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Tutti gli articoli con tag crisi economica

Mario Monti lancia la crescita economica: ma con quali risorse naturali?

pubblicato da Marina

mario monti rilancerà la crescita economica: ma con quali risorse?Leggo su Petrolio di Debora Billi dell’ospitata stellare da Fabio Fazio stasera su RaiTre a Che tempo che fa: Mario Monti. L’occasione servirà a Premier per presentare il programma di CrescItalia, ossia quel che ci attende nel dopo crisi e nel dopo mazzata delle tasse: le misure economiche studiate per la crescita dell’economia nazionale. Ma probabilmente è solo una speranza vana. E toccherà a Luca Mercalli spiegare che per limiti raggiunti di sfruttamenti di risorse del Pianeta la crescita non potrà mai più esserci. Nè in Italia, né nel resto del mondo.

Scrive Debora:

Il petrolio è in esaurimento, il gas quasi; mancano le materie prime per continuare il ciclo produci-consuma-getta. Già siamo costretti a riciclare materiali inquinati (succede con la plastica, con l’acciaio, persino col cibo), e quanto all’agricoltura siamo in calo con la produzione e in aumento con la popolazione. Si profilano guerre locali e globali per il controllo delle risorse, non c’è più posto per tante potenze mondiali quando si è in tempi di scarsità. Sarebbe bello che il premier spieghi come lo Stato avvierà una grande opera di manutenzione e mantenimento dell’esistente, di quello che abbiamo costruito nei tempi grassi e che vogliamo conservare il più a lungo possibile per i nostri figli. Ma non lo farà. Perché Mario Monti, tanto incensato, è ancora il prodotto di un vecchiume miope che non ha capito nulla.E che, tra gli applausi dei cittadini ignari, ci sta conducendo verso l’abisso a far la fine dei topi suonando il suo piffero.

Foto | Flickr

L'economia della bicicletta salverà l'economia mondiale

pubblicato da Marina

economia della bicicletta

Immaginate, nonostante la crisi economica, di ritrovarvi in tasca, ogni anno tra i 5mila e i 12mila euro in più. Immaginate come la vostra vita potrebbe cambiare. E il mezzo per avere tanti soldi in più è semplice: una bicicletta.

Non deve sembrare strano ma l’economia è plastica. Dunque ecco sorgere parcheggi e servizi orientati ai ciclisti in quelle comunità che hanno preferito l’uso della bicicletta all’automobile. Scrive Susan Piedmont-Palladino curatrice del National Building Museum di Washington:

Sbarazzarsi di una macchina per ritrovarsi in tasca ottomila dollari e sentirsi meglio. Se solo fosse così semplice! Non funziona in questo modo, naturalmente, perché nessuno di noi è una statistica. Ognuno di noi è impigliato nella proprie complesse circostanze e deve tener conto di ogni eccezione. Inoltre, non si può rimanere a casa una volta che si è rinunciato alla macchina, quindi il denaro risparmiato sarà usato per autobus, metropolitana, scooter, bicicletta, bike sharing, pattini, taxi, scarpe nuove e giubbotti.

Ci dice Susan che per quanto si possa spendere in trasporto alternativo all’automobile si risparmia sempre tantissimo: non ci sono certamente spese quali tasse, assicurazione, manutenzione e carburante. Spiega, che se pensiamo che il tempo sia denaro, allora dobbiamo anche pensare che lo spazio è denaro. Dunque considerare i nostri spostamenti non solo in termini di tempo ma anche di spazio. Ha senso allora restare imbottigliati nel traffico se poi dobbiamo fare pochi chilometri? Non è meglio camminare o pedalare per 10 minuti?

Ma la diffusione della bicicletta come mezzo di trasporto economico e sostenibile fatica a affermarsi perché di fatto le strade cittadine non sono sicure per i ciclisti. E gli amanti della bicicletta non sono ancora una potente lobby di consumatori.

Via | Grist Grazie a Fabio A. per la segnalazione su Fb.
Foto | NBM

La Nemesi, gli spazi verdi urbani fanno saltare 5 volte la maggioranza in aula

pubblicato da Marina

parlamento italiano

Oltre gli scandali che coinvolgono Berlusconi, oltre la crisi economica possono gli spazi verdi urbani. Infatti, il Governo non trova coesione sull’approvazione della legge che li riguarda e la maggioranza va sotto per ben cinque volte quest’oggi (su Polisblog i dettagli).

