Non ci voleva un genio per prevederlo: la Conferenza Stato-Regioni, che si è riunita in tarda mattinata, ha bocciato la bozza del quarto conto energia proposta dal ministro Paolo Romani. Come ha dichiarato il presidente della Conferenza, Vasco Errani
Non sono state accolte le nostre proposte tese a salvaguardare i diritti acquisiti dagli operatori e a garantire un decremento delle tariffe in linea con le esigenze del settore e con la necessaria tutela dei posti di lavoro
L’unica cosa ritenuta positiva dai governatori nel decreto “ammazza rinnovabili”, infatti, è il bonus dato a chi sostituisce i vecchi tetti in eternit con i pannelli fotovoltaici. Per il resto nulla è stato condiviso. Cosa ha risposto Romani? Che, francamente, se ne infischia: domani firma lo stesso il decreto.
Via | L’Essenziale Ambiente
Dopo il no delle associazioni italiane del fotovoltaico, dopo il no di quelle estere, dopo il no del commissario europeo all’Energia Oettinger, dopo il no di sindacati lavoratori e industriali, dopo il no degli scienziati del clima, adesso tocca alle regioni dire la propria sul decreto “ammazza rinnovabili” e sul quarto Conto Energia.
L’occasione è proprio oggi: alle 12:00 è convocata la Conferenza Stato-Regioni che, fino a ieri, aveva solo questo punto all’ordine del giorno. Poi è stato inserito anche un parere sul Programma Infrastrutture Strategiche e uno sul Documento di economia e finanza 2011.
Ma saranno i nuovi incentivi statali al fotovoltaico a fare la parte del leone nella discussione, che si prevede accesa. Anche perché la maggior parte dei governatori italiani, nel giro di pochi giorni, ha prima tirato un sospiro di sollievo sulla possibilità di vedersi “regalata” una centrale nucleare e poi ha capito che il giochetto del governo era solo per bloccare il referendum. E poiché, ormai lo hanno capito tutti, i soldi sia per il nucleare che per le rinnovabili non bastano provate a indovinare cosa diranno oggi i governatori al governo?
Via | Conferenza Stato-Regioni
Foto | Flickr
La Camera si espressa con un voto contrario alla possibilità per comuni e regioni di esprimere un parere vincolante rispetto all’approvazione della costruzione di centrali nucleari sul territorio di loro pertinenza. Insomma, l’auspicata conferenza Stato-Regioni che dovrebbe essere alla base del dialogo politico per l’individuazione dei siti su cui andare a costruiore le centrali nucleari italiane non si terrà mai.
La proposta che sarebbe stata allegata al disegno di legge Sviluppo e Energia era partita dall’ANCI (Associazione nazionale comuni italiani) che aveva chiesto a diversi deputati, specialmente pugliesi (qui la lista dei voti a favore e dei voti contrari), sostegno in questa iniziativa. Appoggio che evidentemente non c’è stato.
Ha detto Fabiano Amati Vice-Presidente Anci:
Siamo francamente dispiaciuti! Dopo l’approvazione del Senato, l’Associazione dei Comuni aveva richiesto ai Deputati ed in particolare a quelli pugliesi l’impegno ad introdurre nel disegno di legge una norma che attribuisse ai Comuni e alle Regioni il parere vincolante su tutte le ipotesi di individuazione dei siti nucleari.
Dunque, la strada intrapresa dal nostro Governo è quella di sganciare, almeno per quanto riguarda il nucleare, il parere della gente che non sarà più interpellata rispetto alla volontà di ospitare sul territorio una centrale nucleare. Fanno notare all’Anci-Puglia che le promesse del Premier Berlusconi, rilasciate proprio a Bari e antecedenti le tornate elettorali di giugno avevano ben altro tenore:
Se dovesse aprirsi una possibilità di un collocamento in Italia di una centrale questo avverrà nell’ambito della conferenza Stato-Regioni con l’accordo delle Regioni.
Via | Brindisi sera
Foto | Flickr