
Il verde è il colore della natura, dell’ambiente, è il colore che si usa per definire un comportamento ecologico, è il colore della sostenibilità, ma molti dei pigmenti usati per produrre il colore verde non sono esattamente eco friendly, né del tutto sicuri per quanto riguarda la salute.
Secondo Michael Braungart, chimico e co-autore del volume di design Cradle-to-Cradle, il processo di produzione del colore verde è ancora molto problematico, così come lo smaltimento degli oggetti di plastica e della carta colorati di verde. Braungart ha sottolineato l’ironia della tossicità del colore scelto per definire i comportamenti sostenibili in un’intervista al New York Times:
“Il colore verde non potrà mai essere verde, a causa del modo in cui viene creato. E’ impossibile colorare di verde la plastica, o stampare con inchiostro verde su carta senza contaminare.“
Cosa aspettiamo quindi a cambiare colore per indicare ecologia e sostenibilità: quale colore proporreste al posto del tossico verde per un comportamento verde?
via | Inhabitat
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Gli attivisti del Guerrilla Gardening, una forma di giardinaggio politico e di azione non violenta, che si ispirano all’uso sostenibile delle risorse naturali, si preparano a diffondere la propria strategia a base di fiori e piante nelle aule dell’Università di Genova.
Per lanciare messaggi di sensibilizzazione e spiegare ai cittadini come riqualificare uno spazio urbano in una notte, grazie a bombe di semi, bulbi, vanghe e terra, l’associazione Terra! ha chiesto aiuto ad Andrea Trasi e Michele Zabiello, rappresentanti del Guerrilla Gardening in Italia. L’incontro per istruire tutti i futuri giardinieri che vivono a Genova, si tiene oggi presso la Facoltà di Architettura, moderato da Giorgio Boratto.
L’incontro, voluto e promosso da Terra!, ha lo scopo di sensibilizzare i cittadini verso comportamenti sostenibili che fanno bene a tutta la comunità, ed aiutare con consigli e partecipazione attiva le amministrazioni locali che non sempre riescono a sostenere le spese per la manutenzione del verde pubblico, né a gestirle al meglio. Se foste a Genova partecipereste all’iniziativa o non vedete di buon occhio che i cittadini debbano darsi al giardinaggio politico perché le amministrazioni non riescono a gestire il verde pubblico?
Via | CS Terra!Onlus
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Chi di noi non ha giocato almeno una volta ai videogiochi Arcade? A partire da questo presupposto, gli ideatori della Teoria del Divertimento, hanno realizzato un raccoglitore di bottiglie vuote che simula un videogioco e assegna tanti punti quanti sono le bottiglie inserite nel raccoglitore-console.
Secondo quelli della The Fun Theory il modo più semplice per cambiare le cattive abitudine e trasformale in buone pratiche è farlo attarverso il divertimento: è bastato richiamare alla memoria un vecchio gioco con la Battle Bank Arcade, o semplicemente inserire nella raccolta differenziata l’elemento del gioco, perchè tutta la città corresse a gettare le bottiglie nei distributori. E a basarsi sulle espressioni della gente, riciclare sembra diventata la cosa più divertente del mondo.
Se l’esempio vi è piaciuto e siete d’accordo che con il divertimento si possa contribuire ad educare la gente a comportamenti sostenibili, affrettatevi: avete tempo fino al 15 dicembre per presentare delle proposte creative al concorso The Fun Theory e metterci in copia perchè se fa bene all’ambiente, su Ecoblog siamo pronti a testare la vostra idea!
Via | Inhabitat