Non c’è dubbio, le persone innamorate dell’acqua imbottigliata aumentano invece di diminuire, infatti pare che il suo consumo sia salito del 57% negli ultimi cinque anni e secondo qualcuno è una moda che piace ai governi perché li dispensa dal bonificare le forniture idriche, tanto ci pensano le industrie a imbottigliarla e dargli “quel buon sapore”.
Come se non bastasse, alla beffa si aggiunge il danno vista la preferenza per le bottiglie di plastica; la nefasta idea di creare e vendere miliardi di litri di acqua in bottiglie di questo materiale a persone che hanno già la fortuna dell’accesso all’acqua potabile sta di fatto trasformando il pianeta in un gigantesco immondezzaio. Finalmente però qualcuno ha deciso di fare qualcosa; Brandimage ha infatti creato una bottiglia, la 360 Paper Bottle, fatta interamente di carta e riciclabile al 100%.
Ovviamente la 360 è buona per contenere qualunque liquido e non soltanto l’acqua, inoltre riduce l’energia consumata nel ciclo di vita del prodotto senza sacrificare la funzionalità e potrebbe trasformare il consumo quotidiano di acqua di chi non può (o non vuole) usufruire di quella del rubinetto, in un’esperienza, per così dire, più eco-friendly e sostenibile.
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Vegetariani, Vegani, Fruttariani, Locavori… mancava giusto il diventare Ecotariani in questo variegato panorama di abitudini e scelte alimentari. Ho trovato la parola su un articolo del Guardian e devo dire che la cosa non mi dispiace. Mangiare Ecotariano in fondo vuol dire scegliere quello che mangiamo con un bel po’ di buon senso ambientalista.
Non ci togliamo niente, carne, pesce, si mangia tutto. Purché nel fare le nostre scelte ci sia dietro un bel ragionamento dell’impatto ambientale e sul clima del ciclo di produzione di quello che ci mettiamo nel piatto, e si scelga il cibo con impatto minore.
Partiamo da considerazioni generali: cereali e legumi hanno impatto minore della carne, carne bianca ha impatto minore di carne rossa (in termini energetici stretti, non in termini di “etica animale”), etc. Fin qui “tutto facile”, ma ovviamente non è così automatico andare al supermercato e capire cosa ha fatto meno male all’ambiente per arrivare fino a lì.