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Tutti gli articoli con tag coste

Cetacei a rischio a causa dei sonar militari

pubblicato da Barbara Arlati

Balena sulla spiaggia

Due cetacei, due rari esemplari di zifio, si sono spiaggiati sulle coste vicino Siracusa, mentre è in corso un’esercitazione NATO con uso di apparecchiature sonar. Non è una coincidenza: non è infatti la prima volta che i cetacei spiaggiano perché disturbati da sonar militari.

Fortunatamente i due animali sono stati recuperati e portati al largo dalla Guardia Costiera. L’operazione militare continuerà fino al 17 febbraio, con l’utilizzo di sei sommergibili e soprattutto sofisticate apparecchiature sonar.

Giovanni Soldini, testimonial Greenpeace, ha dichiarato:

I nostri mari sono già in un grave stato di degrado è doveroso prendere ogni misura necessaria per evitare che le minacce aumentino.

I sonar militari possono provocare effetti sui cetacei fino a 100 chilometri di distanza, producendo disorientamento e spesso danni fisici che possono portare anche alla morte.

Greenpeace chiede:

Al ministero dell’Ambiente di fare chiarezza sullo spiaggiamento di Siracusa, e di vietare queste esercitazioni soprattutto nelle aree in cui gli zifi sono più diffusi: lo Ionio e l’alto Tirreno. In particolare poi l’immediata revoca dell’autorizzazione alle esercitazioni NATO/NURC a Pianosa e in tutto il Santuario dei Cetacei che è rimasto un “parco di carta” per troppo tempo.

Via | Greenpeace
Foto | Flickr

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Marea nera: arrivano gli U2

pubblicato da Peppe Croce

marea nera: arrivano gli U2

Lentamente tutti i timori stanno diventando realtà: la marea nera causata dal disastro della Deepwater Horizon ha toccato le coste delle isole Chandeleur, in Louisiana.

A vigilare sulla situazione ci sono due enti governativi, la National Oceanic and Atmospheric Administration (NOAA) e la più famosa NASA. Quest’ultima, su richiesta della prima, si sta dando da fare per monitorare l’espansione della macchia nera.

Tra gli interventi messi in atto dalla NASA c’è l’invio sui cieli del Golfo del Messico di aerei ER-2, veivoli da ricognizione derivati dai famosi U2 in grado di volare a 70.000 piedi e di scattare foto ad altissima risoluzione.

Continua a leggere: Marea nera: arrivano gli U2

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L'Oceano Atlantico è una discarica, abbandonata

pubblicato da missunderstanding

rifiuti nell'oceano

Molti sono a conoscenza del grande vortice di rifiuti del Pacifico, al largo della coste del Texas americane, grande quanto il Texas, mentre molti meno conoscono l’accumulo di rifiuti dell’Oceano Atlantico, lontano miglia e miglia dalle coste del Nord America.

La chiazza di rifiuti del’Atlantico copre una zona molto vasta, lunga quanto la distanza tra Cuba e la Virginia, mentre la sua larghezza non è tutt’ora ancora ben definita. I rifiuti di plastica potrebbero rimanere in questa zona dell’Atlantico per anni, con rischi enormi per i pesci, gli uccelli e gli altri animali che potrebbero accidentalmente ingerire i rifiuti.

Secondo Kara Lavender Law, oceanografica dell’Associazione Sea Education del Massachussets, i rifiuti dell’Atlantico vengono praticamente ignorati. Dal Pacifico all’Atlantico gli Oceani sono discariche a cielo aperto che mettono a rischio la biodiversità e la sopravvivenza degli ecosistemi marini dell’Oceano.

via | news.nationalgeographic

Foto | Flickr

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Scompare la nebbia, a rischio gli ecosistemi

pubblicato da missunderstanding

nebbia

Lungo le coste della California la nebbia scompare sempre di più: negli ultimi 100 anni si sono perse in media quasi 3 ore di nebbia al giorno. A calcolare la diminuzione della presenza della nebbia uno studio dell’Università di Berkley, che ha analizzato e incrociato i dati su visibilità, vento e differenza di temperatura tra entroterra e costa forniti dagli aeroporti di tutto il Paese.

Lo studio evidenzia come la perdita di nebbia possa provocare danni agli ecosistemi: piante ed animali tipici del clima umido potrebbero scomparire a causa della perdita della nebbia, garante della conservazione dell’umidità e delle condizioni tipiche del clima costiero e del processo di rigenerazione di flora e fauna.

La scomparsa della nebbia si deve alla diminuzione della differenza tra le temperature dell’entroterra e della costa e la conseguenza, anche se non appare chiaro se la causa sia dovuta all’azione dell’uomo o ad un ciclo naturale. Ma una volta che la nebbia sarà scomparsa, la difficoltà maggiore per alberi e foreste sarà riuscire a trattenere l’acqua.

