
L’Italia si adegua alla normativa europea sui parametri ambientali per gli appalti pubblici: il Consiglio dei Ministri emanato due decreti legislativi per il recepimento della 2009/33 che ha a che fare con il risparmio energetico e l’efficienza energetica negli appalti delle pubbliche amministrazioni. Il provvedimento prevede che le amministrazioni aggiudicatrici, gli enti aggiudicatori e gli operatori soggetti all’obbligo di applicare procedure di appalto, debbano fissare specifiche tecniche in materia di prestazioni energetiche ed ambientali nei documenti preparatori.
Il risparmio e l’efficienza energetica, quindi, diventano un parametro da tenere in considerazione quando si sceglie a chi far fare un’opera pubblica. Un primo passo verso la progettazione ecocompatibile, che potrebbe premiare chi è già pronto ad offrire progetti in linea con le esigenze dell’ambiente e sfavorire chi, al contrario, preferisce ancora fregarsene.
Altro decreto approvato dal governo è quello che modifica la disciplina nazionale in materia di pile ed accumulatori di energia e relativi rifiuti speciali, adeguandola ai più recenti dettati comunitari in materia (direttiva 2008/103). Norme tecniche che, in teoria, il nostro governo doveva introdurre in Italia entro il 5 gennaio 2009.
Via | Consiglio dei Ministri
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Il Consiglio dei Ministri, alla fine, ha nominato i componenti dell’Agenzia per la Sicurezza Nucleare che, da oggi, esiste. Noto da mesi il nome del presidente: Umberto Veronesi.
Gli altri componenti sono: Maurizio Cumo (professore Impianti Nucleari alla Sapienza di Roma), Marco Enrico Ricotti (ingegnere nucleare e professore al Dipartimento Energia - Divisione Energia Nucleare del Politecnico di Milano), Michele Corradino (capo di gabinetto del Ministero dell’Ambiente e professore di diritto amministrativo), Stefano Dambruoso (ex sostituto procuratore antimafia della Repubblica di Milano).
Un mix di nomine tecniche e politiche, quindi. Sono passati pochi minuti dalla diffusione della notizia che Legambiente ha subito commentato: “ora siamo veramente preoccupati”. Il presidente dell’associazione ambientalista, Vittorio Cogliati Dezza, ha affermato:
Con tutto il rispetto per le persone non capiamo quali garanzie possano dare ai cittadini, interessati alla sicurezza ambientale e tecnologica degli impianti, le nomine di figure quali magistrati o di un eminente medico come Veronesi. Da parte nostra quindi, potremo solo continuare a sostenere le motivazioni di quanti vorranno fare lecita resistenza all’ipotesi di realizzazione di nuove centrali sul territorio
Via | Gli Italiani, Comunicato Stampa Legambiente
Foto | Napoli Punto e a Capo

Il Consiglio dei ministri, con un’ordinanza di protezione civile, ha dichiarato lo stato di emergenza rifiuti in Sicilia fino al 31 dicembre 2012 e ha nominato l’attuale governatore Raffaele Lombardo commissario straordinario. Era stato lo stesso Lombardo, pochi giorni fa, a candidarsi a commissario.
Forte del commissariamento, Lombardo potrà agire in deroga alle procedure vigenti per mettere in atto l’ultimo piano rifiuti approvato a fine marzo dall’Assemblea regionale siciliana che ha ridotto gli Ambiti territoriali ottimali da 27 a 10 (uno per provincia, più uno dedicato alle isole minori). Il commissariamento, però, è solo apparentemente una novità: dal 1999 ad oggi, infatti, la Sicilia ha già avuto altri tre (i presidenti Capodicasa, Leanza e Cuffaro).
Né è una novità il trasferimento di 200 milioni di euro da Roma a Palermo per la gestione dell’emergenza: in occasione del primo commissariamento (che aveva prodotto un buon piano senza prevedere alcun termovalorizzatore, poi stroncato) erano stati traferiti circa 700 miliardi di lire. La novità, invece, è la provenienza: i 200 milioni provengono dai famigerati Fas, i Fondi per le aree sottoutilizzate, che dovevano servire a incrementare lo sviluppo economico della Sicilia e che, invece, verranno utilizzati per raccogliere (e forse bruciare) l’immondizia e per completare gli impianti.
Di questi soldi Lombardo potrà fare ciò che vuole, senza rendere conto a nessuno o quasi. Il potere che ha in mano adesso il governatore siciliano è enorme, come anche la responsabilità. Il problema, però, è che questa storia i siciliani l’hanno già vista…
Via | Live Sicilia

Più che una promessa, sembra una minaccia. Sollecitato dall’eco avuto dalle forti critiche ricevute dal mondo ambientalista, più che dall’emergenza in corso, il presidente del Consiglio dei Ministri Berlusconi ha annunciato la strategia del Governo per fronteggiare la crisi rifiuti siciliana: farà come a Napoli.
Cioè, giusto per ricordarlo, dichiarerà per l’ennesima volta lo stato di crisi ambientale, farà scendere a Palermo Bertolaso, militarizzerà una decina di grosse discariche (magari non a norma) dichiarandole sito militare e costruirà un termovalorizzatore con procedure di somma urgenza, incarico diretto senza gara e pagamento cash alla consegna.