Insomma, l’ambiente a modo suo si ribella. Infatti non c’è un ecologista in Parlamento; le leggi che sfornano sono spesso contro la tutela ambientale ma ecco che oggi si sprigiona la Nemesi.

In sostanza sono passati diversi emendamenti del Pd e dei radicali in lista al Pd su cui il Governo aveva espresso parere contrario, mentre uno presentato dalla Lega è stato poi votato contro dagli stessi padani. Cosa è accaduto? Troppi assenti tra i banchi della maggioranza. Insomma, avranno pensato i deputati del Pdl: ma a chi vuoi che interessi una legge sugli spazi verdi urbani?

Foto | Flickr

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EEA: l'agricoltura intensiva ammazza la biodiversità del paesaggio

pubblicato da Marina

l'agricoltura intensiva deframmente il suolo più delle rinnovabili e distrugge la biodiversità

E’ stato pubblicato da EEA (Agenzia europea per l’ambiente) e presentato un paio di giorni fa il Rapporto Landscape fragmentation in Europe studio redatto con l’Ufficio Federale dell’Ambiente Svizzero (UFAM). Le conclusioni a cui giungono gli studiosi sono strabilianti: a mettere a repentaglio biodiversità, paesaggio, suoli e territorio non sono (al momento) gli impianti delle rinnovabili bensì le tecniche dell’agricoltura intensiva e tutta la massiccia presenza di infrastrutture (strade, autostrade e ferrovie) atte a sostenerla.

Andrea Ferrante presidente nazionale dell’Associazione Italiana per l’Agricoltura Biologica (AIAB) lo spiega così:

I dati dello studio dell’EEA dimostrano una volta di più, qualora ce ne fosse bisogno, l’insostenibilità del modello agroindustriale un modello che ha distrutto il paesaggio europeo e desertificato i nostri territori rurali, che è totalmente dipendente dall’energia fossile e non ha futuro. Quanto emerso dallo studio Frammentazione del paesaggio in Europa impone di scegliere una nuova PAC che rimetta al centro un’agricoltura familiare e di piccola scala, sostenibile, basata sul metodo biologico.

Nel 2013 si andrà a ridiscutere la Politica agricola comunitaria che agli italiani non è mai piaciuta. E non ci ha neanche portato molti vantaggi, diciamolo. Si proverà a deframmentare quei grossi agglomerati della agricoltura intensiva che si trovano, causa caratteristiche morfologiche del territorio, proprio nel nord Europa.

Continua Ferrante:

Di fronte all’eccezionale crisi economica, ambientale e sociale in corso l’agricoltura basata sulla sovranità alimentare, caratterizzata da una nuova centralità per la figura dei contadini-produttori e da modelli di produzione ecosostenibili come l’agricoltura biologica, rappresenta un’opportunità unica per uscire da questo stato di crescente disfacimento. L’uso dei fondi della PAC deve immediatamente cambiare e smettere di tenere in vita un modello agroindustriale che non ha più ragione di esistere.

Via | Comunicato stampa
Foto | Flickr

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Acqua potabile e servizi igienico sanitari nel terzo mondo? Non "attraggono"

pubblicato da Nestor Carnevali


L’obiettivo per il 2015 era ambizioso, ma vitale: dimezzare il numero di persone che non hanno accesso ad acqua potabile e a servizi igienico sanitari degni di questo nome. Si tratta di 2.6 miliardi di persone, praticamente un terzo della popolazione dell’intero pianeta. La crisi economica sta facendo ridurre drasticamente i fondi per la cooperazione internazionale, il nostro paese è in testa alla classifica degli stati che hanno “promesso” risorse salvo poi tirarsi indietro, ma l’allarme lanciato dalla Banca Mondiale e da WaterAid indica un’altra pericolosa tendenza.

