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Tutti gli articoli con tag claudio scajola

Paolo Romani, nuovo Ministro per lo Sviluppo

pubblicato da Marina

Paolo Romani futuro Ministro per lo Sviluppo Paolo Romani, dalle 19,00 di questa sera potrebbe essere nominato nuovo Ministro per lo Sviluppo, dopo 150 giorni di reggenza ad interim di Silvio Berlusconi.

Ecoblog si interessa alla sua nomina poiché sarà proprio il nuovo Ministro, dopo la debacle di Claudio Scajola, a dover seguire i lavori per la costruzione delle centrali nucleari. E non solo, ma anche del ponte sullo stretto e di centinaia di altri opere pensate piuttosto che per migliorare la vita per distruggere inesorabilmente il nostro territorio.

Al momento Paolo Romani è ancora vice ministro allo Sviluppo economico. Di fatto è il braccio destro del Premier poiché lo ricalca e lo segue sia dal punto di vista politico sia dal punto di vista imprenditoriale. Eh già, anche Romani arriva dalla tv e la conosce molo bene. E’ stato sottosegretario alla Comunicazione (qui la biografia secondo Marco Travaglio)

Per Giuseppe Giulietti, portavoce di Articolo 21, si profila, nel caso della nomina a Ministro un evidente conflitto di interesse, opinione espressa, tiene a precisare senza alcun livore:

Sarà bene ricordare che proprio Romani ha chiesto una radicale modifica della par condicio e ha chiesto l’azzeramento di tutte quelle trasmissioni Rai che non piacciono al presidente del Consiglio convocando nel suo ufficio anche riunioni dei consiglieri del cda Rai. Se questo quadro dovesse realizzarsi sarà bene che tutte le opposizioni presenti e non presenti in parlamento si riuniscano, diano vita ad un coordinamento per la difesa della Costituzione e per la salvaguardia di quello che resta dell’articolo 21 e decidano le mosse da fare da subito dentro e fuori il parlamento.

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Ministero Sviluppo economico: dopo Scajola arriva la Prestigiacomo?

pubblicato da Peppe Croce

Ministero Sviluppo economico: dopo Scajola arriva la Prestigiacomo?Stefania Prestigiacomo, attuale ministro dell’Ambiente, potrebbe ricevere il dicastero dello Sviluppo economico che fu di Claudio Scajola e che, in seguito alla bufera mediatica che tutti conosciamo, è tornato nelle mani del presidente del Consiglio dei ministri Silvio Berlusconi.

Lo ipotizza Staffetta Quotidiana, giornale di settore dell’industria dell’energia, specialmente quella da fonti fossili, che è solitamente ben informato sui movimenti interni al Mse.

Il nome della Prestigiacomo deriva dalle lodi espresse dall’attuale ministro dell’Ambiente nei confronti della centrale nucleare di Flamanville, in Francia, che la Prestigiacomo ha visitato ieri.

Parole che, effettivamente sono più consone ad un ministro dello Sviluppo economico che ad uno dell’Ambiente. A Flamanville, infatti, la Prestigiacomo del nucleare ha detto:

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Dimissioni di Scajola: il nucleare andrà avanti

pubblicato da Marina

Il sottosegretario Saglia rassicura sul nucleare

Il Ministro Claudio Scajola si è dimesso, anche se non indagato, per difendersi meglio dalla vicenda di compravendite di immobili che lo vede comunque coinvolto.

La preoccupazione ora, per il Governo beninteso, è che il programma energetico nucleare possa subire qualche battuta d’arresto. A rassicurare francesi e Enel interviene Stefano Saglia sottosegretario allo Sviluppo economico con delega all’Energia che al workshop di Enel ha dichiarato:

Il programma nucleare, e comunque la politica energetica, è contenuto nello stesso programma del governo, quindi prescinde dalla mia persona e da quella di Scajola.

Via | Dire
Foto | Flickr

Nei mari italiani due piattaforme dello stesso produttore della Deepwater Horizon

pubblicato da Peppe Croce

Nei mari italiani due piattaforme dello stesso produttore della Deepwater Horizon

Due delle tre piattaforme petrolifere attive nel Mediterraneo italiano (le restanti 112 estraggono gas) sono state costruite da Transocean, la stessa multinazionale che ha costruito la Deepwater Horizon andata a fondo la settimana scorsa nel Golfo del Messico.

Potrebbe essere questo il motivo della convocazione di Eni ed Edison da parte del ministro dello Sviluppo economico Scajola che, ieri sera, ha bloccato ogni ulteriore autorizzazione per le piattaforme off shore e ordinato ispezioni su quelle già attive.

