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Tutti gli articoli con tag ciclo di vita

Arriva il manuale europeo sui prodotti verdi. Servirà?

pubblicato da Simone Muscas

Libro verdeLa Commissione Europea ha recentemente pubblicato un manuale contenente delle linee guida sui prodotti verdi, indirizzato alle amministrazioni e imprese pubbliche. L’obiettivo è quello di offrire un sistema semplice e trasparente per una migliore valutazione dell’impatto ambientale all’atto dell’acquisto e nella gestione di determinati prodotti di consumo.

I contenuti del manuale indicano come raggiungere sistemi di gestione di beni più sostenibili al fine di considerare le implicazioni ambientali di tutta la catena di fornitura dei prodotti siano essi, beni o servizi, il loro uso e la gestione dei rifiuti. In questo manuale viene analizzato l’intero ciclo di vita di tutti i prodotti più presenti nelle realtà quali amministrazioni pubbliche e private, dal momento in cui tali beni entrano nel mercato sino alla loro fine.

Il manuale fa riferimento al quadro internazionale, dettato dal Life Cycle Data System (ILCD), e vuole assicurare quindi ai governi e alle imprese una base per garantire la qualità e la coerenza di dati, metodi e valutazioni del ciclo di vita evitando quindi che all’atto delle scelte decisionali si cada nei soliti luoghi comuni.

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Caboclo, il riciclo artigianale è l'unica via possibile

pubblicato da missunderstanding

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Per quelli di Caboclo il riciclo è l’unica via di approccio al design, alla moda e allo sviluppo, tanto che mettendo insieme l’arte del riciclo e quella dell’artigianato, hanno dato vita a un’azienda che produce sandali, gioielli ed accessori in maniera ecologica e solidale, e ci hanno scritto per presentarsi.

Caboclo produce sandali a partire dal riuso di vecchi copertoni, ed ogni paio di sandali è realizzato a mano dagli artigiani, così come testimonia il video sul sito di Caboclo, che illustra tutti i passaggi, dalla raccolta del materiale di scarto, alla fase di design e alla realizzazione del prodotto.

I gioielli, invece, vengono realizzati a partire da semi e materiali grezzi provenienti dalla natura, o da materiali depositati sulle rive del fiume, raccolti e lavorati dagli artigiani della foresta dell’Amazzonia.

Prima di lasciarvi alla gallery con alcune foto di questi particolari oggetti di design e di riciclo artistico, vi parlo del Capim Dourado, un altro dei materiali usati da Caboclo per creare i gioielli. Si tratta di una specie di erba selvatica color oro, tipica del Brasile, usata per produrre monili, ma sottoposta ad un ciclo di vita controllato: dopo il taglio, i semi vengono rilasciati nel terreno per prevenire l’estinzione del Capim, su cui si basa l’economia dei villaggi locali.

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Andalusia: le etichette dei cibi informeranno sulle emissioni

pubblicato da Simone Muscas

AlimentiNegli alimenti, insieme alla classica etichetta che informerà sulle proprietà energetiche, ve ne sarà un’altra che renderà noto l’impatto ambientale. Questa l’iniziativa, del tutto particolare, sarà attiva dal prossimo autunno nella regione spagnola dell’Andalusia. Il sistema, chiamato Carbon Footprint e per il quale l’EPEA (Associazione dei Prodotti Biologici provenienti dall’Andalusia) ha lanciato un sito web rivolto ai consumatori, informerà su tutte le emissioni di gas a effetto serra che si hanno nel ciclo di vita di un prodotto ovvero dalla produzione delle materie prime sino alla loro distribuzione.

L’idea, che si concretizzerà in realtà operativa già dal prossimo settembre, è nata dall’EPEA insieme al Governo Regionale dell’Andalusia. Per l’applicazione del sistema è stata sviluppata una metodologia per il calcolo delle emissioni di gas a effetto serra sul ciclo di vita dei prodotti alimentari che si basa su uno standard internazionale PAS2050. Il progetto verrà applicato inizialmente su appena tre prodotti alimentari pilota: pomodorini, olio d’oliva e un vino andaluso.

Vantaggi di questo piano alimentare? Oltre a sensibilizzare le persone ai problemi ambientali, si cerca di creare una sorta di competizione fra produttori e distributori alimentari in modo da abbassare col tempo gli impatti ecologici che l’iter di un alimento è capace di creare. L’obiettivo finale è quindi quello di implementare l’efficienza energetica nel ciclo di produzione e distribuzione.

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360 Paper Bottle: la bottiglia di carta riciclabile

pubblicato da eymerich

Bottiglia di cartaNon c’è dubbio, le persone innamorate dell’acqua imbottigliata aumentano invece di diminuire, infatti pare che il suo consumo sia salito del 57% negli ultimi cinque anni e secondo qualcuno è una moda che piace ai governi perché li dispensa dal bonificare le forniture idriche, tanto ci pensano le industrie a imbottigliarla e dargli “quel buon sapore”.

