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Tutti gli articoli con tag corrado clini

Clini a Roma insegna agli studenti il riciclo dei rifiuti pericolosi

pubblicato da AlterEco

pericolo bambini

Oggi il nostro Ministro dell’Ambiente Corrado Clini salirà in cattedra: docente per un giorno, battono le agenzie di stampa di qua e di . Ma come di cosa? Clini ha una laurea honoris causa in smaltimento dei rifiuti pericolosi, non lo sapevate?

Gli studenti dell’Istituto ”Luigi Settembrini” avranno l’onore di ascoltare l’immenso know-how di Clini sulla gestione dei rifiuti. I ragazzi devono sapere quanto è importante rispettare il territorio e smaltire correttamente in particolare quelli pericolosi. Magari nei cementifici. Appena qualche giorno fa Clini a Udine ci ha fatto dono di un’altra lectio magistralis sull’innocuità degli inceneritori:

I dati di riferimento per le emissioni del CDR sono a livelli poco significativi e questo sistema [gli inceneritori, ndr] ci consentirebbe di dare una soluzione al problema dello smaltimento della frazione di rifiuti non riciclabile, che non dovrebbe così essere conferita in discarica. In Italia siamo stati perseguitati per anni dalla fama che dagli inceneritori venivano fuori i rischi per la salute della popolazione che generavano i tumori, quando a Copenaghen, a Parigi, a Vienna ci sono nel centro delle città impianti che utilizzano i rifiuti per produrre elettricità.

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Ministro Clini: "Il Biciday si fa": ma non si conoscono data e fondi

pubblicato da Marina

Biciday si fa o non si fa?

Smentisce il Ministro Clini la notizia dell’annullamento del BiciDay: il comunicato stampa pubblicato dal ministero è chiaro anche se non viene precisata la data della manifestazione che giungerebbe così alla sua terza edizione:

Sono destituite di ogni fondamento le notizie apparse su alcuni organi di stampa secondo cui il Ministero dell’Ambiente intenderebbe “cancellare” la “Festa della bicicletta” che si svolge nella seconda domenica di maggio. Sono altresi’ false le dichiarazioni attribuite al Ministro relativamente al soppressione del “Biciday”. E’ vero esattamente l’opposto: il Ministro Clini ed il Ministero dell’ambiente sostengono fortemente l’uso della bicicletta e la mobilita ciclistica. Le politiche e gli interventi del Ministero dell’ambiente promuovono, anche attraverso la destinazione di importanti risorse, la creazione di piste ciclabili in tutta Italia, l’attivazione di servizi di bike sharing e l’adozione di piani di mobilita locale che privilegiano l’uso delle biciclette.

Ma allora perché nel comunicato ufficiale viene messo un po’ troppo velocemente il logo della manifestazione del 2011 e il sito ufficiale non è aggiornato? E perché alla FIAB dicono di non aver ricevuto nessuna comunicazione dal ministero dell’Ambiente?

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Isole Tremiti, tra deserto e cemento salve per caso

pubblicato da AlterEco

isole tremiti san domino

Ieri è scaduta l’asta dei terreni edificabili sulle isole di San Domino e San Nicola. Nessuno ha avanzato offerte al Comune delle Isole Tremiti. Comune che ha visto le sue speranze di fare cassa disattese. Dalla vendita di 32 mila metri quadrati a San Domino e 37 mila metri quadrati a San Nicola, il commissario prefettizio Carmela Palumbo sperava infatti di ricavare oltre 4 milioni di euro per appianare i debiti, nonostante la contrarietà della regione Puglia e di diversi gruppi ambientalisti.

