
Per fermare il ritorno italiano al nucleare Greenpeace ha iniziato la sua nuova campagna di informazione e ha aperto un apposito sito web. Su Nuclear Lifestyle si può fare un breve test per accertare la propria conoscenza sull’energia atomica e firmare l’appello antinuclearista. Tutto questo per sensibilizzare gli italiani e invitarli a fare una scelta di coscienza alle prossime elezioni regionali.
Secondo Greenpeace, l’importante è scegliere i candidati apertamente contrari al nucleare, in modo da non avere una centrale dietro il proprio giardino. In realtà la campagna di Greenpeace è molto politica e poco pratica perché, come gli stessi ambientalisti sanno bene, il Governo italiano ha già dichiarato che non prenderà in considerazione alcun veto da parte dei Presidenti delle Regioni.
Chi ha dubbi sul ritorno italiano al nucleare, però, non dovrebbe perdere l’occasione di aderire a questa campagna, anche se i risultati dovessero essere inutili o quasi. In fin dei conti, infatti, a Greenpeace va riconosciuta la grande capacità di comunicare le proprie battaglie con tutti i mezzi di comunicazione disponibili e i buoni risultati che spesso queste campagne riescono ad ottenere.
Via | Greenpeace
Foto | Greenpeace

Secondo Vito Crini, candidato nelle liste di Beppe Grillo alle regionali in Lombardia una delle 3centrali nucleari di prossima costruzione potrebbe sorgere proprio nella sua Regione. L’anticipazione sembra confermata dalle dichiarazioni fatte qualche giorno fa al Corriere della Sera da Giuliano Zuccoli presidente di A2A, società che attualmente gestisce gli inceneritori di Bergamo e Acerra più altre centinaia di attività legate all’energia. La città candidata sarebbe Como, che come riferisce il La provincia di Como:
In particolare, potrebbe essere coinvolta Acsm-Agam Spa, la multiutility da 76 milioni di euro di capitale sociale e da 90 milioni di euro di investimenti programmati: socio al 21,9% dell’ex municipalizzata comasca è A2A.
Ha dichiarato Zuccoli:
Sul nucleare serve un polo alternativo all’Enel. Certo, in Italia le cordate ‘nucleari’ dovranno essere almeno due, perché averne una sola significherebbe azzerare il mercato libero. E non si risolve il problema facendo entrare altri operatori nel raggruppamento con l’Enel. Il tempo stringe e con l’inizio dell’anno nuovo saremo pronti a presentare un’ipotesi di lavoro tramite il nostro Energy Lab. Un programma che riteniamo percorribile, sennò dovremo metterci la coda tra le gambe e ritirarci.
Precisa che proprio in Lombardia si potrebbe costruire una delle 4 centrali:
E’ una regione che confina con un grande fiume e le condizioni tecniche per farla, in teoria, ci sarebbero.
Via | Bergamo News
Foto | Flickr
La Camera si espressa con un voto contrario alla possibilità per comuni e regioni di esprimere un parere vincolante rispetto all’approvazione della costruzione di centrali nucleari sul territorio di loro pertinenza. Insomma, l’auspicata conferenza Stato-Regioni che dovrebbe essere alla base del dialogo politico per l’individuazione dei siti su cui andare a costruiore le centrali nucleari italiane non si terrà mai.
La proposta che sarebbe stata allegata al disegno di legge Sviluppo e Energia era partita dall’ANCI (Associazione nazionale comuni italiani) che aveva chiesto a diversi deputati, specialmente pugliesi (qui la lista dei voti a favore e dei voti contrari), sostegno in questa iniziativa. Appoggio che evidentemente non c’è stato.
Ha detto Fabiano Amati Vice-Presidente Anci:
Siamo francamente dispiaciuti! Dopo l’approvazione del Senato, l’Associazione dei Comuni aveva richiesto ai Deputati ed in particolare a quelli pugliesi l’impegno ad introdurre nel disegno di legge una norma che attribuisse ai Comuni e alle Regioni il parere vincolante su tutte le ipotesi di individuazione dei siti nucleari.
Dunque, la strada intrapresa dal nostro Governo è quella di sganciare, almeno per quanto riguarda il nucleare, il parere della gente che non sarà più interpellata rispetto alla volontà di ospitare sul territorio una centrale nucleare. Fanno notare all’Anci-Puglia che le promesse del Premier Berlusconi, rilasciate proprio a Bari e antecedenti le tornate elettorali di giugno avevano ben altro tenore:
Se dovesse aprirsi una possibilità di un collocamento in Italia di una centrale questo avverrà nell’ambito della conferenza Stato-Regioni con l’accordo delle Regioni.
Via | Brindisi sera
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Il 27esimo vertice Italo-Francese si chiuderà tra poco con la firma di un accordo per la costruzione di 4 centrali nucleari, più la chiusura della TAV Lione-Torino.
Ha detto il Ministro Scajola:
L’accordo riguarda tutti gli aspetti del nucleare, dalla collaborazione in sede europea ai temi della sicurezza, dalla cooperazione tecnologica alla formazione dei tecnici, dallo smantellamento degli impianti alla collaborazione industriale in paesi terzi.
Alla Camera, intanto, si attende l’approvazione del DDL che vede la nascita dell’Agenzia per la sicurezza nucleare, (il decreto milleproroghe l’ha ribattezzata Agenzia e non più autorità, NdR).
Via | Ami
Foto| governoinforma