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Tutti gli articoli con tag centrale termoelettrica

EEA, la hit delle 191 industrie che inquinano di più l'aria in Europa

pubblicato da Marina

Brindisi centrale termoelettrica Federico II

Tra le 191 industrie pesanti che nel 2009 hanno inquinato maggiormente l’aria in Europa c’è la Centrale termoelettrica Federico II di Brindisi che si piazza al 18esimo posto dietro industrie tedesche, polacche e francesi. In quella stessa centrale ogni anno si tiene un mega concerto a porte aperte.

La classifica che comprende 622 industrie è stata redatta dall’ EEA, l’Agenzia Europea per l’ambiente, che accanto alla hit presenta anche il conto e nel suo dettagliato foglio Excel per ogni industria si trovano i costi ambientali in euro. In totale in Italia inquiniamo per oltre 22milioni di euro. Si tirano così le somme sia dei volumi di C02, azoto, PM10 emessi, sia le somme dei costi sanitari e ambientali dell’inquinamento: a essere più care le industrie che producono energia.

La Germania è in assoluto lo Stato membro che inquina di più, segue la Polonia, Regno Unito, Francia e Italia. L’inquinamento dell’aria da parte della grossa industria europea ha un costo stratosferico: tra i 102 e i 169 miliardi di euro solo nel 2009. AlterEco ne scriveva qui qualche giorno fa. I dati emergono dal Rapporto Revealing the costs of air pollution from industrial facilities in Europe.

Nel caso avessimo avuto qualche dubbio rispetto alle industrie più inquinanti nel nostro Paese ecco la classifica redatta dall’EEA:

  1. Centrale termoelettrica Federico II di Brindisi che si classifica al 18esimo;
  2. ILVA Spa, stabilimento di Taranto al 52esimo posto;
  3. Saras Raffinerie Sarde S.P.A. al 69esimo posto;
  4. Centrali Termoelettriche Di Taranto all’80esimo posto;
  5. Centrale Termoelettrica Di Fiume Santo all’87esimo posto;
  6. Impianto Termoelettrico Di Fusina al 108esimo posto;
  7. Vado Ligure al 118esimo posto;
  8. Centrale Termoelettrica di San Filippo del Mela al 128esimo posto;
  9. Esso italiana raffineria Augusta al 145esimo posto;
  10. Raffineria di Sannazzaro De’ Burgondi al 148esimo posto;
  11. Raffineria ISAB impianti Sud Priolo Gargallo al 174esimo posto;
  12. Enel Produzione SpA – Centrale Sulcis (Grazia Deledda) al 186esimo posto;
  13. Enel Produzione SpA - Centrale di Torrevaldaliga Nord al 187esimo posto;
  14. Raffineria di Milazzo S.C.p.A. al 188esimo posto;
  15. Enipower S.P.A. Stabilimento Di Ferrera Erbognone al 189esimo posto

Naturalmente ne seguono altre lungo la lista dei 622 nomi.

Foto | BrindisiReport

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Per il carbone a Porto Tolle gli operai hanno raccolto undicimila firme

pubblicato da Peppe Croce

Una rappresentanza di lavoratori della centrale termoelettrica di Porto Tolle a Roma per protestare contro lo stop della riconversione a carbone. Portano fiori alla PrestigiacomoI lavoratori di Porto Tolle non si arrendono: vogliono lavorare, anche a costo di piegarsi alla logica dell’economia del carbone. Il progetto di riconversione della centrale termoelettrica dell’Enel, da ben 2,5 miliardi di euro, secondo i lavoratori (e i sindacati) si deve fare e prima possibile perché il carbone costa poco e può garantire il futuro economico di migliaia di famiglie.

Il problema, però, è che il progetto è stato bloccato più volte perché il carbone inquina decisamente troppo per trovare spazio nel Parco del Delta del Po. Recentemente, però, il ministro dello Sviluppo economico Paolo Romani ha trovato l’escamotage con il decreto “ad centralem” proprio per Porto Tolle e, di conseguenza, l’Enel ha chiesto nuovamente che venga riesaminata tutta la procedura di valutazione ambientale. Che ovviamente ora passerà, con la legge fatta a posta.

