
Dura presa di posizione del ministro della Salute Ferruccio Fazio sulle piantagioni Ogm. Il ministro, infatti, pur non escludendo in assoluto la possibilità di discutere l’argomento mette in evidenza come, fino a questo momento, gli Ogm siano solo serviti ad abbattere i costi, e aumentare i profitti, delle grandi coltivazioni:
Ritengo che l’Ogm ad oggi abbia avuto uno sviluppo fondamentalmente orientato a creare risparmi su grandi produzioni e non è stato invece sufficientemente orientato al consumatore
Diverso, continua Fazio, è il discorso se gli Ogm fossero pensati per un miglioramento anche qualitativo dei prodotti agricoli:
Continua a leggere: Il Ministero della Salute contro gli Ogm: orientati solo al profitto
A meno che non si sia allergici ai pollini e li si odi così tanto da volerne l’estinzione almeno da marzo fino a giugno, difficilmente ci si cura dei pollini e delle loro proprietà. Ci pensa in questo video Jonathan Drori, esperto di comunicazione della BBC, a presentarci i pollini ad uno ad uno, ognuno con le sue caratteristiche e le sue proprietà che lo rendono elemento fondamentale in Natura.
Ogni spora di polline, visto al microscopio, è un elemento naturale dalle forme e dai colori meravigliosi. Ed è anche un discreto viaggiatore, veicolo di vita e di conservazione della biodiversità: a volte basta un solo granello di polline per salvare una specie in via d’estinzione, così come è accaduto all’ultimo esemplare dell’albero della gomma dell’Isola di Sant’Elena.
via | ted

La nazionale di calcio del Camerun è pronta a scendere in campo per la tutela della biodiversità del mondo, guidata dal suo giocatore più famoso, l’interista Samuel Eto’o. L’iniziativa si chiama Play for Life ed è promossa dall’UNEP, programma per la tutela dell’ambiente delle Nazioni Unite, in partnership con Puma.
Play for Life mira a sensibilizzare ed informare per la conservazione della biodiversità appassionati di calcio, tifosi e pubblico durante i prossmi eventi calcistici in Africa: la Coppa d’Africa in Angola, le partite amichevoli ed i Mondiali di calcio, evento ad altissimo impatto. Per l’occasione, le 12 squadre africane sponsorizzate da Puma, indosserano l’Africa Unity Kit, diventando ambasciatrici di un messaggio di tutela ambientale rivolto agli africani e al pubblico internazionale.
Dalla vendita del kit, approvato dalla Fifa, si ricaveranno fondi volti a tutelare le biodiversità del continente africano e a salvaguardare specie a rischio come leoni, elefanti e gorilla.
Sul fondo dello Ionio, tra Puglia e Calabria, ci sono ecosistemi delicati, preziosi per la conservazione della biodiversità e zone a rischio frane e faglie da cui esce gas. Conclusione? Lo Ionio non è il mare più adatto per l’impianto di gasdotti o per l’installazione di altre opere perchè il suo fondale è troppo fragile.
Questo è quello che emerge dallo studio dei fondali marini che mira a mappare le zone a rischio geologico che potrebbero causare terremoti e tsunami, all’interno del progetto di monitoraggio della Protezione Civile “Carta di pericolosità dei fondali marini”. A mappare si è partiti da Puglia e Calabria, precisamente dalle analisi effettuate da Torre Pali fino al Golfo di Taranto sul lato pugliese e sul lato calabro da Scanzano Jonico fino al Golfo di Squillace. Leggo sul Quotidiano che “la Calabria è esposta al rischio di terremoti potenzialmente devastanti a causa di faglie sottomarine di fronte al Golfo di Squillace e di vulcani di fango attivi nei pressi di Crotone”.
Per quanto riguarda il versante pugliese dello Ionio, i fondali sono considerati molto preziosi per la salvaguardia delle specie: “A largo del litorale di Santa Maria di Leuca sono stati identificati banchi carbonatici molto probabilmente costituiti da coralli bianchi già noti, che si pensava non esistessero più. Si tratta di ecosistemi delicati che si sviluppano solo con temperature e nutrienti particolari. Non sono direttamente correlati a condizioni di criticità del fondale, ma piuttosto rappresentano zone da evitare se si ipotizza, per esempio, di posare sul fondale marino pipeline od opere varie. Vanno evitati sia perché si tratta di strutture intrinsecamente fragili, sia perché preziose in termini di biodiversità”.
Foto | Flickr
Recentemente, un film dal titolo Hotspots (in vendita in dvd) ha ripercorso la lunga e avventurosa carriera di Russell Mittermeier, presidente di Conservation International (una delle più importanti organizzazioni internazionali per la tutela della biodiversità), durante la quale l’Indiana Jones delle scienze naturali, come lo definisce uno dei produttori del film, ha girato il mondo in lungo e in largo alla ricerca di quelle che oggi vengono considerate le aree chiave per la conservazione della biodiversità del pianeta.
Per la maggior parte delle persone gli hotspot sono i punti in una città dove è attiva una rete Wi-Fi ad accesso pubblico.
Per qualunque ecologo o naturalista questa parola ha però tutt’altro significato. Per lui, o lei, gli hotspot sono le aree d’importanza prioritaria per la conservazione della biodiversità del pianeta.
Continua a leggere: Gli hotspot di biodiversità e la vita di Russell Mittermeier diventano un film