ll 18 febbraio 2011 torna “M’illumino di meno”, la più grande campagna planetaria mai organizzata sul risparmio energetico. Si tratta, come la maggior parte di voi ben sapranno, di un’iniziativa arrivata ormai alla settima edizione (ricordiamo che è stata promossa nel 2005) con lo scopo di ridurre al minimo il consumo energetico spegnendo il maggior numero di dispositivi elettrici non indispensabili. La manifestazione, con il passare delle edizioni, ha ottenuto un riscontro di apprezzamento sempre maggiore tanto che secondo i dati di Terna soltanto nel 2008 il fabbisogno istantaneo dei pochi minuti di “black out” in Italia è stato inferiore di ben oltre 400 MW, un valore equivalente al consumo di circa 7 milioni di lampadine.
I numeri sono stati talmente importanti che al mero coinvolgimento dei cittadini si è arrivati nelle edizioni successive a far partecipare all’iniziativa persino la Presidenza del Consiglio dei Ministri con il patrocinio del Ministero dell’Ambiente. Purtroppo però, come molto spesso accade, passato il santo finisce la festa ed ecco che esclusa qualche anima green sparsa qua e là per lo stivale, pochi concretamente si sono impegnati per dare una continuità alla sensibilizzazione per il risparmio energetico.
Parliamoci chiaro: la politica nostrana a tutti i livelli poco si adopera per mettersi a correre in questa direzione; insomma può interessarvi il fatto che in Parlamento per dieci minuti all’anno si spengano le luci, mentre il nostro Paese attende da anni che per la compravendita degli immobili arrivi finalmente l’obbligatorietà della certificazione energetica, che il mercato dei certificati bianchi smetta di essere un affare per pochi e che la scuola tratti finalmente nei propri programmi materie inerenti il risparmio energetico e lo sviluppo sostenibile? Che ne pensate? Soltanto demagogia?
Continua a leggere: "M’illumino di meno" compie sette anni. Bell'iniziativa, ma bisogna far di più

L’Europa ha appena approvato i nuovi standard di etichettatura per gli elettrodomestici volti a chiarire ai consumatori quanta energia possono risparmiare, che un’inchiesta condotta da Caroline Keller, pubblicata da UFC-Que Choisir, agguerrita associazione di consumatori francese, smentisce decisamente che vi sia un reale risparmio.
Perciò al fine di verificare come stessero effettivamente le cose e realmente pronti a svelare le eventuali magagne sono scese in campo più di 100 filiali della UFC che hanno controllato minuziosamente gli elettrodomestici presentati in 1464 negozi comparando le classi energetiche, consumi e prezzi degli elettrodomestici più energivori: frigoriferi, congelatori, asciugabiancheria. I risultati sono stati a dir poco sorprendenti.
Raccontanto i colleghi di soldiblog attenti al portafoglio:
I frigo-congelatori a maggiore risparmio energetico(classe A++) hanno prezzi in media 282 euro più alti rispetto a quelli meno evoluti (classe A), ma il risparmio di elettricità che questi apparecchi consentono in dieci anni è di soli 160 euro. Numeri simili sono quelli che riguardano gli asciugabiancheria, in questo caso - evidenzia Caroline Keller, responsabile dello studio - “l’investimento non è mai recuperato dai risparmi in bolletta”. L’asciugabiancheria dalla più spiccata “coscienza ecologica” (classe A) costa 532 euro più di quello che consuma di più (classe C), a fronte di tale differenza, però, il risparmio in bolletta è di soli 290 euro in 10 anni.
Insomma, secondo, il dossier francese si risparmierebbe di più con elettrodomestici di classe B, C, D ecc. Scrive nel suo editoriale Alain Bazot presidente di Que Choisir:
In primo luogo, le apparecchiature più efficienti (quelle con categoria A + +, ad esempio) sono troppo rare. Poi, l’etichettatura energetica è superata: gli elettrodomestici che consumano più energia, quelli classificati come E, F o G non sono più in vendita anche se persistono sulle scale di consumo delle etichette. Tuttavia, una volta che si acquista un frigorifero “Classe A”, il consumatore, pensa così di aver fatto un gesto ecologico, senza sapere che consumerà più energia! Ma l’ostacolo principale resta il prezzo. Il paradosso è evidente: l’economia dell’energia è costosa. Infatti, i prezzi aumentano con il rendimento energetico. Così, un frigo-congelatore A + + costa fino al 55% in più del più costoso modello “A”. Per una asciugabiancheria, il consumatore pagherà il 130% in più per un modello “A” di quello previsto per un modello C. Conclusione: il gesto ecologico non è un investimento redditizio. Il prezzo di acquisto è più elevaton e non è compensato dalla riduzione attesa dei costi dell’energia elettrica neanche dopo 10 anni. Pertanto, non sorprende che i consumatori prendano le distanza dagli elettrodomestici più efficienti.
