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Tutti gli articoli con tag clonazione

La Commissione Europea bandisce gli animali clonati dalla tavola

pubblicato da alessandra

La Commissione Europea proporrà, oggi, una moratoria di 5 anni sulla commercializzazine di prodotti latto-caseari e della carne provenienti da animali clonati. E questo nonostante l’impegno profuso da parte di Paesi come gli Usa, il Canada e l’Argentina già pronti a invadere le nostre tavole con le nuove tecnologie. La Commissione chiederà anche la tracciabilità degli embrioni e dello sperma - se importato dall’estero - per evitare l’inconsapevole proliferazione della progenie dei cloni.

La notizia, in realtà, era già in odore dal 20 settembre scorso quando l’EFSA, l’agenzia per la sicurezza alimentare in Europa, si era espressa duramente sull’argomento facendo notare che, sulla base del principio di precauzione e nonostante non siano attualmente ravvisabili discrepanze di rilievo nella carne e nel latte dei cloni rispetto a quelli di animali allevati in modo tradizionale, non ci può esimere dalla constatazione che i primi tendono comunque a morire prematuramente rispetto ai secondi e sovente hanno problemi di sviluppo. Immediato il plauso della Coldiretti in favore di

una sospensione della tecnica di clonazione a fini alimentari.

A pesare sulla scelta, inoltre, anche i risultati emersi dall’ultima indagine di Eurobarometro che rivelerebbe quanto la maggioranza dei cittadini europei rifiuti la possibilità di nutrirsi - per questioni etiche, ambientali o di salute- di animali clonati o di derivati degli stessi. Più in dettaglio: l’81% degli intervistati ritiene che non siano chiari gli effetti a lungo termine sulla sicurezza alimentare mentre il 69% del campione considera la scelta moralmente sbagliata.

Via | France 24, ec.europa.eu
Foto | Flickr

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Ecco a voi Sir Lancelot bis, il cane clonato da 155 mila dollari

pubblicato da Puli

Ha 10 settimane, è in ottima salute ed è già una star, malgrado le polemiche sulla sua nascita. Sir Lancelot encore, infatti, è il vincitore dell’asta on line, indetta dalla Bioarts, di cui vi avevamo già parlato nel nostro Ecoblog.

I padroni del cane, una coppia di miliardari della Florida, hanno partecipato all’asta nella speranza di riportare in vita l’adorato labrador, ed hanno affidato i campioni di Dna a Hwang Wood Suk, lo scienziato sud coreano la cui carriera subì un duro colpo dopo che, nel 2004, fu accertata la falsità della sua dichiarazione di avere clonato un embrione umano da una cellula staminale.

Otto e Nina, i proprietari di Lancelot, sono comunque entusiasti e non sembrano dare peso alle critiche di chi afferma che questi soldi potevano essere impiegati meglio e che la clonazione non può sostituire l’unicità della personalità di un animale.

Via | Youtube

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Dall’America la possibilità di “resuscitare” gli animali estinti

pubblicato da Puli

dinosaur in the skyLa rivista britannica New Scientist ha pubblicato una “resurrection list” degli animali estinti da anni e che, grazie al Dna, gli scienziati potrebbero far tornare in vita, dopo aver ricostruito la loro sequenza genica. Secondo i ricercatori della Pennsylvania State University basterà recuperare il Dna dall’ animale e poi trovare una specie simile nella quale impiantare l’embrione in cui è stato inserito il Dna ricostruito.

La difficoltà sarà quella di riuscire a recuperare un campione di Dna intatto, in quanto la sua conservazione è legata a specifiche condizioni ambientali: clima freddo e secco e ambienti bui. Visto, inoltre, che il Dna sopravvive per un milione di anni “soltanto”, le specie da studiare saranno quelle di recente estinzione.

In cima alla lista troviamo, quindi, la tigre dai denti a sciabola, l’alce irlandese, un gigantesco cervo estintosi 7.700 anni fa, il dodo, un uccello scomparso nel 1690, il moa, una specie di struzzo estinto nel 1500, l’orso gigante dalla faccia corta, alto sei metri e vivente ben 11.000 anni fa, e la tigre della Tasmania, scomparsa nel 1936 e della quale alcuni scienziati sarebbero già riusciti a resuscitare un gene, impiantandolo in un topo.

Foto | derek*b

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Asta on line per clonare il cane

pubblicato da Puli

2 white dogsPer tutti coloro che fossero preoccupati di veder passare a miglior vita il proprio amico a quattro zampe, è in arrivo la possibilità di partecipare ad un asta online, che permetterà al vincitore di clonare il proprio cane con un offerta iniziale di soli 100mila dollari.

