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Stop al fracking in Bulgaria

pubblicato da AlterEco

fracking

Dopo un lungo dibattito scatenato dalle proteste di gruppi di ambientalisti e cittadini, il Parlamento bulgaro il 18 gennaio scorso si è espresso contro la fratturazione idraulica, mettendo al bando l’esplorazione e l’estrazione del gas di scisto nel Paese e nelle acque territoriali del Mar Nero con 116 voti a favore, sei contrari e 3 astenuti. Un brutto colpo per la Chevron già in possesso, dal giugno del 2011, delle autorizzazioni per la ricerca di nuovi giacimenti di gas di scisto nell’area Nord-orientale della Bulgaria.

La compagnia si vedeva già in tasca tra i 300 ed i mille miliardi di metri cubi di gas di scisto che secondo le stime erano stoccati sotto la catena montuosa, a Novi Pazar. Un portavoce della Chevron, Kurt Glaubitz, ha commentato la decisione del Parlamento bulgaro auspicando un ripensamento, alla luce di un’attenta analisi scientifica che dimostri ai cittadini ed al Governo che l’esplorazione e lo sviluppo possono essere compatibili con la salvaguardia della salute pubblica e dell’ambiente.

Dopo la Francia che sei mesi fa aveva bandito la tecnica del fracking sollecitata dai cittadini infuriati, la Bulgaria è il secondo Paese europeo ad imporre il divieto. Il Parlamento bulgaro ha introdotto pesanti sanzioni per le compagnie petrolifere che non rispettano il bando: si vedranno confiscare i mezzi e saranno costrette a pagare una multa di 50 mila euro.

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Amazzonia: la Chevron condannata al risarcimento di 18 miliardi di dollari

pubblicato da Marina

Pablo Fajardo vince con gli Indigeni sulla Chevron
Dopo 18 anni di battaglie giudiziarie la Corte d’Appello dell’Ecuador ha inflitto alla compagnia petrolifera americana Chevron il pagamento di un risarcimento record: 18 miliardi di dollari. I soldi dovranno ripagare gli Indigeni dei danni subiti anche dal loro habitat la Foresta Amazzonica a causa delle attività di estrazione del petrolio. La vittoria è stata ottenuta grazie al certosino lavoro dell’avvocato Pablo Fajardo (nella foto a sinistra) membro dell‘ELAW (Environmental Law Alliance Worldwide).

La sentenza della Corte d’Appello conferma la sentenza emessa dal Tribunale di Lago Agrio (ne scrivevo qui) che già lo scorso 14 febbraio 2011 aveva condannato la Chevron a un risarcimento di circa 9 miliardi di dollari. Il Giudice aveva previsto il raddoppio del risarcimento se la compagnia non avesse presentato le sue scuse al Tribunale per comportamenti giudicati inappropriati.

La Chevron ha comunque annunciato che presenterà un nuovo ricorso questa volta internazionale e al di fuori dell’Ecuador. Comunque la condanna al risarcimento giunge per le attività estrattive della Texaco, in atto dal 1964 al 1990 e poi acquisita dalla Chevron nel 2001.

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Inquinamento Rio delle Amazzoni: Chevron risarcirà 9 miliardi di dollari

pubblicato da Marina

Chevron è stata condannata a versare circa 9 milioni miliardi di dollari come risarcimento per inquinamento ambientale alle comunità che vivono lungo il bacino del Rio delle Amazzoni in Ecuador. Ma nonostante la sentenza emessa dal giudice Nicolás Zambrano , del piccolo tribunale di Lago Agrio in Ecuador, la storia è tutt’altro che conclusa. La Chevron ha annunciato ricorso sostenendo l’illegittimità del procedimento.

Il processo è durato circa 18 anni e comunque, al di la della piega che prenderà a causa della richiesta di appello, ribadisce il principio per cui chi inquina paga.

Via | Washington Post, NYT

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Crude, qual è il vero prezzo del petrolio

pubblicato da missunderstanding

Crude è la storia di una comunità di 30.000 indigeni della giungla amazzonica dell’Ecuador che accusa la Chevron, un’azienda della Texaco di crimini contro la propria terra, la propria libertà e la propria vita. La pellicola racconta attentamente il caso che è stato definito la Chernobyl dell’Amazzonia, con beneplacito di governi e amministrazioni.

La Chevron ha contaminato per trent’anni la terra, l’aria, l’acqua e i campi dell’Ecuador, in un’area che è oggi chiamata la Zona Morta. Come morti per cancro, leucemia, gravi malformazioni sono quasi tutti i parenti degli indigeni rimasti a raccontare.

Il film è stato girato in 3 anni, anni che hanno richiesto il sacrificio del regista Joe Berlinger e del suo staff, impegnati a lavorare in un territorio contaminato da fumi tossici e a rischio sicurezza perchè al confine con la Colombia. Ma quella degli indigeni e della Chevron è una storia che andava raccontata, e ora spetta a voi condividere e far conoscere qual è il vero prezzo del petrolio, purtroppo contato in vite umane.

Chevron chiamata alla Corte Federale di San Francisco

pubblicato da eymerich

All’inizio ero indeciso se questo post fosse più adatto a Crimeblog, ma poi, viste le drammatiche implicazioni ambientali ho trovato che Ecoblog fosse la sede giusta.

Il fatto è che la settimana scorsa Chevron, una delle maggiori compagnie petrolifere mondiali, è comparsa davanti alla Corte Federale di San Francisco accusata di tortura, omicidio, aggressione e vari altri capi d’imputazione.

La compagnia californiana, che ha come motto “The Human Energy”, ha dovuto difendersi contro l’accusa di aver supportato l’uccisione di due Nigeriani che avevano protestato per la sua mancanza di responsabilità sociale e ambientale. Il nodo centrale riguardava la questione che la protesta fosse pacifica o armata. Per farsi difendere in questo caso Chevron ha assunto William J. Haynes, un avvocato di spicco all’interno dell’amministrazione Bush.

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