
Questo post è “ricondizionato”, cioè scritto da un computer rigenerato. Esattamente da uno dei 25 notebook di recupero che si trovano nella Sala Stampa della 47esima edizione dello Smau, il Salone internazionale di Information & Communication Technology che ogni anno si svolge a Milano. Computer arrivati alla fine del loro percorso aziendale e che sono stati puliti sia esteticamente sia nell’hardware, poi aggiornati nei software, per farli tornare a funzionare come se fossero nuovi di zecca. Evitando così i rifiuti elettronici e conciliando l’innovazione con la sostenibilità e il risparmio.
A ricondizionarli è stata Rigeneriamoci, una start up nata nel 2007 interna a un’azienda a conduzione familiare, la FastInking, che nel 2009 ha fatturato 800mila euro. La missione? Rigenerare stampanti, consumabili, PC, server e apparati di rete puntando su qualità ed efficienza del servizio, per ridurre l’ewaste e favorire la sostenibilità. Un approccio che in tempi di crisi ha creato un piccolo boom. Dice Marco Gialdi, ad di Rigeneriamoci:
Un personal computer, con installati programmi open source, costa tra i 100 e i 250 euro; un portatile circa 200. I modelli più nuovi arrivano ai 270, ma sono prezzi iva inclusa e le macchine hanno una garanzia di sei mesi. Qui allo Smau presentiamo una partnership con Prestiamoci, una comunità di prestiti tra persone che dà finanziamenti a tasso vantaggioso.
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