
Dopo aver analizzato i criteri che ci consentono di avere un’illuminazione efficiente e dunque a basse emissioni di CO2 e con considerevole risparmio sulla bolletta energetica, passo ad analizzare le caratteristiche dei nuovi tipi di lampadine con i criteri per ottimizzare risparmi e emissioni.
Facciamo innanzitutto due brevi considerazioni:
Uno dei parametri più importanti, nella scelta delle lampade a basso consumo è l’efficienza luminosa che è si esprime in lumen/watt: il parametro definito dal rapporto tra il flusso luminoso emesso (in lumen) e la potenza elettrica assorbita (in watt). Questo parametro definisce il rendimento e di seguito i consumi energetici. Ad esempio, le vecchie lampade ad incandescenza, le più diffuse nel civile hanno una bassissima efficienza: una lampadina da 150 watt emette circa 2.000 lumen, ovvero 2.000:150 = 13 lumen per ogni watt assorbito.
Dopo il salto i valori e l’analisi delle diverse lampadine.
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L’attuale modello che punta alla riduzione dei consumi energetici “casalinghi” potrebbe avere un problema. Negli ultimi anni i principali elettrodomestici, quelli che erano già diffusi nell’occidente dagli anni 70 del secolo scorso in avanti, hanno migliorato nettamente la loro efficienza energetica. Classe A, AA, AAA+, ormai si trovano sul mercato frigoriferi, lavatrici e lavastoviglie che consumano relativamente poco, eppure i consumi energetici domestici continuano ad aumentare?
La colpa? Secondo il rapporto “L’elefante nel salotto“, realizzato della Energy Saving Trust, un’organizzazione indipendente che fornisce consigli e raccomandazioni per il risparmio energetico e la riduzione delle emissioni di carbonio, i principali responsabili della crescita della domanda energetica (del 600% fra il 1970 e il 2009 in UK) sono i grandi televisori al plasma, i frigoriferi con oltre 600 litri di capacità, i router wireless, i faretti alogeni e poi tutta la serie di notebook, iPad, iPod e gadget che richiedono continuamente di essere ricaricati. Il dottoressa Paula Owen, autrice del report, ha spiegato:
Se guardiamo nel corso degli ultimi cinque anni molte cose sono cambiate e molti progressi sono stati fatti nel tentare di ridurre i consumi puntando ad elettrodomestici più efficienti, ma dove c’è ancora molto da lavorare è con i nostri “gadget” e sul cosiddetto home entertainment che consumano sempre più energia. Quello che stupisce è che persone che valutano molto attentamente i consumi quando comprano un’automobile non fanno lo stesso quando acquistano elettrodomestici.
Il problema è proprio questo, lo centra perfettamente la Owen, al contrario di quanto avviene per le auto quando dobbiamo acquistare un mega televisore al plasma difficilmente ci rendiamo conto di quanto, una volta collegato alla nostra presa di corrente, costerà su base mensile ed annua a noi e al pianeta.
Il fresco profumo di pulito emesso dalle asciugatrici nasconde veleni e sostanze inquinanti. La scoperta è da attribuire ad uno studio che ha individuato nei detersivi e nei fogli profumati che vengono aggiunti al bucato all’interno delle asciugatrici. Gli scarichi di questi elettrodomestici non erano stati mai monitorati, ma è bastato fare una semplice prova per rilevare 25 composti organici volatili di cui sette inquinanti pericolosi.
In particolare due di queste sostanze volatili, acetaldeide e benzene, sono state classificate dall’agenzia per la protezione ambientale americana come cancerogene, con annessi limiti per il livello di esposizione. Come spiega Anne Steinemann, professore di ingegneria civile e ambientale e degli affari pubblici presso l’Università di Washington:
Questi prodotti possono avere effetti non solo sulla salute personale, ma anche sulla salute pubblica e dell’ambiente. Le sostanze chimiche possono liberarsi nell’aria e negli scarichi dell’acqua. Concentriamo molta attenzione su come ridurre le emissioni di sostanze inquinamenti dalle automobile, ma anche questa è una fonte di inquinanti che potrebbe essere ridotta.
Tutto questo senza considerare come le asciugatrici siano elettrodomestici (ad elevati consumi energetici) dei quali si potrebbe tranquillamente fare a meno, soprattutto in un paese come il nostro nel quale il sole per asciugare “naturalmente” il bucato non manca.
Via | Futurity
È appena partita la European citizen climate cup, la competizione che mette in gara le famiglie europee che vogliono diventare “Campioni energetici dell’anno“. In Italia il progetto, coordinato dalla società tedesca Co2online e finanziato dalla Commissione europea, è stato avviato grazie alla collaborazione con Adiconsum che assisterà le famiglie italiane partecipanti fornendo loro un audit energetico, ovvero un check-up energetico preliminare della propria casa prima di dare il via alla “corsa al risparmio”.
