Un gruppo di ricercatori del Disney’s Animal Kingdom in Florida ha studiato per la prima volta in maniera sistematica alcuni borbottii emessi dagli elefanti. Sono chiamate in infrasuoni, non udibili dall’orecchio umano, con frequenze tra i 13 e i 35 Hz che possono essere trasmessi ed uditi ad oltre un miglio e mezzo di distanza.
La scoperta di questo scambio di informazioni tra membri di un branco aiuta a comprendere meglio il motivo per cui riescono sempre a ritrovare la loro strada verso casa . Si conosceva la loro capacità di osservare e di ‘odorare’ i propri compagni anche da lunghissime distanze. Tuttavia sembra proprio essere questo sistema di comunicazione a far sì che gli elefanti sappiano con estrema facilita’ identificare il luogo di origine e riconoscere gli altri membri del branco.
Gli studiosi hanno seguito per alcuni mesi , utilizzando il GPS, cinque maschi adulti applicando loro un registratore e hanno potuto verificare che come una persona risponde ad una chiamata in entrata sul proprio cellulare, così gli elefanti che ascoltano un borbottio in distanza sono stimolati a rispondere con un suono simile, e lo sono ancora di più se c’e’ una parentela o amicizia con chi chiama. E’ stato anche scoperto che in diversi casi gli elefanti volontariamente non rispondono ad alcune chiamate, forse provenienti da interlocutori non proprio benaccetti e gli studi futuri del team di ricercatori verteranno proprio nel cercare di capire perche’ gli elefanti non rispondono ad alcune ‘noiose’ chiamate …In attesa dell’esito della ricerca, chi puo’ biasimarli?
Foto|Flickr.com
Via|Dsc.discovery.com
Parte da oggi e fino al 27 aprile “Bidonville” la fiera del baratto e dell’usato presso la Mostra d’Oltremare, rivolto ad un pubblico attento ai consumi, che visita l’evento in cerca di curiosità e in grado di scegliere immediatamente le soluzioni più intelligenti: ricollocare materiali desueti donando loro nuove forme è sintesi di un processo percettivo che consente, con un piccolo gesto, il riuso di un oggetto destinato ad essere cestinato.
E la scelta di comunicare l’evento senza appoggiare la pubblicità ai classici manifesti 6×3 nel rispetto della filosofia che vanno predicando, li ha portati a trovare nuove forme di comunicazione: “Dopo anni in cui, per primi, ci siamo appoggiati al packaging industriale (Latte Berna), alle buste del Pane degli alimenti, a regalare ventagli per il caldo dell’estate, abbiamo scelto stavolta di posizionare le nostre bici gialle, agli angoli delle strade, riciclandole e dando loro una nuova funzione, riutilizzandole - hanno spiegato gli organizzatori-
Ci affideremo a loro, alle idee ad alla parola; al passaparola; alla possibilità di far divenire una rassegna importante, visitata, con tanta gente solo perché “se ne parla”….E questa è già una scelta precisa: togliere i messaggi dal loro piedistallo e giocarci, parlandone. Chiacchierare di memoria, oggetti, ricordi, quotidianità e sogni! Per questo, stavolta, Velo’ diciamo,solamente !Non è poi così difficile, con il fiume di pensieri e parole che si portano appresso”. Chissà che anche attraverso questo si possa contribuire ad un piccola riduzione dell’inquinamento.
Mostra d’Oltremare Napoli
dal 25 al 27 aprile ‘08
dalle 10.00 alle 21.00
Prezzo ingresso 7 euro
gratuito per i bambini fino ai 12 anni
e per le persone dopo i 70 anni
E’ il luogo del sogno, dell’idea che l’umanità tutta possa vivere senza impedimenti come proprietà o soldi. E’ il posto dove tutta la natura è rispettata, dove si coltiva secondo i principi della biodinamica, dove tutti i veleni sono banditi. Dove ogni pianta, albero o foglia è curata come fosse un bambino. Il sogno di Auroville compie 40 anni, nata per volere della Madre, la francese Mirra Alfassa e di Sri Aurobindo, filosofo indiano. Riconosciuta dall’ Unesco e dal Governo indiano, sorge a Pondicherry, ex colonia francese, nel Tamil Nadu, ed è in continua fase di accrescimento, in un area, che, negli ultimi anni sessanta, veniva descritta come in “un avanzato stato di desertificazione”. Furono piantati decine di migliaia di alberi e di arbusti (per essere precisi, oltre 2 milioni) ed incominciò il controllo dell’erosione, con il risultato che l’area ora offre un paesaggio verde e parzialmente coperto di foreste. Parallelamente a questo lavoro, è stata data importanza allo sviluppo dell’uso di appropriate tecnologie non inquinanti e di sistemi di produzione di energia sostenibile.
La città costruita con la forma di una galassia a spirale, comprende quattro settori a raggiera (le
zone internazionale, culturale, industriale e residenziale) e comprende una Green Belt (Fascia verde) che la circonda. Auroville, in continua espansione, al momento annovera circa 1.800 residenti provenienti da circa 35 paesi, gli “aurovilliani” che vivono in più di cento insediamenti di diverse dimensioni e caratteristiche. Obiettivo di Auroville è di arrivare a 50mila abitanti, ma non si sa entro quando. Anche perchè il tempo ad Auroville non ha ragione di esistere.
Abitare sostenibile, dal punto di vista economico, sociale e ambientale, dall’arredamento ecologico, alla riduzione dei consumi fino alle fonti di energia pulita. Questo il cuore della fiera “Fà la cosa giusta” che si tiene a Milano al Fieramilanocity dall’’11 al 13 aprile.
Dalle cooperative di abitanti al cohousing fino ai condomini solidali, come vivere insieme all’insegna dell’integrazione e della socialità; dalle associazioni ai centri di ricerca, esperienze concrete di progettazione del territorio nell’interesse pubblico, questi gli argomenti declinati in più di 15 aree tematiche: energie rinnovabili, risparmio energetico, bio-edilizia, riuso e riciclo, mobilità sostenibile, pace e partecipazione, finanza etica, turismo responsabile, cooperazione sociale, commercio equo e solidale, software libero e information technology etica, agricoltura biologica e a Km zero, editoria e promozione culturale, eco-prodotti, formazione e comunicazione.
Non solo. C’è la possibilità di essere partecipanti attivi a questa iniziativa in qualità di “volontari”, iscrivendosi al, programma che prevede anche una giornata di formazione il 7 aprile. Dai 15 anni in su, tutti sono bene accetti. E per chi lo richiede e frequenta ancora la scuola c’è la possibilità di vedersi convertire le giornate in crediti formativi.
L’italia, in alcune zone, è alla stregua di un paese del terzo mondo per quanto riguarda il trattamento dell’immondizia.
Nelle ingenti somme stanziate e sperperate per non risolvere il problema a livello operativo, poco o niente è stato destinato in questi ultimi dieci anni per educare i cittadini alla raccolta differenziata.
Continua a leggere: Promuovere la raccolta differenziata alla Francese