Via | Que Choisir
Foto | Flickr
Ridurre il consumo di energia non è una fissa da ambientalisti ma una necessità ambientale. Ne consumiamo troppa e sopratutto in casa attraverso i vari elettrodomestici. Non in tutte le case italiane ci sono quelli a basso consumo energetico e non tutti gli italiani sanno ancora bene come usarli in maniera corretta; in molti poi, dicono di adottare sistemi di risparmio energetico ma in realtà non lo fanno.
Su queste falle energetiche si fonda il progetto BeAware, Boosting energy awareness with adaptive real-time environments, che grazie al finanziamento Ue e al lavoro dei ricercatori dell’Università di Padova, vuole stilare il profilo del consumatore medio di energia in Europa. L’obiettivo è indurre i cittadini, attraverso specifici software a comprendere quanta energia usano e a imparare a gestirla attraverso la manutenzione degli elettrodomestici.
La ricerca si svolge con un semplice test da compilare on line in cui si richiede di spiegare attraverso risposte, la mappa dei propri consumi energetici. Però, i ricercatori guidati dal prof.Luciano Gamberini, ad esempio a proposito della domanda se si aveva l’abitudine di lasciare luci accese in casa, ha scoperto che almeno il 50% degli intervistati mentiva sulla risposta. Dunque, non tutti adottano, sebbene ne siano a conoscenza, le soluzioni per non sprecare energia. Da qui la necessità di strutturare un software di monitoraggio per i consumi energetici e per la manutenzione degli elettrodomestici facile e intuitivo.
Ai tanti lettori milanesi vorrei chiedere di farci sapere com’è questo nuovo supermercato Simply-Sma inaugurato ieri a Milano, in via Novara 15, gemello, come concept, di quello bresciano di Botticino, di cui parlammo qualche mese fa.
Scrive Gdoweek:
Gli accessori d’arredo sono in materiali riciclati: la plastica di carrelli, gettoni, cestini della spesa, evidenziatori promozionali, separatori dei banchi frigoriferi e dei clienti alla cassa (sono state utilizzate ben 32.000 bottiglie riciclate); il legno dei pannelli della gastronomia; lo smalto delle piastrelle dei servizi ricavato da neon esausti. Sugli scaffali una ricca selezione di prodotti ecoattenti: dallo sfuso di alimentari e detersivi alle produzioni equosolidali e biologiche, dagli articoli a basso consumo energetico a quelli 100% in fibre naturali. Inoltre, per sensibilizzare i clienti ai temi del riciclo, i comuni sacchetti di plastica saranno affiancati da sacchetti biodegradabili in amido di patate e da borse cabas riutilizzabili.
Il risparmio energetico previsto sarà pari a 296.800 kWh, corrispondente al 16% dei consumi e con luso di energia rinnovabile proveniente dalle centrali idrioelettiche della Val d’Aosta ri risparmia l’imissione in aqtmosfera di circa 1 milione di kg di CO2 all’anno.
L’impegno prosegue con una serie di collaborazioni tra cui con Legambiente per il recupero dell’area circostante in cui sorge il supermercato; con l’Istituto dei Ciechi di Milano, per un servizio di accompagnamento dei non vedenti che desiderano fare li la spesa e con l’Associazione Banco Alimentare della Lombardia Danilo Fossati Onlus, per donare i prodotti non commerciabili ma ancora edibili al Piccolo Cottolengo di Don Orione.
Il meetup di Brescia che ha invece visitato il gemello fa un ampia cronaca e qui trovate la galleria di immagini.