Ma l’asta è andata deserta. Isole salve per caso dalla cementificazione. A pesare di più è però ben altro deserto: quello che ha permesso di arrivare alla svendita di un patrimonio naturale inestimabile. Al Ministro dell’Ambiente Corrado Clini si è rivolto ieri Angelo Bonelli, Presidente della Federazione dei Verdi:

Bisogna assolutamente scongiurare la cementificazione in una delle aree protette più belle e ricche di biodiversità d’Italia, d’Europa e del mondo. Salvare le Tremiti dal cemento è possibile e per questo chiediamo al Ministro dell’Ambiente Corrado Clini e al presidente della Regione Puglia Nichi Vendola di intervenire immediatamente.

A Clini Bonelli chiede la modifica, con decreto ministeriale, del Piano d’assetto del Parco delle Isole Tremiti. Aggiunge Bonelli:

Per ripianare i debiti di un comune non si può distruggere un bene comune e ambientale così straordinariamente importante mettendo in vendita aree uniche dal punto di vista naturalistico e paesaggistico per consentire la cementificazione.

Via | Gazzetta del Mezzogiorno; Angelo Bonelli su Facebook
Foto | Flickr

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Notte Verde del Nordest in 20 città del Triveneto

pubblicato da Marina

Notte Verde del triveneto

In 20 città del Triveneto si tiene nella notte da il 4 e 5 maggio prossimi la Notte Verde del Nordest. In sostanza tra convegni, dibattiti, mostre, teatro e laboratori l’ennesima manifestazione-passerella-vetrina con una spruzzatina di verde. Sono coinvolte nell’evento: Padova, Venezia, Vicenza, Udine, Gorizia, Adria, Bassano del Grappa, Borgo Valsugana, Federazione dei Comuni del Camposampierese, Mel, Riviera del Brenta-Miranese, Pieve di Soligo, Schio, Valdagno.

Vediamo come nasce: l’evento è stato ideato da Nordest Europa.it e rientra nella V edizione del Festival delle Città Impresa, in collaborazione con Sette Green / Corriere della Sera, e media partner Radio 24 e Ansa. Di mezzo la candidatura con Venezia a Capitale europea della cultura 2019.

Il fatto che in Triveneto ci siano siti altamente inquinati come Porto Marghera o Porto Tolle evidentemente non interessa gli organizzatori che li tengono debitamente fuori dalle tavole rotonde programmate. Infatti i comunicati stampa sono concentrati sui primati della greeneconomy del Nordest, ovvero:

Nel 2011 il Nordest ha visto raddoppiare il numero di piccole e medie imprese manifatturiere che hanno investito in prodotti e tecnologie verdi (passate dal 28,3 al 57,3% secondo il Rapporto GreenItaly). Questa area, tra le prime in Italia, ha dato vita ad esperienze di agricoltura biologica, farmer market e km 0. Il Veneto, in particolare, è oggi la prima regione biologica in Italia, con 146 negozi specializzati, uno ogni 31.000 abitanti. Nella classifica di Legambiente 2011 il Nordest si conferma un’eccellenza nell’attivazione di servizi per la raccolta differenziata dei rifiuti. Il Veneto è in testa con il 65% di amministrazioni virtuose sul totale dei Comuni, seguono Friuli Venezia Giulia (34,2%) e Trentino Alto Adige (28,3%). Ponte nelle Alpi (Belluno) è per il secondo anno consecutivo il Comune più riciclone d’Italia .

Fantastico no? Ma di installazione di pannelli solari? produzione elettrica da rinnovabili? bonifica de territorio? gestione del dissesto idrogeologico? Forse ne parlerà il ministro all’Ambiente Corrado Clini di cui è annunciata la presenza.

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Napoli, Concerto per la Terra: catwalk del greenwashing

pubblicato da Marina

Earth Day 2012 a Napoli Ambientalisti, ecologisti, ma anche semplici cittadini mettetevi comodi che inizia la Giornata della Terra, lo show più greenwashing che c’è. Domani sera a Napoli si tiene il Concerto per la Terra in live streaming e sul catwalk (green per carità!) sfilerà con il sindaco Luigi de Magistris (che ripresenta così la sua città smacchiata da ogni emergenza rifiuti) il ministro per l’Ambiente Corrado Clini. A breve il ministero licenzierà un decreto per bruciare ogni sorta di rifiuti (ma tecnicamente si chiamano CSS che vuol dire tutto e non vuole dire niente) nei cementifici. Ah! per inciso il ministro Clini sostiene gli OGM, gli inceneritori, il nucleare e le trivellazioni (ma perché non è ministro allo Sviluppo? Mah!) e ha affossato le rinnovabili.

