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Tutti gli articoli con tag cicli biogeochimici

Rocce sedimentarie e riscaldamento globale: scoperta nuova relazione

pubblicato da Luca

Scoperto nuovo fenomeno naturale che produce il riscaldamento globale. Foto di Wolfgang StaudtUno studio dell’University of Massachusetts Amhers rivela un nuovo meccanismo che porta alla liberazione di anidride carbonica in atmosfera e che finora non era mai stato preso in considerazione dai calcoli ufficiali. Sembra che il tutto sia causato da antiche rocce sedimentarie che riversano in fiumi ed oceani la sostanza organica in esse contenute lasciando poi ai microrganismi il compito di trasformarla in CO2.

Gli studi si sono concentrati su alcuni conglomerati di argilla (shales) naturalmente ricchi di una particolare sostanza organica contenente carbonio e che, se scaldati, sono in grado di produrre gas naturale e olio; sostanze che vengono poi degradate dai batteri presenti comunemente sia nelle acque che ne suolo e che produrrebbero approssimativamente il 2% della CO2 annualmente liberata in atmosfera.

La percentuale non è alta, ma pone nuovamente un problema di calcolo dell’anidride carbonica prodotta dall’ambiente e derivante da attività antropica il che, sotto certi punti di vista, rema contro l’IPCC ed a favore di coloro che vengono definiti “negazionisti” (quanto odio le etichette!) e che non credono che l’attività umana incida in maniera considerevole nell’emissione di CO2 ed al surriscaldamento del pianeta.

Via | ScienceDaily
Foto | Wolfgang Staudt

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Dalle diatomee ai giacimenti di apatiti

pubblicato da Luca

Le alghe al centro del ciclo del fosforo. Foto di qorizeEllery Ingall del Georgia Institute of Tecnology ha scoperto, assieme ai suoi colleghi, che l’elevata concentrazione di polifosfati nelle diatomee è collegata alla produzione di apatiti. I giacimenti che tutt’oggi ci riforniscono di questo prezioso elemento per l’agricoltura sarebbero legati all’attività di dette alghe unicellulari rendendole l’anello primario nel ciclo del fosforo.

Gli scienziati hanno poi notato, analizzando il materiale depositatosi nei fondali, che parte del fosforo analizzato era sotto forma di polifosfato, una parte era apatite ed una parte era costituita da materiale di transizione tra i due composti. Insomma, a seguito di questi cicli si sviluppano reazioni in grado di produrre le apatiti.

Tali reazioni dovranno essere studiate e riprodotte in laboratorio. La possibilità di coltivare delle diatomee per raccogliere polifosfati, trasformarli e poi ridistribuirli nei campi coltivati consentirebbe una maggiore sostenibilità del settore primario bypassando le fase di ricerca dei siti e di estrazione del minerale.

Via | Georgia Institute of Tecnology
Foto | qorize

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