Foto | Meetup
I certificati bianchi sono dei titoli riconosciuti dalla Stato italiano e rappresentano un incentivo atto a ridurre il consumo energetico attraverso interventi di efficienza energetica. Proprio in questi giorni l’Autorità per l’Energia Elettrica e il Gas ha pubblicato un rapporto sull’efficacia di questo sistema di remunerazione nei suoi quattro anni di esistenza.
È emerso che a partire dall’anno 2005 in Italia sono stati installati oltre 800 mila elettrodomestici a basso consumo, 21 milioni di lampadine ad alta efficienza, 230mila mq di pannelli solari per produrre acqua calda. Con queste apparecchiature i cittadini hanno assicurato l’80% del risparmio energetico totale ottenuto con i certificati bianchi.
Dal rapporto emergono anche miglioramenti dell’efficienza energetica nei processi industriali per effetto dell’installazione di centinaia di nuovi motori elettrici, di regolatori di frequenza e sistemi di cogenerazione. Nel settore pubblico sono stati resi più efficienti i sistemi di illuminazione grazie alla sostituzione di 420 mila lampade a risparmio energetico e all’installazione di sistemi di regolazione automatica per la riduzione dei consumi.
Continua a leggere: I benefici dei certificati bianchi in Italia
Su Ecoblog abbiamo già parlato di di iniziative e tecnologie volte alla riduzione dei consumi legati allo stand by. A tal proposito è notizia di questi giorni come la Commissione Europea abbia appena adottato un regolamento sulla progettazione ecocompatibile volto a ridurre il consumo energetico in modalità stand-by a tutti gli elettrodomestici e prodotti elettronici per ufficio. Il regolamento stabilisce nuovi requisiti di efficienza energetica che permetteranno di ridurre il consumo di energia elettrica di quasi il 75% entro il 2020.
In sostanza dal 2010 il consumo energetico in modalità standby di nuovi prodotti dovrà essere inferiore a 1 watt o 2 watt. Questi valori saranno ridotti nel 2013 a 0,5 Watt e 1 watt, approssimandosi così ai livelli raggiungibili con la migliore tecnologia disponibile. La misura, secondo il Commissario dell’Energia Piebalgs, consentirà ai cittadini europei di risparmiare miliardi di euro e di evitare milioni di tonnellate di emissioni di CO2.
Il 7 luglio scorso, i rappresentanti degli Stati membri che costituiscono il comitato di regolamentazione sulla progettazione ecocompatibile, hanno approvato la proposta della Commissione per un regolamento in grado di ridurre il consumo di energia degli apparecchi domestici e dei prodotti per ufficio. Quindi la proposta è stata inviata al Parlamento europeo per la consultazione e la Commissione l’ha ora adottata in via formale, l’ultimo passo della procedura.
Continua a leggere: UE: nuovo regolamento per ridurre lo stand-by
In un studio volto a scoprire quanta energia consumano le console-video di gioco, Il Consiglio per la Difesa delle Risorse Nazionali (NRDC) ha stimato che le console in uso al giorno d’oggi consumano in tutto “16 miliardi di kwh l’anno”, che tradotto con un paragone, “equivale circa al consumo annuale di elettricità di una città come San Diego”, che conta oltre 1.200.000 abitanti.
Noah Horowitz, scienziato presso l’ NRDC e fra i ricercatori che hanno condotto questo studio, ha osservato che spesso i giocatori lasciano accese le console mentre non stanno giocando per poter riprendere a metà del livello, che non può essere salvato e ricaricato nello stesso punto quando il dispositivo viene spento.
“Questo è il principale motivo per cui alcune persone non spengono le console”, ha detto Horowitz, aggiungendo che “anche se Microsoft e Sony hanno aggiunto delle opzioni di spegnimento automatico dopo un certo lasso di tempo,” i proprietari di console spesso ignorano questa possibilità “perché perderebbero i progressi di gioco fatti”.
Continua a leggere: I consumi energetici delle console di gioco
“Badare meno all’estetica a vantaggio della sostenibilità ambientale”. Potrebbe essere questo lo slogan dell’iniziativa che a breve verrà applicata in Francia ed in particolare al suo monumento più celebre: la Torre Eiffel. Infatti a partire dal prossimo 22 settembre l’illuminazione della famosissima torre verrà ridotta.