Già, perchè alla fine il succo del problema non è togliere i rifiuti ma bruciarli. Berlusconi sa bene che in Sicilia i piani della lobby del termovalorizzatore stanno incontrando ostacoli insormontabili e, per questo, il premier ha deciso di scavalcare le procedure per chiudere una questione che sta andando troppo per le lunghe.
Perchè un governatore come Raffaele Lombardo, che ha cambiato idea almeno tre volte sui termovalorizzatori (dall’entusiasmo all’esorcismo) e che a Catania è indagato per concorso esterno in associazione mafiosa (qualche ardito giornalista dice che la richiesta d’arresto è già pronta ma in stand by) mentre a Palermo è persona informata sui fatti nel mega affare dei termovalorizzatori (l’affare del secolo, così l’ha definito Lombardo) non è certo la persona più adatta per sbloccare la situazione.
E, allora, se i forni non li fa Raffaele li farà Silvio. E di gran fretta, come a Napoli…
Via | Blog Sicilia
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Solo di voci si tratta, quindi la notizia va presa ancora con le dovute precauzioni, tuttavia sembra proprio che il Governo italiano abbia in programma il taglio del Conto Energia del 20%, una percentuale particolarmente alta. Sarebbe infatti pronta una bozza, che andrà in uno dei prossimi Consigli dei Ministri, nella quale si discuterà proprio di questo tema.
A riferirlo il presidente dei Verdi, Angelo Bonelli, a margine di una manifestazione contro il ritorno del nucleare in Italia. Se così sarà, come giudicare questa mossa del governo? Appena qualche tempo fa sottolineavamo come il nostro Paese stesse finalmente raccogliendo i frutti dell’incentivazione al fotovoltaico (iniziata nel 2005, poi perfezionata nel 2007 con il nuovo Conto Energia) poiché dallo scorso anno occupava una buona posizione in Europa in quanto a potenza installata.
Dato questo trend positivo mettevamo l’accento sul fatto che fisiologicamente il Conto Energia avrebbe per forza di cose dovuto subire un ridimensionamento verso il basso, tuttavia eravamo ben lontani da supporre che il taglio sarebbe potuto essere così drastico da un anno all’altro. Nonostante i costi delle tecnologie starebbero effettivamente subendo un abbassamento di prezzi, non sarebbe forse il caso di diluire meglio nel tempo la riduzione degli incentivi?
Continua a leggere: Conto Energia: si va verso il taglio del 20% a partire dal 2011
E’ stato approvato questa mattina a Palazzo Chigi un disegno di legge, proposto dal Ministro dell’Ambiente Stefania Prestigiacomo, finalizzato allo sviluppo e all’incremento degli spazi verdi urbani, unitamente a un processo di sensibilizzazione sul tema della tutela ambientale e della diffusione della “cultura degli alberi” tra le nuove generazioni.
Fulcro della proposta, che ha colto consensi fra i deputati, è il recupero e il rilancio della “giornata nazionale degli alberi” da celebrarsi ogni 21 novembre. Secondo le intenzioni della proponente, ogni anno avrà un tema specifico, considerato di rilevante valore etico, culturale e sociale, tale da imprimere nuovo interesse e consapevolezza sulla tutela degli habitat e della biodiversità. Sempre secondo il Ministro, infatti, tale iniziativa è funzionale al raggiungimento degli obiettivi fissati dal Protocollo di Kyoto non potendo la questione climatica prescindere dall’interesse e dall’impegno trasversale profuso dalla popolazione a tutti i livelli.
Un singolo albero è in grado di fornire abbastanza ossigeno per 10 persone e di assorbire, a seconda delle dimensioni, da 7 a 12 kg di emissioni di CO2 all’anno. Inoltre, riduce l’inquinamento acustico e può far risparmiare sino al 10% del consumo energetico.
Inoltre, il disegno di legge, se effettivamente adottato comporterebbe la modifica della legge 113/1992 (detta “legge Rutelli”) dando effettività all’obbligo imposto ai Comuni di piantare un albero per ogni neonato residente. Il provvedimento verrà trasmesso alla Conferenza Stato-Regioni per il parere di competenza.
Via | ministero ambiente
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Siamo di fronte all’ennesimo conflitto Stato-Regioni sull’energia. Dopo lo scontro sul nucleare e sul petrolio, questa volta tocca alle biomasse e la Regione contestata sono le Marche a causa della legge finanziaria regionale che, tra mille altre cose, introduce anche il divieto di costruire in territorio marchigiano impianti di produzione di energia da biomassa dalla potenza termica superiore ai 5 MW.
Il Consiglio dei Ministri, nella seduta del 10 febbraio, ha deciso di impugnare tale legge perchè la legge nazionale sulla valorizzazione energetica delle biomasse non prevede tale soglia che, nelle Marche, ha già fatto una vittima: l’impianto di Schieppe, in provincia di Pesaro e Urbino, che non è stato autorizzato dalla Regione proprio perchè di potenza termica superiore ai 5 MW.
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