I lavoratori di Porto Tolle, però, chiedono che si faccia in fretta e hanno portato le 11 mila firme raccolte pro-conversione e persino un mazzo di fiori a Stefania Prestigiacomo: sono stati coltivati nell’azienda florovivaistica che riceve il calore del teleriscaldamento della centrale elettrica. Carbone a Porto Tolle? Se son rose fioriranno, il seme è stato già ben piantato da Romani, Prestigiacomo e dall’Enel.

Via | Tgcom

A Porto Torres nascerà il primo polo chimico verde d'Europa

pubblicato da Simone Muscas

Polo industriale verdeLa sfida è di quelle importanti: trasformare un’area che da anni sacrifica il proprio territorio in nome dell’industria e riqualificarla come sito di produzione a basso impatto ambientale. E’ il caso di Porto Torres in Sardegna, sede di un polo industriale che da qualche anno sta attraversando una grave crisi economica e i cui impianti nell’ultimo periodo sono finiti sotto l’occhio del ciclone per alcuni danni ambientali provocati dal riversamento a mare di ingenti quantità di olio combustibile.

La svolta però potrebbe davvero essere dietro l’angolo; la scorsa settimana si è infatti gettato il primo mattone per la trasformazione del sito nel primo polo produttivo di chimica verde in Europa. L’annuncio del nuovo progetto era stato già dato da Eni e Novamont agli inizi di febbraio, ora però sembra si stia dando l’input decisivo: sul piatto oltre 1,2 miliardi di euro di investimento in sei anni per la creazione di una filiera integrata per le bioplastiche biodegradabili che prevederà la nascita di sette nuovi impianti, un centro ricerche, la costruzione di una centrale termoelettrica da 40 MW che, almeno secondo gli intenti, utilizzerà biomasse locali.

Nel dettaglio il progetto prevede l’utilizzo di sostanze organiche oleoginose dalle quali, attraverso un processo particolare, si riuscirà ad estrarre olii biologici che poi consentiranno la realizzazione di prodotti biodegradabili come buste o pellicole di plastica per alimenti. I presupposti sembrano esserci tutti, lo stesso ministro del lavoro Sacconi ha lodato l’iniziativa definendola un evento di straordinaria rilevanza per l’alto contenuto tecnologico, per la filiera agroindustriale che vi è interessata e per il significativo impatto occupazionale.

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Enel Porto Tolle, stop alla riconversione a carbone da parte del Consiglio di Stato

pubblicato da Peppe Croce

Enel Porto Tolle, stop alla riconversione a carbone da parte del Consiglio di StatoBatosta per Enel da parte del Consiglio di Stato che ha ribaltato la sentenza del Tar Lazio del giugno dell’anno scorso che sbloccava la riconversione a carbone della centrale termoelettrica a petrolio di Porto Tolle, in Veneto. La sentenza del Consiglio di Stato, inoltre, revoca il decreto di compatibilità ambientale emanato il 29 luglio 2009 dal Ministero dell’Ambiente di Stefania Prestigiacomo.

Le motivazioni della sentenza non sono ancora note e, con quest’ultima decisione, la vicenda si complica ulteriormente. La decisione del Tar Lazio, infatti, arrivò pochi mesi dopo l’accordo tra Enel e Regione Veneto che, in cambio dell’ok alla riconversione, ottenne 140 milioni di euro da parte di Enel.

Tutto ciò nonostante l’inchiesta della magistratura di Rovigo che ha fatto le pulci alla procedura di concessione della Via, ipotizzano che la commissione Via del Ministero dell’Ambiente abbia dolosamente “dimenticato” l’opzione meno inquinante (di fatto una Bat, la miglior tecnica disponibile) della riconversione a gas naturale.

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Stefania dice no: la centrale elettrica nel Parco del Gran Sasso non si farà

pubblicato da Peppe Croce

Stefania dice no: la centrale elettrica nel Parco del Gran Sasso non si faràLa centrale termoelettrica a ciclo combinato gas naturale e vapore proposta da Sithe Global a due passi dal Parco nazionale del Gran Sasso non si farà: il Ministero dell’Ambiente, retto da Stefania Prestigiacomo, ha dato parere negativo alla Valutazione di impatto ambientale.

A convincere la Prestigiacomo è stata la pioggia di no al progetto: una sfilza di comuni della provincia di Teramo e il Ministero dei Beni Culturali avevano bocciato l’idea di costruire una turbogas da quasi 1.000 MW a due passi dall’area protetta.