Il monumento attualmente è illuminato da ventimila lampadine, che abitualmente vengono accese per dieci minuti all’inizio di ciascuna ora fino alle 2:10 del mattino. Con la nuova politica di risparmio energetico verranno accese solamente per cinque minuti. Questo provvedimento permetterà una diminuzione del consumo energetico che passerà da 400 a 200 ore annuali.
La decisione, presa dal governo francese in tema di politica ambientale, giunge dopo altre misure come l’utilizzo di carta ecologica, l’impiego di energia che provenga da fonti rinnovabili e l’installazione di pannelli solari sopra ai tetti dei ristoranti. La Torre Eiffel, che ha ospitato più di 250 milioni di visitatori nella sua storia, è stata rivestita dall’impianto di illuminazione dall’ingegnere Pierre Bideau nel 1985.
Via | Lastampa.it
Foto | Flickr
Nasce Drake Landing Solar Community, la prima comunità nord americana che utilizza energia solare, situata precisamente nella città di Okotoks, Alberta, Canada. Il progetto mostra come sia possibile condurre uno stile di vita sostenibile in ogni abitazione. Sono stati installati 800 pannelli solari posizionati sui tetti di case e garage che producono 1,5 mega-watt di energia termica in estate e forniscono calore per gli impianti di riscaldamento. L’intero sistema soddisfa il 90% del fabbisogno di acqua calda e riscaldamento di tutte le 52 abitazioni del complesso edile.
Una soluzione di etilenglicole scorre attraverso un sistema di tubature che unisce l’intero schieramento di pannelli solari. Questi ultimi assorbono l’energia solare e riscaldano la soluzione di glicol etilenico che raggiunge il centro energetico della comunità. Il calore viene quindi trasferito dal convertitore di calore ad un serbatoio d’acqua e, a questo punto, la soluzione di etilenglicole ritorna al gruppo di pannelli solari. Attraverso una serie di tubature l’acqua riscaldata viene trasferita nel sotterraneo sistema di immagazzinamento di energia termica, riscaldando il terreno circostante fino a 80 gradi centigradi. Tutto questo procedimento fornirà nei mesi invernali acqua calda e riscaldamento per l’intero complesso edile.
Le case, costruite una accanto all’altra per ridurre la lunghezza del sistema di tubature, sono tutte costruite utilizzando materiali prodotti localmente ma, cosa non meno importante, sono stati utilizzati anche materiali riciclati. Le case sono state certificate dallo Standard R-2000 della Natural Resources Canada per la razionalizzazione del consumo energetico e dal programma Built Green™ Alberta. L’esperienza della Drake Landing Solar Community può servire per qualsiasi complesso edile.
Via | Inhabitat.com
Foto | Flickr
La Spagna presenta il suo piano per ridurre la bolletta energetica con due soluzioni semplici semplici: ridurre i limiti di velocità nei centri urbani e cambiare il parco auto aumentando i veicoli elettrici, attraverso incentivi fiscali.
L’annuncio è stato fatto ieri a Madrid dal Ministro per l’Industria Miguel Sebastian (l’omologo del nostro Claudio Scajola) a proposito della presentazione del Piano di Risparmio e efficienza energetica 2008-2011 che sarà finanziato da 245 milioni di euro e che ridurrà, entro la prima metà del 2009, del 10% la bolletta dell’energia spagnola. E Entro il 2014 dovranno marciare sulle strade spagnole almeno 1 milione di veicoli elettrici, fabbricati per la maggior parte in casa.
La riduzione dei limiti di velocità del 20% da adottarsi nelle città e sulle circonvallazioni entro i prossimi tre mesi e conterrà il conusmo dei carburanti, oltre ad inquinare di meno, considerato che i trasporti pesano per il 40% sul totale della bolletta dell’energia spagnola e che i combustibili fossili rosicchiano l’84% del consumo energetico spagnolo, mentre l’intensità energetica è del 20% superiore alla media e ha portato la Spagna a spendere 1,55 % del Pil in rifornimento energetico che in euro fa 17 miliardi. Soldi che evidentemente potrebbero essere risparmiati e destinati a migliore uso che non riempire di benzina serbatoi.
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