Ma attenzione essendo domani la giornata della Terra si rispetta una sorta di tregua per un giorno e dunque spazio all’ecologia, come recita il pomposo comunicato stampa del Ministero:

per creare un futuro migliore, per tutelare il nostro pianeta attraverso grandi iniziative, ma anche e soprattutto attraverso i piccoli gesti quotidiani di tutti.

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Tre domande al ministro Corrado Clini prima di bruciare rifiuti nei cementifici

pubblicato da Marina

CSS, combustibili solidi secondari o ecoballe?

Una settimana fa il Ministero dell’Ambiente ha annunciato che a breve sarà pronto un decreto che autorizza i cementifici a bruciare i CSS, ossia combustibili solidi secondari. Ovviamente non si specifica cosa siano, perché a parlar chiaro sia mai si faccia peccato. Scoprire cosa siano i CSS sembra difficile, una parte della loro composizione, esattamente quel 50% di frazione secca contemplata ci viene svelata da Alternativa sostenibile:

cartoni per latte, vino, succhi di frutta…; le gomme sintetiche non clorurate; le resine e fibre artificiali e sintetiche con contenuto di Cl inferiore a 0,5% in massa; gli pneumatici fuori uso.

Peraltro quasi tre anni fa l’ex assessore all’ambiente della Regione Campania Walter Ganapini nonché ex presidente di Greenpeace autorizzò i cementifici della Campania a bruciare le ecoballe. Ma allora non si chiamavano CSS e il sospetto è che ci si riferisca, in assenza di parole che li descrivano chiaramente, esattamente a quei pacchi enormi che comprimono ogni sorta di immondizie.

Insomma rifiuti bruciati nei cementifici e valutati legalmente al pari delle rinnovabili tanto che i cementifici saranno pure pagati per farlo. Saranno sovvenzionati attraverso la voce CIP6 grazie alla bolletta elettrica che paghiamo noi e a cui resterà l’inquinamento.

Altreconomia pubblica l’esaustivo articolo in cui pone tre interrogativi prima che si autorizzino i cementifici a bruciare i rifiuti. Il primo è: siamo sicuri che i rifiuti che saranno bruciati nei cementifici saranno sempre a norma? il secondo è: siamo sicuri che con questo sistema non si deprimeranno gli sforzi di quelle comunità virtuose che lavorano per riciclare risorse anche nell’interesse economico di tutti? Infine il terzo è: un cementificio può per legge inquinare l’aria più di un inceneritore, si intende lasciare così questo stato di cose?

Foto | TMNews

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Perché gli OGM: nel libro di Cadelo il co-autore ministro Clini li esalta

pubblicato da Marina

Perché gli OGM In questa pagine abbiamo sempre dichiarato il nostro personale rifiuto alle coltivazioni OGM. A torto o a ragione, sia chiaro. Per amor di cronaca però a differenza dei sostenitori delle coltivazioni geneticamente modificate ospitiamo anche il parere di chi appunto le sponsorizza per svariati motivi. Appena qualche giorno fa il ministro dell’Agricoltura Mario Catania bacchettava le esternazioni pro OGM del ministro all’Ambiente Corrado Clini.

