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Tutti gli articoli con tag corpo forestale

Paradis: il primo piccolo di gipeto in Val D'Aosta dopo 100 anni

pubblicato da alessandra

Dopo la Majella e il Parco delle Dolomiti Bellunesi, anche il Gran Paradiso, in questi giorni, saluta il ritorno di uno splendido animale selvatico: è il gipeto (Gypaetus barbatus) o altrimenti detto il gipeto degli agnelli, splendido uccello dalle enormi dimensioni che, con un’apertura alare anche di 280 cm, quando si ha la fortuna di incrociarne il volo con lo sguardo quasi copre il sole, con la sua ombra possente… Rarissimo in Europa, è al centro di varie attività di reintroduzione - in Val D’Aosta se ne contano almeno 6 coppie - come per molte specie similari - tra cui i grifoni - spesso falcidiati da veri e propri crimini come la devastante pratica dei bocconi avvelenati…

Estinto sulla catena alpina dal 1913, a partire dal 1986 - attingendo ad esemplari in cattività o stanziati in altre aree - si è tentato di reintrodurli. Oltre 140 gli animali rilasciati e più di 30 i piccoli nati in natura ma mai in Val D’Aosta… Mai, almeno fino a pochi giorni fa, quando, finalmente, nelle valli del Gran Paradiso è nato un pulcino di questa specie e, qui, non accadeva da almeno 100 anni! Paradis – questo il nome con cui è stato “battezzato” il piccolo gipeto, ora sarà coccolato dalla madre e dalle preziose cure, da lontano e nell’ombra, dei membri del Corpo forestale valdostano e della Direzione Flora, Fauna, Caccia e Pesca dell’assessorato regionale alle risorse naturali che gli hanno già promesso sorveglianza e protezione.

Foto | Flickr

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Difficile convivenza con un orso nell'Alta Val Posina

pubblicato da alessandra

Il rapporto tra uomini e animali selvatici non è sempre idilliaco. E, a volte, capita che antiche paure ormai sopite tornino a galla. E’ il caso di Dino, un plantigrado comune, di età adulta, proveniente dai boschi della Slovenia a seguito di un’attività di reintroduzione e che, in questi giorni, affamato e ancora stordito dal letargo invernale, sta seminando il panico nel vicentino – nell’Alta Val Posina – con le sue frequenti battute di caccia a danni di animali da allevamento. Scelti probabilmente per la semplicità di cattura (nessuno degli esemplari attaccati era protetto da recinzioni elettrificate) la scorsa notte 2 asini, Nina e Sniker, dopo alcuni conigli, si sono dovuti confrontare con la furia dell’animale … Ed è apparsa subito dopo, impetuosa, la paura degli abitanti di Posina.

In realtà, gli spostamenti di Dino - monitorati in tempo reale grazie ad un apposito radio collare - pur portandosi nei pressi di zone abitate, testimoniano una generale indifferenza verso gli uomini. Se non proprio, una volontà di evitare qualunque contatto gli stessi. L’unica compagnia che l’orso certamente gradirebbe è quella di una femmina della sua stessa specie per potersi accoppiare. E’ evidentemente questo il motivo che spinge il plantigrado a spostarsi con tanta freqenza. In pochi giorni, infatti, è passato dal Bellunese alla Valsugana. Quindi a Trento. Ritornato nel Vicentino, poi, è stato segnalato a Recoaro e infine a Posina. Il problema è che, da queste parti, esemplari della sua specie non ce ne sono. Per questo, fanno sapere dal corpo forestale, è opportuno che l’animale venga reinserito al più presto nella propria realtà. Intanto, Provincia e Regione hanno già promesso un incontro con la cittadinanza per far luce su eventuali problematiche e, insieme, per acquisire norme costruttive e caute di comportamento in caso di incontri ravvicinati con l’orso. Intanto, Dino non smentisce l’origine del proprio nome, scelto in onore dello scrittore Buzzati, e, inconsapevole, continua il suo peregrinare sfidando istinti dimenticati e tentando di ascoltare una voce che, ci auguriamo, possa portarlo presto dalla sua compagna..

Via | il giornale di Vicenza
Foto | Flickr

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Lettera: meglio abbattere un solo albero di Natale per il Vaticano o migliaia di piccoli alberelli?

pubblicato da Marina

Albero di Natale finto o vero? Ci scrive Carmela da Salerno esordendo con un accusa nei nostri confronti: trova scorretto il post scritto lo scorso anno da Viviana a proposito del tradizionale abete installato in Piazza San Pietro.

