Vi ricordate la storia delle navi dei veleni? Dopo i dubbi sollevati dal WWF in merito alla gestione della vicenda, ora anche Greenpeace torna all’attacco.
E lo fa con un’inchiesta (The toxic ships, pubblicata oggi anche dal settimanale L’Espresso) nella quale si ipotizza un grosso giro di affondamenti pilotati di navi cariche di rifiuti tossici o radioattivi. Le navi, secondo Greenpeace, partono dall’Europa, Italia compresa, fanno giri tortuosi per poi arrivare nei porti dell’Africa, specialmente in Somalia, dove improvvisamente “spariscono”.
Scottante, poi, l’ipotesi di Greenpeace sull’affondamento del Cunski che, dopo una serie di indagini condotte dal governo italiano si è rivelata essere la nave passeggeri Catania:
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Sono state le dichiarazioni del pentito della ‘ndrangheta Francesco Fonti a risolvere il mistero della nave fantasma, quella affondata e scomparsa, contenente al suo interno rifuti tossici e radioattivi.
La motonave russa Cunsky giaceva sul fondo della costa di Cetraro, in Calabria, affondata intenzionalmente con una carica di esplosivo e scomparsa misteriosamente nel 1992 dall’attenzione della magistratura e degli italiani.
Il relitto, ritrovato sabato da un piccolo robot subacqueo della regione Calabria, sembra confermare la versione del pentito. Adesso preoccupano i bidoni di rifiuti tossici e radioattivi ancora presenti sulla nave, e quelli che potrebbero essere sotterrati nelle colline circostanti, ma nessuno si preoccupa del silenzio durato tutti questi anni su una nave piena di rifiuti sepolta a pochi metri dalla costa calabra.