Ma ovviamente la libertà di pensiero non deve subire fermi e dunque ecco l’annuncio che domani nella sale della Biblioteca del Senato “Giovanni Spadolini”, Elio Cadelo, giornalista RAI presenta il suo saggio Perché gli OGM (Palombi editori, euro 12) che vede come co-autore proprio Corrado Clini e dove altre 11 personalità aprono un confronto (sono: lo psichiatra Vittorino Andreoli, i genetisti Luigi Rossi, Roberto Defez, Rosella Franconi, gli economisti Giovanni De Caro e Dario Frisio, i biologi Alessandro Vitale e Giuliano D’Agnolo, il giurista Luca Simonetti, Bruno Mezzetti, dell’Iss e il teologo Gonzalo Miranda.

Clini e Cadelo vale la pena ricordarlo hanno già collaborato. Infatti lo stesso ministro, nel giugno 2011 quando era ancora direttore generale del dicastero, firmò la prefazione a Idea di Natura sempre di Cadelo (Marsilio editore euro 18) e con format analogo considerato l’intervento di 13 scienziati.

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Mario Catania, ministro MIPAAF bacchetta Clini sugli OGM

pubblicato da Marina

Mario Catania ministro Politiche agricole

    E’ appena uscito un comunicato ufficiale sul sito del ministero dell’Ambiente in cui il ministro Clini fa un passo indietro è afferma chiaramente la posizione no OGM dell’Italia pur chiedendo maggiore apertura verso la ricerca:

    Ferma restando la posizione italiana in merito al divieto dell’impiego degli OGM in agricoltura, credo che sarebbe insensato continuare a tenere il freno alla ricerca considerando in particolare che l’ingegneria genetica una infrastruttura comune per la ricerca in molti settori: dalla farmaceutica alla protezione di prodotti tipici dell’agricoltura, dall’energia al risanamento di siti contaminati con biotecnologie, dalla lotta alla desertificazione alla protezione dei suoli esposti al dissesto idrogeologico. Sarebbe opportuna una seria e documentata riflessione, anche tenendo conto della evoluzione della ricerca e degli investimenti in questo settore, a livello europeo e globale.

Chi è competente in materia di OGM in Italia? Il Ministro per l’agricoltura Mario Catania. Ma quando c’è da sperticarsi in favore delle colture geneticamente modificate ecco comparire sulla scena Corrado Clini ministro per l’Ambiente. Questa volta senza fraintendimenti lo dice papale papale in un intervista al Corriere in cui dichiara:

Senza l’ingegneria genetica oggi non avremmo alcuni fra i nostri prodotti più tipici. Il grano duro, il riso Carnaroli, il pomodoro San Marzano, il basilico ligure, la vite Nero D’Avola, la cipolla rossa di Tropea, il broccolo romanesco: sono stati ottenuti grazie agli incroci e con la mutagenesi sui semi.

Tocca però inevitabilmente a Mario Catania ministro per l’Agricoltura quale sia la posizione dell’Italia in merito alle colture OGM che spiega:

Sono valutazioni personali di Clini che non impegnano il governo. Non si può certo dire che abbiamo il San Marzano o altri prodotti perché abbiamo fatto manipolazioni genetiche. L’Italia resta contraria all’uso degli Ogm, ma è ora favorevole a un accordo Ue che consenta ad ogni stato membro di decidere in autonomia sulle colture geneticamente modificate, mentre i precedenti governi erano “restii” ad accettare la proposta della Commissione europea. Quella della Commissione europea non è una proposta che si per sé è pro-Ogm o incentivi le coltivazioni degli Ogm in Europa.

Ma perché è scoppiato il putiferio tra i due rappresentanti all’Ambiente e all’Agricoltura? La scorsa settimana come riporta Agronotizie i 27 si sono riuniti in Commissione europea per discutere la bozza sulla regolamentazione OGM predisposta dalla Danimarca che ha la presidenza semestrale. L’accordo non è stato raggiunto e la discussione è stata rinviata al prossimo giugno. Di fatto si propone la possibilità per gli Stati membri di decidere autonomamente e senza vincoli dall’Europa se sul loro territorio sia possibile autorizzare coltivazioni OGM. Insomma l’apertura è verso una sovranità nazionale. Tra gli stati che non vogliono OGM sul loro territorio ci sono anche: Francia, Spagna, Gran Bretagna, Germania, Belgio, Slovacchia e Irlanda.