Sebbene le sequoie della California non siano oggi a rischio estinzione, il problema della scomparsa della nebbia non è prerogativa americana: anche in Europa si registra una regressione degli eventi nebbiosi, mentre in la comparsa della nebbia al Sud e la regressione del fenomeno nella Pianura Padana sono esempi a noi vicini di quanto analizzato a Berkley.

via | berkley.edu

Foto | Flickr

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Los Angeles promuove il No Bag Day contro i sacchetti di plastica

pubblicato da missunderstanding

giornata senza sacchetti di plastica
Domani 17 dicembre, la provincia di Los Angeles celebrerà il No Bag Day, la sua giornata senza buste di plastica. Per tutto il giorno, per 24 ore, si chiede a chi fa acquisti e a chi vende i prodotti di scegliere borsa per la spesa riutilizzabili al posto delle buste di plastica.

L’evento ha lo scopo di promuovere l’uso di borse riutilizzabili tra i cittadini, ai quali verranno distribuite circa 20.000 borse per la spesa e di diffondere il messaggio anche tra i venditori, perché tutti possano contribuire con una piccolo gesto a diminuire l’inquinamento. Si stima che i soli abitanti della provincia di Los Angeles utilizzino circa 6 miliardi di sacchetti di plastica all’anno.

Anche se siamo lontani da Los Angeles possiamo condividere l’iniziativa nei nostri acquisti quotidiani, come dice la bellissima illustrazione che apre questo articolo, home page di HealtheBay, associazione promotrice della giornata senza sacchetti di plastica: anche se l’inquinamento dei sacchetti di plastica colpisce in particolar modo le coste California, tutti dovrebbero dare il proprio contributo perché indirettamente ne risentono la salute e il portafogli di ogni cittadino, indipendentemente dal paese in cui vive.

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Approvata la legge campi-boe per ormeggi attrezzati lungo le coste

pubblicato da missunderstanding

legge campi boe per tutela coste

Il Senato ha approvato all’unanimità il disegno di legge Campi-Boe, proposta dal senatore del PD Ranucci, per un progetto relativo alla costruzione di ormeggi attrezzati per imbarcazioni da diporto nelle isole minori e nelle aree marine di maggior pregio ambientale e paesaggistico, secondo quanto leggiamo sul Notiziario delle Eolie.

Saranno le isole minori a beneficiare della legge, oltre a tratti di coste appartenenti ad aree marine protette: l’approvazione della legge mira a promuovere lo sviluppo di infrastrutture leggere, ovvero di ormeggi attrezzati e campi-boe che permettano di eliminare quasi del tutto gli ancoraggi là dove i fondali sono preziosi.

La regolamentazione degli ancoraggi e degli accessi nelle aree protette delle zone costiere si rende necessaria sia per la tutela dei fondali protetti, sia per regolamentare l’approdo alla costa da parte dei turisti nel periodo estivo.

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Riparte la Goletta Verde a caccia degli abusi del mare

pubblicato da viviana

goletta verde 2009

Salpa per il suo 24esimo viaggio la Goletta Verde, campagna di Legambiente per il monitoraggio delle coste e dei mari italiani, con un taglio più combattivo delle ultime edizioni. 2000 miglia da percorrere alla ricerca di situazioni critiche, scarichi illegali, inquinamento e fenomeni di abusivismo che minacciano ancora le nostre coste.

Lo scorso anno il 93% dei punti di campionamento italiani è risultato balneabile, segno che negli anni l’attenzione posta dalla Goletta sul problema della qualità della acque costiere ha avuto buoni frutti. Le amministrazioni, locali e non, che 24 anni fa non si curavano di monitorare lo stato delle acque costiere, hanno nel tempo implementato leggi, depuratori e strutture necessarie e così ora i bagnanti possono godere di molti luoghi sicuri e puliti dove fare il bagno. E molti comuni si sono impegnati per offrire ambiente, servizi e qualità ai propri cittadini e ai turisti, come già ricordato nella Guida Blu 2009.

Ma la situazione non completamente regolare ed esente da problematicità. L’elenco delle illegalità è tutto raccolto nel dossier Mare Monstrum 2009 presentato oggi insieme alla partenza della Goletta. Oltre 14.500 infrazioni accertate, 16mila persone denunciate, 1800 scarichi abusivi in mare, ecomostri e abusi edilizi, insomma una infrazione ogni 2 Km di costa, a rovinare la festa e a ricordarci che ancora c’è molto da fare.

Via | Legambiente

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I fondali dello Ionio sono troppo pericolosi e troppo preziosi per l'impianto di un gasdotto

pubblicato da missunderstanding

fondale marino IonioSul fondo dello Ionio, tra Puglia e Calabria, ci sono ecosistemi delicati, preziosi per la conservazione della biodiversità e zone a rischio frane e faglie da cui esce gas. Conclusione? Lo Ionio non è il mare più adatto per l’impianto di gasdotti o per l’installazione di altre opere perchè il suo fondale è troppo fragile.

