Ancora guai per l’Ilva di Taranto: dopo le decine di denunce civili da parte dei residenti del quartiere Tamburi, che lamentano una caduta del valore delle proprie abitazioni a causa dell’inquinamento, ora arriva la class action sponsorizzata dai Verdi.
Il partito ecologista mette a disposizione il pool legale per la causa, sperando che ciò permetta anche agli assai poco facoltosi abitanti del quartiere che ospita l’acciaieria Ilva di aderire all’azione giudiziaria. Azione che, se dovesse andare in porto, potrebbe fruttare tre miliardi di euro di risarcimento. Per partecipare alla class action i cittadini devono compilare un modulo:
Compilando questo modulo, manifesto la mia intenzione a costituirmi parte civile nell’eventuale processo penale che si aprirà a carico degli indagati, al fine di esercitare in quella sede un’azione di risarcimento per tutti i danni da me subiti a cagione delle condotte contestate dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Taranto
L’ultima azione clamorosa contro l’Ilva di Taranto era stato il blitz di fine novembre degli attivisti di Legambiente che esposero l’eloquente striscione “Ci siamo rotti i Polmoni”. A quello striscione Fabio Riva, titolare dello stabilimento, rispose che si trattava di una menzogna pronunciata da “avvoltoi” e che l’Ilva era un gioiello di tecnologia.
Via | Puglia News
Foto | Flick
Una class action indetta da Codacons contro lo smog, perché in Lombardia e specialmente a Milano si può morire a causa dell’inquinamento dell’aria, con buona pace dell’ecopass. L’azione avviene dopo la presentazione di uno studio il POEMI -Pollution and emergencies in Milan- che evidenza come l’inquinamento da polveri sottili e altri agenti inquinanti possa inficiare la salute dei cittadini. La ricerca, finanziata dal Comune di Milano, è stata condotta per due anni e sono stati analizzati i ricoveri nei Pronto Soccorso, per malattie imputabili all’inquinamento, in cinque ospedali Milanesi: San Carlo, Policlinico, Fatebenefratelli, Niguarda e San Paolo. In 24 mesi sono stati analizzati 53.514 casi che accusavano dalla tosse all’asma,bronchiti, polmoniti, attacchi di cuore e ictus causati dallo smog.
Questa volta lo studio non fa previsioni, ma analizza caso per caso i pazienti e le loro cartelle cliniche e spiega che la causa che scatena le loro patologie è proprio lo smog, tanti che si arriva a una media giornaliera di 73 ricoveri.
Spiega Marco Maria Donzelli avvocato del Codacons:
Sono tutti questi dati a rendere possibile un’azione risarcitoria contro chi avrebbe il dovere di tutelare la salute dei cittadini, ma non lo fa o non lo fa abbastanza. A pagare sono in primo luogo anziani e bambini.

La prima “class action” contro le multinazionali dei mangimi per conigli nani parte dall’associazione di consumatori CODICI (Centro per il diritto dei cittadini) che attraverso le pagine del loro sito riferiscono:
“Tra le principali cause di questa errata alimentazione, rileviamo gli ascessi dentali che richiedono interventi chirurgici di asportazione e drenaggio e conseguente terapia antibiotica - commenta la responsabile Ambiente CODICI, Valentina Coppola - che costituiscono un doppio danno per i consumatori: economico, poiché questi interventi necessitano di un veterinario specializzato; di tipo esistenziale poiché causa disagio ad un animale di compagnia”.
“Poiché tale dannosità è direttamente riferibile ai prodotti commercializzati- continua il segretario nazionale del CODICI, Ivano Giacomelli – il CODICI, con una nota al Ministero della salute e al Ministero dello sviluppo economico, invita all’immediato ritiro dal commercio dei mangimi per i conigli, nonché il risarcimento danni nei confronti dei soggetti danneggiati da tale prodotto e da noi raccolti”.
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200.000 persone sono rimaste senz’acqua potabile da quando le autorità sanitarie cinesi hanno vietato l’approvvigionamento dal fiume Han, il cui inquinamento chimico ha superato i livelli di guardia. Il fiume Han e’ un affluente dello Yangtze e, per proteggere quest’ultimo, il flusso dell’Han e’ stato fermato in un bacino di raccolta.
Uno degli affluenti dell’Han era divenuto rosso e pieno di grandi bolle. Inizialmente i giornali parlavano di inquinamento da ammoniaca e composti azotati, poi di fioritura algale di portata eccezionale.
Il governo di Pechino ha messo in programma per la prossima settimana il varo di una legge che aumenti le multe per le industrie colpevoli di inquinamento delle acque. Sara anche prevista la possibilità che i cittadini vittime di inquinamento facciano causa collettivamente alle industrie inquinanti, con il metodo della class actions.
Nel 2006 circa tre casi su cinque di quelli trattati dall’agenzia governativa di protezione ambientale cinese riguardavano l’inquinamento delle acque. Di tutti i campioni prelevati ed analizzati, circa un terzo mostravano livelli di inquinamento a “fondo scala”, ovvero il massimo.
Via | The Guardian
Foto | goodnight_photography

Vittoria per l’ambiente? Tremino le eco-mafie? Non proprio. La battaglia continua e l’esito non è scontato.
Scavalcando le discussioni già in corso nelle commissioni parlamentari competenti, in Senato la maggioranza ha infatti centrato il blitz - grazie all’errore di voto di un senatore di Forza Italia - ed ha portato a casa la class action, inserendo nella Legge Finanziaria 2008 un emendamento dei senatori Manzione e Bordon.
Titoloni sui giornali, associazioni dei consumatori che esultano e Confindustria “arrabbiata”.
Ma la realtà è un pò più complessa.
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