Le due piattaforme italiane della Transocean sono la D.R. Stewart e la GSF Arctic III e, stando alle informazioni fornite dall’azienda aggiornate ad aprile 2010, sono entrambe ancora attive nello specchio di mare italiano.

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Scajola blocca le autorizzazioni alle nuove piattaforme off shore

pubblicato da Peppe Croce

Scajola blocca le autorizzazioni alle nuove piattaforme off shore

Il ministro dello Sviluppo economico, Claudio Scajola, ha dato mandato alla Direzione Generale per le Risorse minerarie ed energetiche di sospendere ogni nuova autorizzazione alla perforazione di nuovi pozzi petroliferi off shore. La notizia, per certi versi clamorosa, è legata a doppio filo al disastro della Deepwater Horizon nel Golfo del Messico, anche se arriva con forte ritardo rispetto al palesarsi dei rischi per l’ambiente derivanti dalle piattaforme petrolifere.

Il comunicato stampa diffuso dal Ministero afferma che Scajola ha convocato per il 5 maggio Eni ed Edison, proprietarie delle 115 piattaforme marine presenti nel Mediterraneo di cui vi abbiamo parlato poche ore fa. Ad Eni ed Edison Scajola ha chiesto una relazione sui sistemi di sicurezza ed emergenza dei loro impianti off shore e, in attesa di conoscere queste informazioni, ha disposto il blocco totale di ogni ulteriore autorizzazione a perforare in mare.

Sul tavolo ci sono la richiesta avanzata da Peroceltic Elsa per bucare il fondo del mare di fronte le isole Tremiti in Puglia e la campagna di esplorazione sismica dei fondali di Shel-Northern Petroleum nel Canale di Sicilia che, a detta della stessa Shell, si potrebbe tramutare in un giacimento da 150 mila barili al giorno.

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Piattaforme off shore: tutti i rischi che corre l'Italia

pubblicato da Peppe Croce


Visualizza Piattaforme Marine in una mappa di dimensioni maggiori

Mentre i primi seri danni ecologici ed economici del disastro della Deepwater Horizon cominciano a manifestarsi, anche in Italia monta la polemica contro le piattaforme petrolifere off shore. A lanciare un primo allarme, e una proposta concreta, è il Wwf.

L’associazione ambientalista, infatti, ha chiesto al ministro delle Sviluppo economico, Claudio Scajola, maggiori informazioni sul recente decreto del 26 aprile sulla semplificazione delle autorizzazioni per le attività di ricerca ed estrazione degli idrocarburi in terra, in mare e nella piattaforma continentale.

Tale decreto è stato salutato da Scajola come un grande risultato per l’Italia:

E’ un nuovo passo avanti verso una politica energetica più efficiente, che valorizzi anche il patrimonio dei giacimenti nazionali di idrocarburi con lo scopo di assicurare al nostro Paese una maggiore sicurezza energetica e ai cittadini e alle imprese un costo dell’energia più basso: non possiamo continuare a pagare il 30% in più rispetto agli altri Paesi europei

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Nucleare e sondaggi: quanti sono gli italiani favorevoli all'atomo?

pubblicato da Peppe Croce

Nucleare, gli italiani sono favorevoli o contrari?Ieri si è celebrato il Chernobyl Day, ovvero il ricordo del disastro nucleare di Chernobyl, avvenuto il 26 aprile del 1986. Sempre ieri due sondaggi sul nucleare, con numeri diametralmente opposti, hanno dato man forte alle due tesi pro e anti nucleare.

Il primo sondaggio, uscito qualche giorno prima tramite un comunicato stampa di Legambiente, parla di italiani nettamente contrari al ritorno all’atomo, almeno i trentenni:

Alla domanda “Quanto sarebbe d’accordo con una politica di investimento dello sviluppo nucleare in Italia?” il 50,7% degli intervistati di età compresa tra i 25 e i 35 anni risponde, infatti, “per nulla”. E addirittura il 62,2% di loro si dichiara del tutto sfavorevole all’idea di veder realizzata una centrale nucleare nella propria Regione. I figli degli anni 80, insomma, non condividono l’idea del rilancio dell’energia atomica annunciata dal governo

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Esclusiva Ecoblog: il Governo regalerà un pannello fotovoltaico per neonato

pubblicato da Marina

Un pannello fotovoltaico per ogni neonato

Il Governo si appresta a varare una Legge, voluta da Lega e dal Ministro allo Sviluppo Claudio Scajola che prevede che ad ogni nuovo nato sia dato in regalo un pannello fotovoltaico. L’iniziativa ricorda la Legge voluta da Rutelli, che prevede che per ogni neonato sia piantato un albero, mentre recentemente è stata istituita una giornata degli alberi.