Sebbene secondo gli scienziati sia considerato molto difficile clonare un cane, a causa della sua particolare biologia riproduttiva, la BioArts International, una società biotecnologica californiana, ha deciso di lanciare il progetto “Best Friends Again”. L’azienda si impegnerà a rimborsare il denaro ai clienti nel caso in cui l’animale non corrisponda perfettamente all’originale. Inoltre, il duplicato verrà sottoposto alle visite mediche di un veterinario e le sue condizioni di salute verranno garantite per circa un anno.

Le prime critiche arrivano addirittura da altri esperti del settore. Secondo il principale responsabile dell’Advanced Cell Technology, una società di biotecnologie del massachussets, si sbagliano di grosso coloro che credono di poter riavere indietro il proprio amico. Il carattere di un cane clonato, infatti, rischia di essere del tutto diverso, proprio come si fosse adottato un altro animale.

Foto | Flickr

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Il futuro della suinicoltura? In ospedale

pubblicato da Marina

Saremo tutti verdi e clonati?L’intervista che vi riporto, e rilasciata in esclusiva a Veronafiere, non è stata fatta al dott. Frankenstein ma al prof. Cesare Galli padre di Prometea e di Galileo, rispettivamente una cavalla e un toro clonati. Oggi si occupa di suini “marcati“con una proteina che li rende verdi e successivamente questa proteina sarà sostituita da Dna umano. E Galli lascia intravedere i futuri spiragli della suinicoltura: «Siamo partner di un progetto europeo per ottenere la compatibilità degli organi dei maiali sull’uomo. Fra 10-15 anni alcuni allevatori potrebbero produrre per gli ospedali».

Il discorso si innesta (è il caso di dirlo) nella più ampia crisi che sta vivendo la filiera suinicola, dove la carne del “re della tavola” ha subito un crollo dei prezzi disastroso. Dunque, dal punto di vista di Galli, le sue ricerche aprirebbero nuovi mercati e nuove soluzioni che dibatte nell’intervista a tutto campo: di riproduzione animale, di ricerca scientifica, di clonazione e di OGM. E racconta dei suini verdi creati qualche mese fa in laboratorio, «un’alternativa che fra 15 anni potrebbe davvero diversificare il reddito dei suinicoltori, e se non di tutti, almeno di qualcuno».

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Mangereste piatti a base di carne clonata?

pubblicato da PiccoloSocrate

Dubbio amletico: carne clonata si o no?

Dodici anni dopo la nascita di Dolly, la prima pecora scozzese clonata al mondo, la carne clonata è pronta per avere il nulla osta per il commercio: le Autorità americane ed inglesi responsabili della qualità del cibo hanno dichiarato che la carne ed il latte provenienti da bovini, suini o caprini clonati e della loro progenie è sana e non comporta rischi per la salute.

In sostanza gli animali clonati permettono di accelerare le lancette dell’orologio per portare avanti alcuni tratti della mandria in brevissimo tempo: ad esempio gli animali con una particolare predisposizione allo sviluppo della muscolatura possono esser clonati, migliorando la produzione della carne. Il concetto è lo stesso della super-mucca naturale al 100% di cui vi avevo parlato qualche giorno fa: selezionare a “piramide” i migliori e portarli avanti.

La clonazione ha il vantaggio che il patrimonio genetico degli animali brillanti è passato inalterato in tutta sua gloria: questo non fa che amplificarne i suoi effetti nel miglioramento della qualità genetica e, di conseguenza, del valore della mandria. La genetica non trascura nemmeno gli effetti ambientali perché animali “geneticamente” migliori saranno più efficienti: produrranno la stessa quantità di carne riducendo i consumi e le emissioni di anidride carbonica dal letame.

Sul versante opposto, un utilizzo estremo di allevamenti clonati ridurrà la biodiversità, esponendo gli animali a rischio epidemie e per loro stessi e per l’uomo: questi problemi, uniti ad altri di ordine etico, probabilmente costituiranno i principali ostacoli alla diffusione di carni clonate. Non è possibile ad oggi ipotizzare se questa carne verrà effettivamente comprata dai consumatori: come è avvenuto per gli OGM di mais et similia, dove oggi sono circa l’80% della produzione mondiale, potremmo assistere ad un iniziale diffidenza, ma sul lungo periodo probabilmente un prezzo più competitivo sarà l’arma che potrebbe far esplodere questo settore.

Via | The Guardian

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