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Si dimette Connie Hedegaard, presidente del vertice climatico di Copenaghen

pubblicato da missunderstanding in: Inquinamento Clima Informazione Politica

connie hedegaardConnie Hedegaard ha dato le dimissioni dalla sua carica di Presidente della Conferenza Internazionale sui cambiamenti climatici in corso a Copenaghen, lasciando le redini del vertice nelle mani del Primo Ministro danese Lars Lokke Rasmussen.

Dopo gli scontri tra i manifestanti fuori dal tavolo dei negoziati e gli scontri interni - “la Hedegaard è stata criticata apertamente dalle delegazioni africane di voler favorire la posizione dei paesi industrializzati” , scrive il Sole24Ore - chi crede alla decisione della Hedgaard di dare le dimissioni per fattori di “natura tecnica”?

Sembra evidente la difficoltà dei Capi di Stato a giungere ad un accordo, tra leader che non si presentano all’ultimo momento, come il premier cinese Web Jiabao e leader che scaldano le folle, come Chavez nel suo discorso, mentre fuori dal Bella Center ambientalisti e no global continuano a manifestare.

Foto | Flickr

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Copenhagen, il vertice sui cambiamenti climatici in 10 punti

pubblicato da Marina in: Energia Clima Eventi Internazionale Politica

inquinamento e clima, se ne discute al vertice di Copenaghen I negoziati del summit di Copenaghen che iniziano proprio oggi possono essere riassunti in 10 punti. Eccoli:

  • + 2°C. Secondo le teorie del riscaldamento globale sarà l’aumento di 2 gradi della temperatura globale del Pianeta a causarei cambiamenti climatici. Obiettivo del vertice di Copenaghen è raggiungere delle risoluzioni che impediscano questo aumento della temperatura. Lo scenario è suffragato dall’ultimo rapporto dell’IPCC.
  • 385 parti per milione. (ppm) L’attuale concentrazione di CO2 nell’atmosfera, superiore del 38% al livello dell’era pre-industriale. L’IPCC raccomanda di ridurne la concentrazione nell’atmosfera a 350 ppm.
  • 41 %. E’ la percentuale delle emissioni di CO2 prodotte da Cina e Stati Uniti. Le emissioni di CO2 nel mondo sono generate dalla produzione di elettricità e riscaldamento, i settori più inquinanti.
  • 570 milioni di tonnellate. La quantità di emissioni di CO2 proveniente dalla produzione e consumo di energia emesse in Italia nel 2007. L’Italia è uno dei tre paesi più inquinanti, è al terzo posto dopo Cina e Usa.
  • 20 %. La percentuale di emissioni di CO2 generate dalla deforestazione. Le foreste tropicali catturano grosse quantità di CO2, ma questa attività è inficiata dal disboscamento di ampie aree convertite in campi agricoli o per la produzione di olio di palma.
  • + 0.76°C. Aumento della temperatura media dell’aria registrato in oltre un secolo. I danni già causati da questo aumento sono notevoli la distruzione delle colture e dei terreni, la carenza d’acqua, l’aumento di eventi meteorologici estremi (tempeste e uragani).
  • 286 miliardi di tonnellate. Tonnellate di ghiaccio perdute annualmente dalla Groelandia. La perdita di ghiaccio si è accentuata tra il 2006 e il 2009 e l’Artico è entrato in un “nuovo stato” a causa dell’aumento delle temperature.
  • 192. Numero dei paesi che sono presenti a Copenaghen. L’ultima conferenza sul riscaldamento globale si è tenuta a Bali nel 2007 e attirò oltre 11mila partecipanti.

  • 20 %. A seguito dell’adozione del pacchetto energia-clima, l’Ue si è impegnata a raggiungere tre obiettivi entro il 2020: riduzione del 20% delle emissioni di gas a effetto serra, risparmio energetico del 20%, e 20% di aumento nel consumo di energie rinnovabili nell’UE.
  • 86 miliardi di euro. Somma delle operazioni nel 2008 sul mercato del carbonio, secondo la Banca Mondiale. Nonostante la crisi finanziaria internazionale, tale importo è raddoppiato dal 2007.

Via | GEO
Foto | Flickr

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350: azione salva-clima mondiale

pubblicato da Gaia in: Clima Associazioni Persone

Si chiama 350, come il limite massimo, in parti per milione, della concentrazione di CO2 ritenuta sicura per il pianeta, l’organizzazione nata in previsione del vertice di Copenhagen COP15, che si terrà a dicembre in Danimarca, dove verranno discusse le emergenze climatiche e nel quale verrà scritto un nuovo trattato riguardante le riduzioni delle emissioni di CO2. C’è una data, il 24 ottobre 2009, in cui in tutto il mondo scenderanno in piazza, contemporaneamente, manifestanti che svolgeranno azioni di svariato tipo, da quelle sportive alle religiose. Quello che importa alla fine è richiamare l’attenzione sul grido che ci accomuna tutti: salvaguardare il futuro del pianeta.

La scelta del 24 ottobre non è stata casuale, ma ricade in un periodo in cui molte cose vengono a combaciare e soprattutto è una data nè troppo lontana nè vicina alla data del congresso dei potenti.
Lo scopo dell’organizzazione è mettere in evidenza che la popolazione mondiale è a conoscenza della crisi ed è pronta a scendere in campo per ridurre l’emergenza. Una delle soluzioni proposte è quella di aumentare di molto il prezzo del carbonio tanto da demoralizzare chi ne fa un uso spropositato per rientrare al più presto entro i limiti.

Ma alla domanda: che senso ha fondare un’altra organizzazione quando ce ne sono già altre? Loro rispondono:

Creando una piattaforma che condivida lo stesso obiettivo, riusciremo a creare un movimento unico che abbia una forza maggiore rispetto alle singole organizzazioni.

Un’unica voce quindi che parli per il mondo intero. Per chi volesse partecipare o dare un mano ci sono molti posti dove recepire informazioni online: Twitter, Facebook e il sito ufficiale.

Via | 350.org

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