
Un blackout durato due ore, dalle 11 alle 13 di ieri che ha messo fuori uso semafori e metropolitane e causando il traffico impazzito a Londra. Centinaia di migliaia di persone intrappolate in uffici e ascensori anche nel nord est e nel nord ovest dell’Inghilterra senza energia. La notizia che si apprende solo in queste ore, ha riguardato la chiusura improvvisa della centrale nucleare Sizewell B nel Suffolk e la centrale a carbone di Longanne che sono andate fuori uso pochi minuti l’una dall’altra coinvolgendo nel down energetico altre sette centrali elettriche.
Riferisce The Indipendent:
British Energy ha rifiutato di rivelare la ragione dell’incidente ma ha detto che già sta provvedendo a ripristinare il funzionamento dell’impianto e a proteggere l’integrità della rete, ha detto un portavoce.
Il National Grid, l’ente che si occupa della distribuzione e controllo dell’energia elettrica, ha rilasciato tre avvisi in un crescendo di allarme. L’ultimo - la cosiddetta “domanda di controllo di imminenza” è rara e viene inviata ogni 4 anni circa e ha riguardato proprio il calo di potenza erogato a fronte di una domanda eccessivamente alta.
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Chissà se anche voi avete avuto in passato un’idea simile: è possibile recuperare energia dalla caduta delle gocce di pioggia? Se lo sono chiesto alcuni ricercatori francesi che hanno osservato come ogni goccia che impatta su una superficie è un’occasione sprecata. Chiaro, ogni goccia ha un impatto diverso da un’altra e dipende dalla sua misura; l’energia scambiata nell’impatto varia comunque tra i 2 microjoules fino ad 1 millesimo di joule.
I ricercatori di Grenoble hanno identificato un materiale piezolettrico per catturare questa energia. Per ora è possibile recuperare da 1 nanojoule fino a 25 microules per goccia, sempre tenendo conto delle differenze tra le varie gocce. Il sistema, ricordiamo che siamo sempre alla fase sperimentale, per è ora in grado di produrre un microwatt.
Siamo ancora agli inizi e gli scopi sono attualmente indirizzati verso il campo dei sensori per pioggia. Ma perchè no, a noi ogni tanto piace sognare e ci immaginiamo il giorno in cui, causa temporale improvviso, oltre a portar dentro la biancheria stesa porteremo fuori la nostra piccola centrale elettrica…
Via | Treehugger.com
Foto | Barto Flickr