L’iniziativa ha lo scopo di lavorare sulla sensibilizzazione delle famiglie problemi sull’atavico problema dell’inefficienza energetica delle abitazioni. Secondo le stime l’energia sprecata dalle abitazioni private ogni anno è pari a quella prodotta da 7 centrali nucleari da 730 megawatt, senza contare che l’80% delle emissioni di CO2 è generato dal consumo energetico quotidiano. Delle politiche per il risparmio e la razionalizzazione dei consumi potrebbero contribuire anche a ridurre le emissioni di gas serra.
Le iscrizioni alla gara sono aperte sul sito ufficiale della manifestazione: è sufficiente registrarsi e monitorare i propri consumi energetici abituali. Per vincere sarà necessario “risparmiare” nel corso dell’anno, non solo adottando comportamenti virtuosi, ma anche documentando interventi tecnici di modifica degli impianti delle abitazioni che consentano un risparmio e una riduzione degli sprechi.
Il software utilizzato individuerà il “Campione energetico dell’anno“, ma tutti i partecipanti saranno anche divisi in squadre corrispondenti alle diverse nazioni europee per stilare una classifica che determini la nazione vincitrice della “Coppa climatica“. Noi, chiaramente, vi consigliamo di partecipare e di raccontarci le vostre esperienze. Buona gara a tutti!
Il riciclo è una risorsa e serve non solo contrarre l’uso di risorse naturali, ma anche risparmiare energia e a diminuire i rifiuti da smaltire. Dunque, Icea, organismo di certificazione etica e ambientale ha rilasciato i primi standard per la certificazione dei prodotti realizzati con materiali da riciclo. Effettivamente un passo necessario considerato che sul mercato si trovano sempre più spesso prodotti derivati appunto non più da materie prime ma da materiali di riciclo. E non è detto che siano sempre rispettosi dell’ambiente.
Lo standard coinvolge una serie di prodotti che vanno dal tessile, agli imballaggi, ai materiali per bioedilizia, arredamento ecc. e il procedimento è comunque applicabile anche a diverse altre categorie. Spiegano all’ICEA:
Lo schema di certificazione analizza i flussi di materia ed energia al fine di determinare il contributo di ciascun prodotto per materie prime vergini risparmiate, riduzione dei consumi energetici e riduzione dei rifiuti. La valutazione si estende all’intero ciclo di vita del prodotto e si basa sulla metodologia Life Cycle Assessment (LCA), attraverso la quale I flussi di materia e di energia identificati lungo l’arco dell’intero ciclo di vita del prodotto vengono ordinati, classificati ed aggregati in diverse categorie di impatto ambientale, tecnicamente detti indicatori aggregati di impatto.
Via | Teatro Naturale
Foto | Flickr
L’etichetta che ci informa sui consumi energetici degli elettrodomestici, dal 2020 si arricchirà di tre nuove classi energetiche (dalla più economia a quella che consuma di più) e in aggiunta alla A ci saranno A+, A++ e A+++.
Il Parlamento europeo ha approvato la nuova direttiva proprio oggi e sarà formalmente pubblicata sulla Gazzetta ufficiale dell’Ue il prossimo giugno.
Grazie alla nuova direttiva, dunque, si affina, per i consumatori, la conoscenza dei consumi energetici degli elettrodomestici tanto che il parlamento ha previsto che sia le pubblicità sia i cartellini dei prezzi debbano contenere i riferimenti alla classe energetica del prodotto in vendita e ciò per garantire al consumatore la massima trasparenza in fatto di prestazioni energetiche.
Dopo la pubblicazione della direttiva sulla Gazzetta Europea, gli Stati membri avranno a disposizione un anno per recepirla come legge nazionale.
Via | Droit-finances
Foto | Bristol
Ridurre il consumo di energia non è una fissa da ambientalisti ma una necessità ambientale. Ne consumiamo troppa e sopratutto in casa attraverso i vari elettrodomestici. Non in tutte le case italiane ci sono quelli a basso consumo energetico e non tutti gli italiani sanno ancora bene come usarli in maniera corretta; in molti poi, dicono di adottare sistemi di risparmio energetico ma in realtà non lo fanno.
Su queste falle energetiche si fonda il progetto BeAware, Boosting energy awareness with adaptive real-time environments, che grazie al finanziamento Ue e al lavoro dei ricercatori dell’Università di Padova, vuole stilare il profilo del consumatore medio di energia in Europa. L’obiettivo è indurre i cittadini, attraverso specifici software a comprendere quanta energia usano e a imparare a gestirla attraverso la manutenzione degli elettrodomestici.