Dopo settimane di polemica per la questione degli alberi tagliati a Firenze in Viale Morgagni, futura sede della linea 3 della tramvia, ecco che, come promesso e previsto dal fantomatico progetto, nuovi e giovani alberi sono stati piantati.
Uno dice: finalmente! Poi però guarda meglio ed è proprio in quel momento che - come si dice da queste parti - “gli cascano le palle”.
Dopo che le ha raccolte può contemplare con maggior attenzione le seguenti cose:
Una delle “buone abitudini” che più trova difficoltà ad entrare nella routine degli Italiani, è sicuramente quella del riciclo. Vuoi perché da una parte esiste un palese incapacità da parte di molte amministrazioni nella gestione di tali politiche, vuoi perché c’è una discreta pigrizia mentale da parte degli Italiani (specialmente in alcune zone del meridione).
Mancando una sensibilizzazione “dal basso” al problema ( che ha portato a più di una vera e propria crisi in alcune città) sono di vitale importanza oggigiorno campagne (private e pubbliche (poche purtroppo)) che informano sulle politiche e le attività in tale ambito.

Questa settimana ho intervistato Emanuela Celona, caporedattore di Piemonte Parchi, per sapere come si vive occupandosi a tempo pieno di comunicazione ambientale presso un ente pubblico.
Ciao Emanuela, puoi raccontarci in che cosa consiste il tuo lavoro?
Difficile sintetizzare. In sostanza mi occupo della “cucina” del giornale: redazionare i testi, scegliere le foto per un articolo, affidare un articolo a un collaboratore particolarmente “indicato” per un argomento (stesso discorso per i fotografi), vedere le bozze del giornale prima che vada in stampa, chiudere il numero in tipografia… e cose di questo genere. Purtroppo però, il tempo per fare il lavoro che preferisco, quello del giornalista che “scrive” e soprattutto racconta ciò che ha visto, è sempre più rosicchiato dalle altre incombenze… Intendiamoci, mi piace leggere gli articoli degli altri… però, a volte, vorrei riuscire a scrivere un po’ di più… (!)
Continua a leggere: Diventare redattore per un giornale di parchi

Come avrete forse notato nell’ultimo mese, sulle pagine di Blog.it sono comparsi alcuni post con un comune denominatore tematico: l’advertising. Una rubrica settimanale di riflessione su campagne pubblicitarie da tutto il mondo dedicate ai temi dell’ecologia intesa in senso ampio. La peculiarità della rubrica sta nella sua natura bifronte, metà Eco e metà Design. L’appuntamento settimanale consta infatti di un cross-post fra Ecoblog e Designerblog: due post, due punti di vista, stessa pubblicità trattata.
Continua a leggere: La pubblicità tra ecologia e comunicazione
Serviceplan per Unicef
I problemi legati all’acqua saranno (stando ai pareri di esperti) le sfide cruciali che l’uomo dovrà affrontare in questo nuovo secolo. Oltre al preoccupante interessamento del mondo delle lobby a sottomettere l’acqua alle leggi di mercato e ai problemi di disponibilità in certe regioni, uno delle principali pericoli ad essa legata è la sua salubrità.
Continua a leggere: EcoPubblicità - 1,5 milioni di morti infantili per inquinamento delle acque