Se gli italiani fino a qualche anno fa erano conosciuti come un popolo di coltivatori sul balcone, oggi si sono rivelati anche per essere piccoli coltivatori diretti e mini allevatori per hobby. La scoperta che gli italiani si stanno dedicando maggiormente alla vita contadina e alle coltivazioni dirette per hobby e non per mestiere viene fuori da una ricerca di Nomisma, che ha intervistato 4000 abbonati del periodico “Vita in campagna”.
Ebbene ecco il profilo dell’hobby farmer italiano:
La compagine degli hobby farmer è molto variegata: impiegati, liberi professionisti, lavoratori autonomi, dipendenti pubblici, operai, pensionati. Tutti sono accomunati dalla passione di coltivare e praticare l’attività agricola, al fine di ottenere prodotti per l’autoconsumo familiare o da regalare agli amici, ma anche per stare all’aria aperta, per risparmiare nell’acquisto di derrate alimentari o consumare prodotti più sani e genuini. Le coltivazioni più praticate riguardano ortaggi, frutta, vite e olivo e, molto spesso, sono accompagnate da processi di trasformazione (confetture e marmellate, conserve, vino, olio) – ovviamente su piccola scala - e in qualche caso anche da piccoli allevamenti. Le dimensioni medie dei terreni coltivati non sono marginali e si aggirano su circa 1,3 ettari (spesso comprendenti anche parti a bosco).
Insomma, per molti connazionali, il classico sogno del “fazzoletto di terra” da coltivare con le proprie mani sembra essere divenuto una realtà. I vantaggi, attenzione, non sono solo di tipo economico e non ricadono solo sul coltivatore per hobby. Spiega Nomisma:
Si tratta di benefici (o, più tecnicamente “esternalità”) sottostimati o addirittura non riconosciuti dal punto di vista collettivo - alla luce della mancanza di rilevazioni statistiche ufficiali – che però permettono, assieme al contributo preponderante dell’attività propriamente agricola, una conservazione degli spazi rurali i cui vantaggi finiscono con il ricadere sull’intera popolazione.
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Dopo la possibilità di adottare una pecora ecco l’opportunità per chi vive in Lombardia o Piemonte di coltivare un orto a distanza. Il meccanismo è semplice e somiglia alla fattoria di Farmville. Infatti come per il popolare gioco virtuale si tratta di coltivare un orto in cui si possono seminare ortaggi, ma di stagione, fiori, erbe e mettere anche spaventapasseri e un cartellino con il proprio nome. Ogni settimana, però a differenza di Farmville, verrà realmente consegnata a domicilio una cassetta dei prodotti ottenuti dalla coltivazione a distanza.
Iscriversi è semplice e lo si fa attraverso il sito Le verdure del mio orto. Alle spalle dell’ameno giocherello un’azienda agricola molto seria la Giacomo Ferraris, che mette a disposizione dei coltivatori a distanza moduli da 1,5 metri. Per un single o una coppia è sufficiente coltivarne 30 metri quadri, mentre per una famiglia di 4-5 persone occorrono almeno 120 metri quadri, che danno diritto a ricevere ogni settimana e al proprio domicilio a una cassetta di verdura fresca in base alla stagione e ai gusti personali ma anche di fiori, piccioli frutti di bosco, o di erbe come basilico, salvia, prezzemolo, aglio, ecc.
Coltivare il mio orto, ma non è Farmville

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