
Tomas Bautista ha un “vizietto” decisamente particolare, oltre che aboninevole, che lo ha portato dritto dritto dietro le sbarre di una cella in Florida. Il reato di zoopornografia è un reato anche nello stato della Florida. Bautista è accusato di crudeltà verso gli animali dopo che, al termine di una notte brava il cui filone principale è stato l’abuso di alcool, ha abusato sessualmente del chichuahua del suo compagno di stanza.
Clemente Velasquez, il coinquilino di Bautista è rientrato a casa, ha visto l’amico ubriaco e lo ha invitato ad andarsene in camera. Bautista, per tutta risposta è uscito sul retro della casa seguito da Mimi, il chihuahua di Velasquez. Lo stesso Velasquez ha raccontato alla polizia di aver uditè Mimi guaire e, presa una torcia, è corso all’esterno e ha visto Mimì sanguinante e Bautista con le braghe calate. Lui ha provato a discolparsi ma dovrà comunque presentarsi davanti al giudice.
Via| NY Daily News
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Da Peace Reporter ci arriva una storia controversa, di quelle che non si sa da che parte stare: un uomo è stato condannato per inquinamento ambientale perchè ha dato da bere acqua in bottiglie di plastica ai clandestini in fuga da uno stato all’altro.
Siamo in Arizona e la triste storia si svolge lungo il sentiero della speranza, quello che dal Messico porta i clandestini fino in Arizona, attraverso il Buenos Aires National Wildlife Refuge, un parco attraversato ogni anno da migliaia di clandestini. L’uomo, Walt Staton, da cinque anni circa, aveva cominciato insieme ad altri uomini a lasciare bottiglie di plastica lungo il cammino affinchè i clandestini potessero dissetarsi.
Ma la linea dura dell’Arizona contro la clandestinità ha condannato l’uomo, aderente all’organizzazione religiosa “No more Death” ad un anno di libertà vigilata e a 300 ore di servizio comunitario per inquinamento ambientale a causa dell’abbandono delle bottiglie di plastica. Se foste della corte, vi schierereste comunque dalla parte dell’ambiente o tutelereste la vita dell’uomo prima di quella della natura? A voi l’ardua sentenza.
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Pagherà l’Italia per la questione immondizia campana. A poche ore dalla ripresa dell’emergenza, come ha segnalato piccolosocrate nel post più sotto, sappiamo che pagherà la nazione, com’è giusto, per l’incapacità tra amministratori locali, nazionali, commissari ordinari e straordinari di mettere ordine nella filiera smaltimento rifiuti. Il passaggio formale si compie domani 6 maggio, per dare il tempo a Bruxelles di informare Roma sul deferimento dell’Italia alla Corte di Giustizia europea.
Mentre oggi si decide anche se aprire una nuova procedura sul caso del piano per la gestione dei rifiuti pericolosi nel Lazio, dopo che la Corte ha già condannato l’Italia. In arrivo, nel prossimo futuro, dunque multe salatissime per l’intero Paese per una questione non ancora risolta. E una certezza: in Italia non sappiamo, non vogliamo, non ci “conviene” gestire i rifiuti.
Per Bruxelles “il fattore chiave è l’evidente fallimento dell’applicazione della direttiva rifiuti e del piano regionale sulla gestione dei rifiuti della Campania del 1997 - e soprattutto - si sottolinea - non venivano date indicazioni sui tempi di attuazione riguardanti l’effettivo funzionamento degli impianti Rdf (Refuse Derived Fuel, ovvero i termovalorizzatori), gli inceneritori e le discariche”. “Possiamo concludere - si legge alla fine del documento - che gli elementi per attuare un effettivo sistema di gestione dei rifiuti sono ancora lungi dall’essere completati, e quindi si propone di adire la Corte di giustizia” contro l’Italia.
Acerra, non ci sta più. E in merito alla questione rifiuti, inquinamento dei suoli , discariche abusive e inceneritore presenta, portandola direttamente a Bruxelles, una denuncia a carico di Romano Prodi e una richiesta di aiuto disperata alla Comunità Europea, attraverso una conferenza stampa aperta ai cittadini, perché intervenga direttamente nella bonifica dei suoli del “triangolo dei veleni” che assieme ad Acerra includono anche i comuni di Nola e Marigliano. La denuncia è stata presentata anche alle Procure di Napoli e Roma, in vista della prossima udienza, in programma per il 14 maggio, del processo contro Impregilo e l’ex commissario per l’emergenza rifiuti in Campania, Bassolino, per cui Acerra si è costituita parte civile.
“L’ordinanza di Prodi, per cui l’inceneritore debba bruciare tutte le balle di rifiuti, è illegale – dice Espedito Marletta sindaco di Acerra- La situazione del nostro territorio è diventata di estrema drammaticità dal punto di vista ambientale –continua il primo cittadino- Sulla vicenda, in 14 anni, i commissariati hanno sterilizzato le istituzioni, di fatto esautorandole. Questo è il vero dramma. Le bonifiche? Gli enti fanno fatica a farle ”.
E più inferocito che mai Marletta aggiunge: “E’ evidente che il fine non è quello di risolvere l’emergenza rifiuti bensì favorire la partecipazione alla gara per la gestione dell’inceneritore creando «convenienza economica» per le imprese partecipanti. Ricordo che l’onorevole Prodi era presidente della Commissione europea quando fu adottata la direttiva 77/2001 riferita all’utilizzo del Cdr a norma di legge e che il Parlamento italiano, non più di due mesi prima dell’adozione dell’ordinanza sul Cip6 da parte del presidente del Consiglio, aveva deciso di non applicare tale incentivo”.