Come se non bastasse, alla beffa si aggiunge il danno vista la preferenza per le bottiglie di plastica; la nefasta idea di creare e vendere miliardi di litri di acqua in bottiglie di questo materiale a persone che hanno già la fortuna dell’accesso all’acqua potabile sta di fatto trasformando il pianeta in un gigantesco immondezzaio. Finalmente però qualcuno ha deciso di fare qualcosa; Brandimage ha infatti creato una bottiglia, la 360 Paper Bottle, fatta interamente di carta e riciclabile al 100%.

Ovviamente la 360 è buona per contenere qualunque liquido e non soltanto l’acqua, inoltre riduce l’energia consumata nel ciclo di vita del prodotto senza sacrificare la funzionalità e potrebbe trasformare il consumo quotidiano di acqua di chi non può (o non vuole) usufruire di quella del rubinetto, in un’esperienza, per così dire, più eco-friendly e sostenibile.

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Premio "Compraverde" per la pubblica amministrazione sostenibile

pubblicato da Simone Muscas

Ente pubblicoSi è svolto qualche giorno fa il premio annuale “Compraverde” rivolto alle amministrazioni pubbliche in materia di sostenibilità ambientale. Il premio è stato assegnato al miglior bando e alla miglior politica di GPP (Gpp-Green Public Procurement), ovvero ai migliori acquisti verdi nella pubblica amministrazione. L’obiettivo è premiare l’ente pubblico più ecologico, ossia tutti quelli capaci di operare scelte e attuare politiche di acquisti verdi, con particolare attenzione quindi all’impatto ambientale dei prodotti e servizi nel loro intero ciclo di vita: dalla produzione, all’utilizzo, fino al loro smaltimento.

Tra le prestazioni valutate il premio annovera anche l’adozione di prodotti biologici per le mense pubbliche. Ad aggiudicarsi il premio per la miglior politica di GPP è stato il Comune di Brescia, per la forte attenzione a sensibilizzare agli acquisti verdi e a ridurre gli impatti ambientali dei consumi all’interno dell’amministrazione. Il comune, nel corso del 2007, ha visto crescere i propri acquisti verdi fino a una percentuale del 31,64% sul totale degli acquisti, pari a 1.341.074,00 euro (escluse le forniture informatiche).

Per quel che riguarda il miglior bando in Italia vince il premio di sostenibilità il Comune di Avigliana (Torino) per l’affidamento del servizio di pulizia dei locali comunali attraverso un bando che integra i criteri ambientali e che tiene particolarmente conto delle tematiche etico-sociali. Per la miglior politica ecologica il riconoscimento è stato assegnato invece alla Provincia di Torino, per l’attuazione del protocollo acquisti pubblici ecologici e per l’efficiente monitoraggio dei risultati.

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Da Leclerc conti i chili di CO2 della spesa

pubblicato da giancarlo

Leclerc introduce l'impatto ambientale dei prodotti. Foto: julienIl gruppo francese Leclerc, il primo ad introdurre la vendita di carburanti nei centri commerciali in Francia, ha deciso di sperimentare uno scontrino “verde”: oltre al totale in euro della spesa, il cliente vede associati i kg di gas ad effetto serra generati da ciascun prodotto, calcolati dalla produzione allo scaffale.

Il progetto, di 300.000€, è partito presso la filiale di Roubaix, dov’è stata applicata una base dati con l’impatto di CO2 di oltre 20.000 prodotti nella battitura degli scontrini alle casse. Così, uscendo sul piazzale si sente dire: “Ho 9,8 equivalenti carbonio, devono essere gli imballaggi degli yogurt…”. Se per la frutta il calcolo è immediato, dipendendo in buona parte dal luogo di produzione, nel caso dei prodotti imballati la CO2 è espressa per confezione, rendendo più difficile la stima dei kgCO2/kg di prodotto.

E’ un sistema di calcolo che tiene conto di tutto il percorso del prodotto dall’estrazione delle materie prime fino allo smaltimento/valorizzazione quando diventa rifiuto. Il modello di calcolo del bilancio di CO2 distingue ogni tappa del ciclo di vita: produzione dei prodotti (allevamento, raccolto, trasformazione…), distribuzione (trasporto all’uscita della fabbrica, l’energia ed il funzionamento del negozio, banco del fresco, congelati…) ed uso (trasporto della spesa a casa, differenziazione dei rifiuti …). La modellizzazione del flusso di materiali e di energia generata da un prodotto sul suo ciclo di vita passa per decine di punti di emissione; degli algoritmi associati a ciascuno permettono di calcolare il bilancio della CO2 di un prodotto, sia per kg di prodotto che per unità venduta.

Via Libération
Foto | Julien

» Metodo di calcolo CO2 Greenext (francese)

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