Ciao redazione di ecoblog, ho appena letto un vostro articolo che reputo scorretto e vorrei esprimervi un paio di considerazioni. Si tratta dell’articolo dell’anno scorso in cui parlate dell’albero di Natale in Vaticano, inducendo a credere che rappresenti un’anomalia il fatto di tagliare un abete di 120 anni come quello che per l’appunto fu esposto in Piazza S.Pietro. In realtà 120 anni è un’età normale per il taglio degli abeti, anche e soprattutto secondo i criteri del taglio razionale dei boschi, che prevede l’abbattimento degli alberi per fasce di età a partire dai più vecchi. Ne vengono tagliati centinaia di migliaia di abeti come quello, di 120 anni e anche oltre, ed è una pratica corretta e legale. Non c’è nulla di anomalo, e non si vede per quale motivo si dovrebbe piangere per un albero tra migliaia di altri che hanno le stesse caratteristiche e che vengono comunemente abbattuti per ricavarne il legname con cui si fanno i mobili che tutti noi abbiamo in casa. Piuttosto va detto che c’è un limite minimo di età prima del quale gli abeti non devono essere tagliati. Infatti le foreste si preservano lasciando crescere gli alberi giovani e abbattendo prima quelli più vecchi. Per la legge italiana un abete non può essere abbattuto prima degli 80 anni di età. Quindi vi faccio presente che ad essere fuori legge sono in realtà gli abeti piccoli e medio-piccoli che fanno da alberi di Natale nelle piazze di centinaia di comuni d’Italia, in quanto di sicuro hanno meno di 80 anni. Eppure voi ve la siete presa con l’unico legale, quello in Piazza S.Pietro, senza curarvi di ciò che invece viola per davvero la legge e i criteri ecologici di salvaguardia dei boschi. Altro scempio ancora peggiore è quello degli abeti molto piccoli che vengono usati come alberi di Natale negli appartamenti. Insomma non è l’abete grande e di 120 anni a rappresentare un’anomalia, perché quello è un normalissimo abete da taglio, che infatti dopo il Natale viene utilizzato per ricavarne legname, com’è normale che sia. Lo scempio sono tutti gli altri di cui non vi siete occupati, quelli nelle piazze dei comuni e negli appartamenti. Come mai? Spero che non farete lo stesso errore anche questo Natale.
Vi faccio i miei auguri di buon Natale in anticipo se non dovessimo risentirci, ma in realtà spero in una vostra risposta.
Ciao, grazie.
Carmen, 21 anni, Salerno
p.s. Il vostro articolo a cui mi sono riferita è il seguente:
http://www.ecoblog.it/post/7427/lalbero-di-natale-a-san-pietro-sara-riciclato

Dopo il salto la riposta.

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Parchi a cavallo, trekking nel Parco Naturale delle Foreste Casentinesi

pubblicato da missunderstanding

parchi a cavallo

Il Parco nazionale delle Foreste Casentinesi, il Corpo Forestale dello Stato, l’Associazione Parchi a Cavallo e Legambiente danno il via, dal 19 maggio a l 2 giugno, ai percorsi di trekking a cavallo alla scoperta dei sentieri dei parchi e delle aree protette.

Il percorso di trekking “Ippovia delle Foreste Sacre”, all’interno del Parco nazionale delle Foreste casentinesi partirà da Pratovecchio, per passare poi per i santuari di Vallombrosa, Camaldoli e La Verna attraverso colline e foreste di importante valenza naturalistica.

Obiettivo dell’iniziativa Parchi a cavallo è quello di monitorare e sviluppare i sentieri già realizzati, sia a livello regionale che nazionale, e quello di implementare i percorsi attrezzati, con punti tappa e di assistenza, anche grazie all’appoggio di circoli ippici e aziende agrituristiche presenti sul territorio.

Foto | Flickr

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Nasce il centro recupero animali marini dell'Adriatico

pubblicato da missunderstanding

cetacei tartarughe adriatico

Mentre nel mar Ionio si scoprono banchi di coralli bianchi, nell’Adriatico ci si occupa della salvaguardia e della tutela degli animali marini, dando vita ad un centro di recupero e divulgazione specializzato. Ad opera della Fondazione Cetacea nasce a Rimini Adria, uno spazio dedicato al mare Adriatico ed ai suoi abitanti, aperto al pubblico.

Il centro Adria ospita al suo interno l’Ospedale delle Tartarughe, un’area del centro di recupero con una vasca di riabilitazione da 15.000 litri e sviluppa progetti di monitoraggio sui cetacei già avviati dalla fondazione Cetacea in collaborazione con Università italiane e straniere. L’Adriatico e i suoi abitanti sono in mostra nell’esposizione “Vita in Adriatico”, dedicata alle diverse specie e nel percorso fotografico “I Colori dell’Adriatico”.

Interessante è anche l’allestimento “Un mare da salvare” che espone coralli, affidati al centro Adria a scopo didattico, dopo essere stati sequestrati dal Corpo Forestale dello Stato.

Foto | Flickr

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Roma, Montalbano salva gli alberi della capitale

pubblicato da Marina

luca Zingaretti, alias Montalbano difende gli alberi di Roma Luca Zingaretti, 47 anni splendidamente portati spesso nei panni del commissario Montalbano, scende in campo ancora una volta in difesa dei più deboli. Questa volta nel suo abbraccio (proprio letteralmente) ci finiscono gli alberi di Roma.