Per la precisione l’impianto era da 980 MW e, come spiega il sito abruzzese Prima da Noi, doveva sorgere

in contrada Cortellucci del comune di Teramo, al confine con i comuni di Montorio al Vomano (3km) e Basciano (3km), a 6,7 chilometri a sud del centro abitato del capoluogo teramano e a 10 km dal confine con il Parco Nazionele. L’acqua necessaria per il funzionamento della centrale e per gli usi sanitari verrà prelevata dall’acquedotto locale

Il parco, questa volta, è salvo.

Via | Prima da Noi, Ministero dell’Ambiente - Servizio Via
Foto | Flickr

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Enel favorita in Marocco per il termodinamico. Desertec si avvicina

pubblicato da Peppe Croce

Enel favorita in Marocco per il termodinamico. Desertec si avvicina

Enel Green Power è entrata nella “short list” delle papabili aziende che costruiranno una centrale solare termodinamica in Marocco. Si tratta di un primo stralcio di un progetto per 500 MW di potenza totale installata nel 2015. Il Marocco, in realtà, vuole fare anche di più: entro il 2020 mira a raggiungere i due GW.

I grandi gruppi dell’energia si sono fiondati sull’affare: sono state 19 le società che hanno partecipato alla prima fase di selezione che, in breve tempo, ha portato ad una lista di soli quattro gruppi in gara per realizzare gli impianti solari: un consorzio guidato da Enel Green Power con la spagnola Asc, un altro che vede dentro Mitsui, Abeinsa, Abengoa Solar e Abu Dhabi National Energy, un terzo gruppo formato da Orascom, Solar Millenium e Evonik Steag e, infine, International Company for Water & Power.

Il colossale progetto Desertec, che il ministro marocchino per l’Energia Amina Benkhadra, ha definito “ardito, ma realistico”, fa passi avanti. La tecnologia che verrà utilizzata sarà sostanzialmente gemella di quella utilizzata nel progetto Archimede sperimentato (ma mai portato realmente a termine) a Siracusa da Enel: grandi specchi che concentrano il calore su un tubo all’interno del quale scorrono sali fusi.

Con il calore catturato dai sali si produce il vapore che viene poi inviato ad una classica centrale termoelettrica a ciclo combinato.

Via | Investire Oggi, Enel

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Centrale elettrica Enel Tifeo di Augusta: sindacalisti contro ambientalisti

pubblicato da Peppe Croce

Centrale elettrica Enel Tifeo di Augusta: sindacalisti contro ambientalisti

Vi ricordate della bocciatura da parte del Ministero dell’Ambiente del procedimento di Aia per la centrale termoelettrica Enel di Augusta, in provincia di Siracusa? A giorni, probabilmente già dopodomani, potrebbero arrivare alcune novità su questo contestatissimo impianto.

Il 15 dicembre, infatti, a Roma si terrà una riunione del “gruppo istruttorio” richiesta dal sindaco di Augusta, Massimo Carrubba. Il gruppo si riunisce in via preliminare: la riunione vera e propria per decidere sull’Aia verrà in seguito.

Dopo la prima bocciatura, infatti, si è messo in atto un meccanismo per salvare la centrale e i suoi lavoratori, circa 80. Il problema, però, è che la centrale termoelettrica Tifeo è estremamente inquinante ed è molto difficile che passi l’esame.

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Accordo Enel-Minambiente per la centrale a carbone di Cerano. In attesa di Irene Grandi e Patty Pravo...

pubblicato da Peppe Croce

Accordo Enel-Minambiente per la centrale a carbone di Cerano. In attesa di Irene Grandi e Patty Pravo...

Enel e il Ministero dell’Ambiente hanno firmato un accordo, da 300 milioni di euro complessivi, per massicci interventi ambientali all’interno della centrale termoelettrica a carbone Federico II di Cerano, frazione di Brindisi. La centrale, per intenderci, al centro delle polemiche in questi giorni per il concerto, previsto per il 7 di agosto, di Irene Grandi e Patty Pravo.

