalità di ricarica, assolutamente eco friendly: il nuovo telefonino, infatti, si ricaricarebbe utilizzando il semplice calore del corpo. Niente più caricabatterie e prese di corrente, quindi! E maggiore economicità anche per il consumatore finale.

Il monito ambientalista, in qualche modo sostenuto da Patrick Hyland, inoltre, va ad essere ulteriormente ribadito anche dalla veste esterna del cellulare E CU (acronomi per: Environment e CU, il simbolo chimico del rame), realizzata come fosse un terreno spaccato dall’aridità. Desertificazione e riduzione dei rifiuti elettronici, quindi, ma anche impegno individuale per contrastare il riscaldamento climatico, sono l’idea alla base del nuovo concept targato Nokia che per ricacaricarsi col semplice calore, corporeo e non, sarebbe dotato di un apposito termogeneratore integrato in grado di convertire l’energia termica, assorbita dalla scocca in rame, in elettrica.

Il calcolo annuo sulla riduzione dei rifiuti RAEE, nel caso in cui il progetto venisse diffuso a livello commerciale e il risparmio in termini di C02 sarebbero enormi e dell’ordine delle 51 mila tonnellate…

Via | Pianeta cellulare
Foto | minutebuzz

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Minì, piante tascabili

pubblicato da missunderstanding

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Una Minì è una piccola pianta grassa tascabile che vive in una capsula di plexiglass studiata apposta per farla crescere in un microclima adatto.

La capsula, grazie alla facilità d’uso e alla poca manutenzione di cui necessita, permette alla pianta di crescere in modo ottimale per i primi tempi. Quando la capsula diventa troppo piccola per contenere la pianta, la Minì deve essere trapiantata in un vaso, dove continuerà la sua crescita come una normale pianta grassa.

Le Minì nascono da un progetto italo-olandese, tra l’Università di Chieti e la Pentaflor, volto a sviluppare e diffondere un messaggio di sensibilità nei confronti della natura, a partire da una piccola pianta grassa che può essere un gadget per personalizzare il proprio cellulare, la propria penna Usb, la propria scrivania, prima di diventare una pianta in vaso. E, visto che la festa della mamma si avvicina, una Minì potrebbe essere un piccolo pensiero verde adatto all’occasione.

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L'elettrosmog non è preoccupante, parola di Arpacal

pubblicato da missunderstanding

campi elettomagneticiL’Arpacal, l’agenzia regionale della protezione dell’ambiente della Calabria, ha monitorato la situazione dei campi elettromagnetici nella regione, riportando i dati nel seminario di presentazione del lavoro “L’esposizione della popolazione a campi magnetici ed elettromagnetici. Lo stato dell’arte dei controlli ambientali in Calabria”, con la collaborazione di Em Engineering & Monitoring ed Epsilon Italia.

Il progetto è stato realizzato con i fondi Por Calabria 2000/2006. Sono state censite nella Regione le stazioni radio base per telefonia cellulare, gli impianti ripetitori radio-televisivi e le linee elettriche ad alta tensione. Sono state analizzate le misure di esposizione dell’intensità del campo elettrico, del campo magnetico, le sorgenti di emissione delle onde elettromagnetiche, la genesi e l’evoluzione delle radiazioni non ionizzanti. Sono state 479 le postazioni monitorate, di queste 120 nella Provincia di Catanzaro, 167 in quella cosentina, 112 in quella reggina, 32 nella crotonese e 39 nella Provincia di Vibo Valentia.

Secondo i dati riportati durante il seminario: “Nella Provincia di Catanzaro 59 postazioni hanno presentato valori irrisori, inferiori allo 0,5% di voltmetri, l’unità di misura cioè del campo elettrico, 54 valori compresi tra 0,5 e 2 voltmetri, valori ancora molto bassi, 10 postazioni con valori compresi tra 2 e 4 voltmetri, un caso tra 4 e 6 voltmetri; 5 casi con un valore maggiore di 6 voltmetri e di questi solo 2 superavano i limiti di legge: Gagliano e Stalettì, siti complessi”.

Emanuele Migliari, direttore tecnico di Em ha spiegato:

Si è trattato della prima indagine sistematica realizzata nel territorio regionale. Attraverso i fondi Por nel gennaio 2008 sono partiti i lavori che hanno richiesto circa un anno di lavoro. L’Arpacal ha affidato l’incarico a ditte specializzate. I risultati sono tranquillizzanti. Su 1231 postazioni solo il 5% per quanto riguarda i campi ad alta frequenza, presentano criticità. Si tratta di campi generati da impianti di telecomunicazione. Questo 5% si concentra per lo più nella Provincia di Reggio ed in particolare nel capoluogo reggino. Territorio che è stato quindi oggetto di una indagine più accurata per risalire alle sorgenti responsabili. 27 postazioni sono state oggetto di analisi approfondite. Di queste circa la metà è rientrata nei valori grazie a gestori della telefonia mobile che hanno concertato un depotenziamento degli impianti“.

Foto | Flickr

Popcorn con i cellulari

pubblicato da Marina

La notizia mi sembra pazzesca, ma a voi il giudizio. Un gruppo di ragazzi giapponesi ha scoperto che con le onde elettromagnetiche di 4 cellulari messi a croce, i semi del mais scoppiano in pop-corn. Il che è inquietante specie, se pensiamo a quelle riunioni in cui a turno squilla il cellulare dell’uno o dell’altro.

E ancora: ma cosa mettiamo vicino alle nostre orecchie e cioè in contatto diretto con il nostro cervello?

Via | Il segnalatore

Neandertaliani in Siberia

pubblicato da harlock

Sempre impegnati a dirimere le nebbie della storia del genere umano di cui siamo gli ultimi rappresentanti, gli scienziati del Max Planck Institute for Evolutionary Anthropology di Lipsia hanno fatto un nuovo passo avanti nel tracciare gli spostamenti sul globo del nostro cugino Neandertal.

La presenza di Homo neanderthalensis, vissuto tra i 400.000 e i 28.000 anni fa in pieno periodo glaciale, per cui aveva sviluppato delle efficaci difese contro il freddo come la statura relativamente bassa e la costituzione robusta, è stata documentata dalla Spagna fino all’Uzbekistan dove, nel 1938, sono stati ritrovati resti fossili di un giovane neandertaliano in una caverna presso Teshik-Tash, località che risulta essere il punto certo più orientale della presenza di questo ominide.

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