Foto | TMNews

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Clini a Bari per rivedere con Vendola la VIA all'Ilva di Taranto

pubblicato da Marina

Vendola, Prestigiacomo e Riva inaugurano l'impianto UREA all'Ilva di Taranto per contenere le emissioni di diossine

Dei problemi vissuti all’Ilva di Taranto incluso un incendio ne abbiamo scritto qui e qui. E’ di oggi la notizia dell’incontro fissato tra otto giorni tra Corrado Clini ministro per l’Ambiente e Nichi Vendola Governatore della Puglia a Bari. Dalla nota del Ministero per l’Ambiente:

Il 14 marzo a Bari il ministro dell’Ambiente, Corrado Clini, il presidente della Regione Puglia, Nichi Vendola, e il sindaco di Taranto, Ippazio Stefano, si incontreranno per discutere il riesame della procedura Aia (Autorizzazione integrata ambientale) per il polo siderurgico di Taranto. Il ministro Clini e il presidente Vendola hanno deciso di avviare subito, in preparazione dell’incontro, l’analisi della documentazione tecnica dell’autorizzazione Aia, che era stata rilasciata nel luglio scorso.

L’incontro nasce per volontà di Vendola che ha inviato nei giorni scorsi una lettera sollecitando appunto il ministro con l’obiettivo di avviare le procedure di bonifica. Appena tre anni fa, era il 2009 (e la foto in alto si riferisce a quel periodo) Vendola con l’ex ministro all’Ambiente Stefania Prestigiacomo e Fabio Riva Vicepresidente di Riva Fire inauguravano UREA, l’impianto studiato per controllare le emissioni di polveri sottili, così come il documento ufficiale sul sito dell’Ilva. Un anno fa, invece Vendola rivendicava con forza il diritto dell’Ilva di restare a Taranto per garantire lavoro in una zona depressa economicamente.

Dopo il salto l’intervista che Angelo Bonelli rilasciò nel 2010 a TF1 e in cui preannunciava il disastro sanitario e ambientale.

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Un monumento a Schettino

pubblicato da AlterEco

nave crociera venezia

Un monumento a Schettino, no, non sul serio ma per quell’ironia della cattiva sorte, tutta italiana, che ci fa vedere i problemi giganti solo per gli errori dei nani. E così, a seguito del naufragio della Costa Concordia all’Isola del Giglio, il Ministero dell’Ambiente si è accorto che c’erano delle belle e luminose città galleggianti che sfioravano troppo da vicino Venezia, la città galleggiante.

Eppure cittadini e gruppi ambientalisti, con iniziative come Big ship you kill me, se ne lamentavano da tempo, con scarsi risultati. Le navi da crociera fanno scalo a Venezia dal 2000. Chi lo sa se non si può parlare di 11 anni di tragedie sfiorate, perché se alla storia del comandante fuori di testa, ubriaco, megalomane e cieco e chi più supposizioni ha più ne metta, ci crediamo tutti, di sicuro c’è già un’altra storia: la consuetudine di salutare le isole ed i tratti di costa di pregio avvicinandosi troppo era comune a molte navi. Accolta con favore da isolani e sindaci.

Le navi da crociera nel Bacino di San Marco sono andate via via crescendo in lunghezza ed altezza nel corso degli ultimi anni. Oscurano la maggior parte dei campanili veneziani dall’alto della loro stazza imponente, tolgono il respiro alla visuale, sono visibili da terrazzi e tetti. Nel 2000 il numero di passeggeri in transito a Venezia sulle navi da crociera ammontava a 500 mila. Nel 2011 si è sfiorata la soglia dei 2 milioni di viaggiatori.

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