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Per la Cgil il Piano energetico siciliano è un fantasma

pubblicato da Peppe Croce

Per la Cgil il Piano energetico siciliano è un fantasmaC’era da aspettarselo: il recente annuncio del presidente della Regione Sicilia, Raffaele Lombardo, sul decreto di attuazione del Piano energetico regionale fa discutere. Prima reazione quella della Cgil, che a lungo si è seduta al tavolo di concertazione, insieme a Regione e associazioni ambientaliste, per smussare i dettagli che nel vecchio piano non andavano.

Ora, però, il regolamento viene tirato fuori dal cappello come un coniglio, tanto che i sindacalisti si chiedono chi lo abbia visto o letto:

La Cgil chiede alla Regione di riaprire il tavolo sulla pianificazione energetica, per una discussione a tutto campo che riguardi anche il regolamento attuativo del piano energetico regionale, che la giunta Lombardo ha approvato nei giorni scorsi, ma del quale nulla si sa

Qualora la Cgil dovesse riuscire a influenzare le scelte del governo regionale siciliano in fatto di energia, specialmente energia rinnovabile, le proposte sono già note da tempo:

la creazione di un distretto tecnologico su energia rinnovabile ed energia distribuita utilizzando un bando gia’ esistente del Miur; la
creazione di un fondo di garanzia rivolto alle famiglie e alle piccole e medie imprese che intendono costruire impianti fotovoltaici; l’attivazione della funzione di supporto tecnico  e finanziario della Regione agli enti locali

Questa volta Lombardo presterà orecchio alle critiche e ai suggerimenti?

Via | Comunicato stampa Cgil
Foto | Flickr

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Trivellazioni petrolifere, la Cgil siciliana: "La Sicilia non è il Texas"

pubblicato da Peppe Croce

Trivellazioni petrolifere, la Cgil siciliana:

Anche la Cgil regionale siciliana contro la nuova ondata di trivellazioni, a terra come a mare, nel territorio siciliano. In una nota stampa, infatti, il responsabile del Dipartimento Energia e Ambiente del sindacato, Alfio La Rosa, puntualizza che la Cgil ha cambiato rotta e indirizzo rispetto al passato: al ricatto “più petrolio o meno occupazione”, in pratica, i sindacalisti non ci credono più:

Il Sindacato non può e non potrà accettare il ricatto tra la tutela dell’ambiente ed il mantenimento dell’occupazione, soprattutto, se proviene da aziende che hanno e continuano a sfruttare ampiamente le risorse del territorio, senza procedere al completamento delle bonifiche del terreno e delle acque inquinate.

Il riferimento, per chi non l’avesse capito, è all’Eni che, nonostante i piani aziendali e i soldi stanziati dal Ministero dell’Ambiente ancora non fa le bonifiche a Gela e in altri siti industriali siciliani di sua competenza. Posizione, tuttavia, poco ideologica e molto pratica perchè subito stemperata da un ritorno alla realtà dei fatti:

Naturalmente, con la produzione e lo sfruttamento di idrocarburi dovremo convivere ancora per parecchio tempo, ma dobbiamo agire con l’obiettivo di ribaltare la produzione siciliana ancor oggi troppo legata al petrolio ed al gas, pertanto non va criminalizzata ogni tipo di trivellazione, sia per quelle già operanti o per altre che possono essere attivate, purché non creino danni e garantiscano la tutela dei beni culturali ed ambientali del territorio

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Terna si è fermata ad Eboli: Sicilia regina dei black out

pubblicato da Peppe Croce

Terna si �¨ fermata ad Eboli: Sicilia regina dei black out

La Sicilia, a causa della sua obsoleta rete elettrica ad alta tensione, avrà grossi problemi a mettere in rete l’energia elettrica prodotta da fonti rinnovabili. E, già oggi, subisce un numero di black out sei volte superiore alla Lombardia.

Analisi impietosa, basata sui dati 2009 dell’Autorità per l’energia elettrica e il gas, quella di Cgil Sicilia che mette in luce la distanza abissale dell’isola, naturalmente candidata ad essere una protagonista nel settore delle rinnovabili, e il resto d’Italia.

Nel 2009, infatti, la durata media nazionale delle interruzioni per cliente è stata di 78 minuti, contro i 90 minuti del 2008, mentre la durata delle interruzioni per cliente di responsabilità delle imprese distributrici (escludendo gli eventi meteorologici eccezionali) è stata di 46 minuti a livello nazionale (miglior risultato di sempre), di 30 minuti nel Nord Italia, di 41 minuti nel Centro Italia e di 73 minuti nel Sud Italia. Ma, come fa notare il Dipartimento Energia e Rifiuti di Cgil Sicilia, l’isola è riuscita a fare peggio di tutti, persino di sé stessa:

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