Questo è quello che emerge dallo studio dei fondali marini che mira a mappare le zone a rischio geologico che potrebbero causare terremoti e tsunami, all’interno del progetto di monitoraggio della Protezione Civile “Carta di pericolosità dei fondali marini”. A mappare si è partiti da Puglia e Calabria, precisamente dalle analisi effettuate da Torre Pali fino al Golfo di Taranto sul lato pugliese e sul lato calabro da Scanzano Jonico fino al Golfo di Squillace. Leggo sul Quotidiano che “la Calabria è esposta al rischio di terremoti potenzialmente devastanti a causa di faglie sottomarine di fronte al Golfo di Squillace e di vulcani di fango attivi nei pressi di Crotone”.

Per quanto riguarda il versante pugliese dello Ionio, i fondali sono considerati molto preziosi per la salvaguardia delle specie: “A largo del litorale di Santa Maria di Leuca sono stati identificati banchi carbonatici molto probabilmente costituiti da coralli bianchi già noti, che si pensava non esistessero più. Si tratta di ecosistemi delicati che si sviluppano solo con temperature e nutrienti particolari. Non sono direttamente correlati a condizioni di criticità del fondale, ma piuttosto rappresentano zone da evitare se si ipotizza, per esempio, di posare sul fondale marino pipeline od opere varie. Vanno evitati sia perché si tratta di strutture intrinsecamente fragili, sia perché preziose in termini di biodiversità”.

Foto | Flickr

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L'eco-sacchetto lo paga la pubblicità

pubblicato da Roberto Bosio

borsa di plastica biodegradabile I sacchetti di plastica andrebbero eliminati perché causano danni incalcolabili alla salute del pianeta. Nel mondo ogni vengono prodotti 500 miliardi di shopper. E per smaltirne uno ci vogliono in media dai 10 ai 20 anni, ma secondo più di quattrocento.

Solo in Italia vengono prodotti 4 miliardi di sacchetti di plastica l’anno. Per darvi un’idea di cosa significhi un numero simile mi basta dirvi che, se fossero messe una di fianco all’altra, riuscirebbero a coprire una superficie di circa 500.000 chilometri quadrati. Più di una volta e mezzo l’Italia, visto che il nostro paese ha una superficie che supera di poco i 301.000 chilometri quadrati.

In attesa che scatti veramente dal 2010 l’abolizione delle buste di plastica, si potrebbe iniziare con il sostituire quelle tradizionali con shopper biodegradabili. Peccato che costino 3-4 volte in più di quello normali. Per ovviare a questo problema, che in tempi di crisi non è di poco conto, Arcadia Media ha pensato di trasformare i sacchetti di plastica biodegradabile in un media pubblicitario.

La trovata è in fondo semplice. Da una parte, le imprese potranno inserire loro messaggi pubblicitari su uno dei due lati del sacchetto, e sostenere l’ambiente, pagando la differenza di costo tra la produzione di un sacchetto di plastica e uno di mater bi. Dall’altra, il consumatore pagherà gli eco-sacchetti esattamente come quelli abituali. Resta da vedere come risponderà la grande distribuzione. Senza la collaborazione di supermercati, grandi magazzini e centri commerciali il progetto rischia di avere vita breve.

Via ⎥ La Stampa, Newsfood.com

Foto ⎥ Flickr

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Resiste la "Legge Salvacoste" in Sardegna

pubblicato da Simone Muscas

Costa della SardegnaQualche giorno fa (il 5 ottobre) si è tenuto in Sardegna un referendum popolare valevole per l’abrogazione della cosiddetta “Legge Salvacoste”. La legge, in vigore nell’isola dal 2004, continuerà però ad essere operativa almeno sino alle prossime elezioni regionali, poiché non è stato raggiunto il quorum minimo necessario per dare validità al voto.

Che cos’è questa “Legge Salvacoste”? Si tratta di un provvedimento che potrebbe essere definito come “croce e delizia” dell’amministrazione regionale in carica. La legge infatti, approvata fra mille polemiche, fissa a due chilometri dal mare il limite per nuovi insediamenti, abitativi e turistici. Il provvedimento, lanciato dal governatore della Sardegna Renato Soru, ha avuto come slogan quello di fermare la speculazione del turismo.

In sostanza vengono enormemente ridimensionati i poteri decisionali delle amministrazioni locali per quel che concerne l’edificazione nelle aree prossime alla costa. Il principio su cui si basa il vincolo è che il turismo, per rappresentare una ricchezza economica nell’isola, dovrebbe essere fatto innanzitutto di servizi e non di edificazione selvaggia e priva di regole deleterie per l’ambiente e il territorio.

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