La ricerca si svolge con un semplice test da compilare on line in cui si richiede di spiegare attraverso risposte, la mappa dei propri consumi energetici. Però, i ricercatori guidati dal prof.Luciano Gamberini, ad esempio a proposito della domanda se si aveva l’abitudine di lasciare luci accese in casa, ha scoperto che almeno il 50% degli intervistati mentiva sulla risposta. Dunque, non tutti adottano, sebbene ne siano a conoscenza, le soluzioni per non sprecare energia. Da qui la necessità di strutturare un software di monitoraggio per i consumi energetici e per la manutenzione degli elettrodomestici facile e intuitivo.
Quando la gara stimola a far bene: potrebbe essere questo lo slogan di una curiosa idea portata avanti negli Stati Uniti in tema di efficienza energetica. In sostanza alcune cittadine americane hanno istituito una competizione a premi fra i singoli vicinati.
Ebbene sembrerebbe che se le persone devono confrontarsi con i propri vicini di casa riescono effettivamente a ridurre il proprio consumo energetico, portandolo (in alcuni casi) a valori accettabili. Fare una bella figura con gli altri sarebbe un motivo sufficiente per fare accettare alla gente dei piccoli sacrifici o accorgimenti a favore dell’ambiente.
Quali questi sacrifici? Si parte dalla scelta per le lampadine a basso consumo, allo spegnimento della tv e della macchina del caffè evitando lo stand-by, all’utilizzo della lavastoviglie e della lavatrice solo a pieno carico. La psicologia, sottolineano i responsabili dell’iniziativa, assume una parte importante del gioco: tenere il passo con il vicino sarebbe quindi motivo sufficiente per ottenere una riduzione del consumo energetico.
Continua a leggere: Il campanilismo di vicinato come arma per l'efficienza energetica
Interessante iniziativa quella che a partire dall’anno prossimo verrà portata avanti dalle Ferrovie dello Stato. L’obiettivo è quello di cercare di far aumentare i passeggeri del treno rispetto a quelli di aereo e automobile, il tutto facendo ricorso alla carta della sostenibilità ambientale. Sui treni verrà infatti lanciata l’iniziativa delle “Millemiglia Ecologiche”.
Tutti i tagliandi d’accesso sui treni italiani infatti, compresi quelli emessi online, riporteranno, oltre naturalmente alla tratta, alla classe e al prezzo, anche il bilancio ambientale del percorso. Ciò significa che verranno quantificate le emissioni di CO2 e i consumi energetici evitati (espressi in grammi di petrolio equivalenti) rispetto a quelli che si emetterebbero nel caso in cui lo stesso percorso venisse effettuato in auto o in aereo.
Detto questo, ogni passeggero avrà una sorta di tessera personale su cui, viaggio dopo viaggio, verranno contabilizzati l’anidride carbonica e il gasolio “risparmiati”. Tale risparmio darà diritto a dei cosiddetti “punti verdi” il cui accumulo permetterà di vincere dei premi. Questi dovrebbero comprendere biglietti gratuiti, sconti e la possibilità di viaggiare in prima classe. Fra gli obiettivi futuri vi sarà probabilmente pure quello di poter detrarre fiscalmente parte delle spese di viaggio.
Continua a leggere: Ferrovie dello Stato: meno inquini più ti premio
Via mail mi è arrivato l’appello della Redazione di Report, che evidentemente lavora anche d’estate, a proposito della prossima edizione del programma presentatato da Milena Gabanelli. Sono alla ricerca di volontari nelle province di Forlì e Cesena che li aiutino a testare il consumo degli elettrodomestici quando sono in stand-by.
Scrivono nella mail:
Nella prossima edizione, per la rubrica delle goodnews, ci occuperemo di come abbattere drasticamente i consumi elettrici domestici. Grazie al contributo di alcuni tecnici di fiducia abbiamo verificato l’impatto sui consumi globali domestici degli elettrodomestici in fase di stand-by. Non si tratta soltanto del consumo dei vari led, che tutto sommato è piuttosto marginale. Ad esempio abbiamo verificato che un condizionatore spento continua a consumare circa 50W, uno stereo portatile circa una trentina e così via. Adottando le precauzioni necessarie abbiamo verificato come sia possibile ridurre i consumi domestici anche del 30%. Per documentare questa semplicissima fonte ecologica di energia che e’ il risparmio, nel corso dell’estate saremo in giro nella provincia di Forli’ e Cesena con un tecnico di nostra fiducia per monitorare nelle case il consumo degli elettrodomestici in stand by, verificare sulle bollette i consumi energetici passati, dare tutte le istruzioni per ridurli e poi tornare dopo un mese a verificare l’andamento. Cerchiamo volontari disposti ad aprire la porta di casa alla nostra redazione e a collaborare con noi in questa sperimentazione.
Se qualcuno desidera partecipare alla sperimentazione e possiede i requisiti può rispondere via mail a report@rai.it. E nell’attesa che vada in onda la puntata di Report, magari con l’aiuto di qualche lettore di Ecoblog, chi di voi adotta già delle soluzioni di risparmio energetico e in che modalità?
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