Con quest’ultima subentrata a Simone Cristicchi che ha ceduto alle richieste dei residenti di non cantare per il carbone. Gli interventi riguardano più parti della centrale, come annuncia il comunicato stampa ufficiale di Enel:

Gli interventi di miglioramento ambientale, in linea con le richieste avanzate anche dalle Istituzioni locali, riguardano, in sintesi: la copertura del parco carbone interno alla centrale; i riscaldatori d’aria e i corpi di bassa pressione delle turbine per la riduzione del consumo specifico; il cristallizzatore per il trattamento delle acque reflue; i circuiti per il miglioramento dell’efficienza del sistema ambientale; i filtri a manica e i ventilatori aria gas dei gruppi 3 e 4; l’upgrading dei mulini carbone; i nuovi sistemi di azionamento dei ventilatori aria; la realizzazione dell’impianto pilota di separazione della CO2

Trecento milioni, insomma, per una centrale elettrica che fino a qualche giorno fa Enel descriveva come “sicura” e “pulita”. Eventualmente si può sempre migliorare…

Via | Enel
Foto | Flickr

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International Nimby: il Wwf Abruzzese contro l'idroelettrico in Montenegro

pubblicato da Peppe Croce

International Nimby: il Wwf Abruzzese contro l'idroelettrico in Montenegro

Not in my back yard, e manco in quello del mio vicino. Il Wwf abruzzese non vede di buon occhio il progetto di produrre energia idroelettrica in Montenegro e portarla poi in Italia tramite l’elettrodotto Tivat-Villanova. Secondo la sezione regionale dell’associazione ambientalista, infatti, l’energia elettrica prodotta dall’altro lato dell’Adriatico avrebbe un impatto devastante sull’ambiente montenegrino.

Il progetto in questione prevede la costruzione di quattro dighe sul fiume Moraca, che alimenta il lago di Scutari, un’area troppo preziosa e delicata per reggere all’impatto delle centrali idroelettriche:

Il lago di Scutari, il più grande dei Balcani, è una zona umida di importanza mondiale ai sensi della Convenzione di Ramsar. Una delle caratteristiche principali di questo lago è la variabilità stagionale del livello dell’acqua condizionato in parte da quello del suo principale affluente, il fiume Moraca. È questa variazione nei livelli delle acque del lago che determina la formazione di estesi saliceti, canneti e vaste aree di vegetazione galleggiante dove trovano ospitalità circa 1.900 specie di piante, 54 specie di molluschi di acqua dolce, 16 di anfibi, 28 di rettili, 57 di mammiferi e 281 di uccelli, tra cui il Pellicano Dalmata, simbolo del lago. L’intera zona è formata da fiumi e canyon inseriti nella rete Smeraldo, una selezione di siti nei paesi confinanti con i Paesi dell’Unione Europea ritenuti indispensabili per la protezione della Rete Natura 2000

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Vittoria del no al carbone: Cristicchi non canterà per Enel a Cerano

pubblicato da Peppe Croce

Vittoria del no al carbone: Cristicchi non canter�  per Enel a Cerano

Alla fine è arrivato anche il comunicato ufficiale dell’artista: Simone Cristicchi ha deciso di cancellare la data del 7 agosto a Cerano (Br), inclusa nella manifestazione Correnti Musicali di Enel. La notizia, tra pelata già ieri, trova oggi conferma e giustificazione:

Dopo aver ascoltato entrambe le parti in causa e preso atto del clima di poca serenità sul territorio,ho deciso di non esibirmi nel concerto presso la centrale di Cerano,il prossimo 7 agosto,poiché le condizioni attuali riscontrate, non permettono di esibirmi con la necessaria tranquillità d’animo

Molto diplomatico, ma significativo: Cristicchi non prende posizione sulla diatriba sul carbone della centrale termoelettrica di Enel, ma comunque accetta il consiglio dei numerosissimi cittadini di Cerano, e dei loro sostenitori, che gli avevano chiesto di non suonare nell’impianto di produzione di energia elettrica.

Si aspetta, invece, di sapere se Irene Grandi farà la stessa scelta o preferirà rispettare l’impegno preso con Enel e cantare a Cerano. In ogni caso, però, la rinuncia di Cristicchi resta ed è un precedente abbastanza pesante: il no dell’artista, infatti, proviene da una contestazione nata sul territorio ma enormemente amplificata da internet e Facebook. Eventi come Correnti Musicali, in Italia, sono numerosi e capita spesso che cantanti e musicisti si esibiscano su commissione dell’industria del petrolio e dell’energia.

Una sorta di “compensazione artistica” dell’inquinamento e dei rischi per l’ambiente che potrebbe, a poco a poco, essere spazzata via.

Via | Facebook - Gruppo Anti Cerano

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