Margherita D’Amico, (ex-moglie dell’attore) ha fondato la Onlus La vita degli altri e spiega Luca Zingaretti:

Salvare il mondo si può. Ben vengano progetti ambiziosi, come quelli per proteggere la foresta amazzonica, ma intanto cominciamo da un albero alla volta. Magari da quello che abbiamo sotto casa.

E di alberi di cui prenderci cura, in Italia, ne abbiamo 12 miliardi, secondo le stime fatte dal Corpo Forestale dello Stato.

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In arrivo il decalogo natalizio “salva animali”

pubblicato da Puli

dog in a cagePresentato dal Corpo Forestale dello Stato, in occasione di una conferenza stampa alla Farnesina sul traffico di cuccioli dall’Est europeo, il decalogo “salva animali” contiene una serie di semplici regole, a difesa degli animali maltrattati illegalmente.

Il decalogo spazia dall’acquisto di animali esotici, per i quali occorre controllare che abbiano un regolare certificato Cites o la documentazione prevista dalla legge, all’adozione di un cucciolo, preferibilmente in un canile. Ma, soprattutto in vista delle feste, prima di acquistare o regalare un cucciolo, ricordiamoci di essere certi di volerci assumere l’impegno di curarlo per tutta la vita.

Viene segnalato, inoltre, il numero gratuito di emergenza ambientale, il 1515, a cui rivolgersi nel caso in cui si vedano in vendita cuccioli di dubbia provenienza o maltrattati. Infine, attenzione al cenone natalizio: assicuriamoci di non acquistare oltre 125 grammi di caviale e verifichiamone la provenienza, a causa del traffico illegale che sta minacciando gli storioni in natura.

Foto | kimbospacenut

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Un milione di nuovi alberi in Sardegna

pubblicato da Simone Muscas

Nuovi alberiLa Regione Sardegna ha recentemente approvato un programma ambientale davvero interessante il cui nome è “Un milione di nuovi alberi”. Tale iniziativa è un programma di forestazione e riforestazione il cui scopo è quello appunto di piantare un milione di alberi in tutto il territorio isolano.

L’obiettivo è quello di potenziare l’azione di riqualificazione ambientale e paesaggistica dei sistemi verdi urbani, dei giardini degli istituti scolastici e delle fasce attigue alla viabilità stradale, oltre che creare un sistema di educazione ambientale rivolto agli alunni delle scuole elementari e medie.

Il progetto si inserisce nel contesto della pianificazione forestale ambientale regionale per la gestione e tutela delle aree naturalistiche demaniali e pubbliche, per la difesa del suolo e, non ultimo, per il potenziamento dei serbatoi di carbonio atmosferico.

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Sequestrato latte cinese contaminato da melamina a Napoli

pubblicato da Gianluca Pezzi

Speravamo che il problema potesse essere arginato alla sola Cina, le notizie di oggi rivelano invece il contrario.

Raggiunto da Rainews 24 il ministro delle Politiche agricole Luca Zaia conferma il maxi sequestro di 10 quintali di latte adulterato, avvenuto in un capannone a Napoli dagli uomini del Corpo Forestale dello Stato. “Si tratta - ha detto Zaia, oggi a Radio Anchi’io su Radio Rai - del più grande sequestro mai fatto di latte cinese in Italia”. “La prudenza è tanta perché l’operazione è in corso, ma si parla di latte, carni, pesce e altre cose che non si potrebbero commercializzare e che avrebbero potuto rappresentare un pericolo per i consumatori”, ha dichiarato Zaia.

Negli ultimi tempi si sono registrati diversi sequestri per frodi alimentari. Diventa importante più che mai essere informati sulla provenienza sia dei cibi, sia dei prodotti con i quali sono preparati. Personalmente, diffido sempre dalle confezioni che riportano genericamente l’indiricazione “Prodotto per” senza alcuna menzione riguardo allo stabilimento. Premesso che, come ovvio, i truffatori non si fanno scrupoli nel taroccare le etichette, voi come cercare di mettervi al riparo da queste truffe? Quali consigli vi sentire di dare agli altri lettori?

Foto | Flickr

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Medici Veterinari e Forestali firmano accordo per la tutela degli animali

pubblicato da silvia

Cani in un canile E’ di poche ore fa la notizia dei risultati di una maxi operazione dei Nas nell’ambito della campagna del ministero del Welfare contro il maltrattamento degli animali da compagnia: 710 ispezioni che hanno portato a 270 violazioni accertate, 3.248 cani sequestrati. Si parla anche di un video shock realizzato dai Carabinieri stessi.

I controlli sembrano funzionare e il sistema di tutela dei migliori amici dell’uomo sembra andare in una direzione positiva. Proprio oggi infatti il Corpo forestale dello Stato e la Federazione Nazionale Ordini Veterinari Italiani (FNOVI) hanno siglato a Roma un protocollo di intesa che pone le basi per una stretta collaborazione tra le due realtà. Un corso di aggiornamento fornirà ai medici veterinari coinvolti nel progetto le conoscenze necessarie per supportare il personale dei Forestali nell’attività di repressione dei reati in danno agli animali.

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