Secondo le prime indiscrezioni, fornite da una nostra talpa a Montecitorio, l’iniziativa è al vaglio delle Commissioni per il completamento della ricerca di fondi, che potrebbero essere in una piccola percentuale sottratti ai probabili finanziamenti alle centrali nucleari. Che sia una svolta verde? Intanto il fotovoltaico potrebbe ricevere una spinta in più e magari vedersi rinnovare il plafond destinato agli incentivi. Ma che sia tutto un pesce d’aprile?

Update 2 aprile 2010: Ovviamente è un pesce d’aprile.

Foto | Flickr

Il Ministro Scajola a Vegetalia: "22 milioni di euro per le rinnovabili". Incluso il nucleare?

pubblicato da Marina

Claudio Scajola Il Ministro per lo Sviluppo economico Claudio Scajola non potendo essere presente, per impegni precedenti a Vegetalia Agro energie, la fiera dedicata alle rinnovabili che inizia domani e si chiude il 21 marzo a Cremona, ha inviato in un comunicato le sue dichiarazioni in merito alle politiche italiane sulle rinnovabili.

Spiega il Ministro che ci sono in ballo 22 milioni di euro da destinarsi proprio alla ricerca e alle fonti rinnovabili. La domanda che sorge spontanea è questa: è da intendersi che sono finanziate anche le centrali nucleari? Il Governo non ha mai fatto mistero nel dichiarare che il nucleare rientra nel ventaglio delle rinnovabili. Questa strana concezione è stata però smentita dalla Eu che qualche settimana fa ha ribadito che il nucleare non appartiene alle energie ottenute dalle fonti rinnovabili, ossia sole, biomasse, biofuels e vento.

La necessità di ricorrere a energia prodotta da fonti rinnovabili viene direttamente dalla Commissione Europea poiché entro il 2020 almeno il 17% di energia prodotta dovrà essere verde e l’Italia con molta probabilità non sarà in grado di rispettare questo obiettivo, il che ci costringerà ad acquistarla da altri. Sapete chi abbiamo indicato come possibili paesi fornitori di energia proveniente da fonti rinnovabili? Albania, Croazia, Montenegro, Svizzera e Tunisia. Ricordate i progetti di costruzione di centrali nucleari in Albania?

Ha detto Marlene Holzner, portavoce del commissario Ue all’energia Gunther Oettinger a proposito dei mix energetici da fonti rinnovabili che ogni Stato membro dovrà presentare alla Commissione entro il 30 giugno 2010:

La direttiva consente il trasferimento o l’importazione da altri Paesi. L’Italia ci ha detto che non ce la può fare da sola, pertanto è autorizzata a comprare energia rinnovabile, ad esempio dalla Germania, che registra un surplus. Se qualcuno non lo rispetterà scatterà il ricorso alla Corte di giustizia. La Commissione Ue non ha competenze sul ‘mix energetico’ e quindi non interferisce con le scelte di ciascun Stato membro.

Dopo il salto le dichiarazioni del Ministro Scajola.

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Nucleare, Sarkozy: accattatevillo! Scajola: vengo anch'io!

pubblicato da Peppe Croce

Sarkozy invita le banche a finanziare il nucleare

Aprendo la conferenza internazionale sull’accesso al nucleare civile di Parigi il Presidente della Regpubblica Francese, Nicolas Sarkozy, ha toccato uno degli argomenti più discussi nella grande questione nucleare: l’ostracismo da parte della grande finanza internazionale nei confronti dell’atomo. In particolare Sarkozy ha detto:

Non capisco e non accetto l’ostracismo ai progetti nucleari da parte delle istituzioni finanziarie

In realtà Sarkozy la cosa la capisce benissimo, anche se non lo dice: gli istituti finanziari preferiscono altre forme di investimento nel settore dell’energia, specialmente le rinnovabili. Anche perchè è noto a tutti che il nucleare lo paga il pubblico e non il privato, in tutto il mondo. Si è sempre fatto così e così si continuerà a fare, vista anche la recente decisione di Obama di finanziare due nuove centrali negli Stati Uniti.

Alla stessa conferenza internazionale ha parlato anche il nostro Ministro per lo Sviluppo Economico, Claudio Scajola, che ha ribadito la ferma intenzione del Governo Berlusconi di tornare al nucleare. Scajola ha persino fornito una data:

Il programma nucleare italiano procede nei tempi previsti. Il Governo italiano sta creando le condizioni necessarie affinchè le imprese possano avviare i lavori per la costruzione della prima centrale nucleare entro il 2013

Fretta, frettissima. Prima che gli italiani abbiano il tempo per farsi un’idea ben informata sul nucleare e, soprattutto, a dispetto di qualunque opposizione delle Regioni sui possibili siti.

Via | Agi, Libero
Foto | Flickr