I progetti legati allo sviluppo di una rete distributiva dell’acqua e alle reti fognarie stanno subendo dei “tagli” ancora più massicci. Costruire “scuole” e “ospedali” è più attraente per enti governativi e non di quanto non lo sia finanziare la costruzione di fogne, pozzi e depuratori. Allo stato attuale oltre un miliardo di persone non riceveranno l’aiuto che era stato promesso dai paesi ricchi con ricadute drammatiche in particolare nell’Africa Sub sahariana.

Secondo WaterAid l’acqua potabile e i servizi igienico-sanitari sono elementi essenziali sia per la salute (ogni anno muoiono più bambini di diarrea che di quanti ne muoiano per l’Aids, la malaria e la tubercolosi messi insieme) che per lo sviluppo economico. Le donne e le ragazze sono le più colpite dalla mancanza d’acqua perché proprio a loro, nella gran parte dei casi, è affidato il compito della raccolta del prezioso liquido trasparente. La Banca Mondiale ha scoperto che la riduzione di 15 minuti del tempo necessario al reperimento dell’acqua in Ghana ha portato ad un aumento della scolarizzazione femminile fra l’8% e il 12%. Secondo le Nazioni Unite ogni 100 dollari spesi in aiuti per questa specifica necessità se ne raccolgono 900 in benefici economici grazie al miglioramento della salute e alla possibilità delle persone di diventare economicamente attive. Basteranno questi dati a convogliare le (poche) risorse disponibili su questa priorità?

[Via | Guardian]

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Secondo la Cgil le rinnovabili possono creare 250 mila posti di lavoro nel 2020

pubblicato da Peppe Croce

Secondo la Cgil le rinnovabili possono creare 250 mila posti di lavoro nel 2020Susanna Camusso, segretaria generale della Cgil nazionale, ha le idee chiare: dalla crisi nera che blocca l’economia si può uscire anche con l’aiuto dell’energia rinnovabile. Il settore, infatti, può rendere molto in posti di lavoro, anche 250 mila occupati di qui alla fine del decennio.

Le stime della Cgil sono state diffuse durante il convegno “L’energia per il lavoro sostenibile - la terza rivoluzione industriale”, organizzato dal sindacato con l’associazione Bruno Trentin. Diffusi anche i numeri attuali dell’occupazione nell’economia verde:

Dal dossier emerge che attualmente in Italia l’occupazione ‘verde’ nel settore delle fonti rinnovabili e’, tra posti diretti e indiretti, di poco superiore alle 100.000 unita’ e i settori piu’ importanti sono l’eolico con circa diecimila addetti, il solare fotovoltaico con circa 5.700 e il comparto delle biomasse con circa 25.000 occupati, mentre il resto dell’occupazione ‘verde’ si distribuisce tra il geotermico, il solare termico, il mini idrico, e le altre forme minori di produzione di energia da fonti rinnovabili che impiegano, tra diretti e indiretti, circa 50.000 lavoratori

Già in passato la Cgil aveva chiesto maggior sostegno al ramo verde dell’economia con la raccolta di firme “Sì alle rinnovabili, no al nucleare” (uno slogan ripreso, seppur in ritardo e con molte contraddizioni, anche dagli ecologisti del PD). Una posizione non scontata, visto che anche l’energia nucleare potrebbe portare nuovo lavoro

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Accordo Enel-Sharp-Stm su fotovoltaico a Catania: il Cipe è muto

pubblicato da Marina

Fotovoltaico siciliano: mancano i finanziamenti del cipe Ricordate l’annuncio, mesi fa, della nascita della più grande filiera produttiva del fotovoltaico a Catania? Ricordate che dalla traballante Stm si apprestava a nascere un polo industriale dedicato solo alle energie rinnovabili? Ebbene, l’accordo tra Enel-Sharp e Stm per replicare lo stabilimento di Sakay in terra sicula dove produrre dal 2011 le nuove celle solari a tripla giunzione sviluppate da Sharp, ancora s’adda quagliare: mancano i soldi, statali, che il Cipe dovrebbe foraggiare.

La crisi economica si fa sentire e in questo momento in cui si chiedono sacrifici a tutti è difficile mettere sul piatto i finanziamenti. Almeno questo è quanto sembra voglia dire il silenzio del Cipe, in merito alla mancata messa in agenda della discussione rispetto ai possibili finanziamenti da erogare alla filiera fotovoltaica siciliana. Spiega blogsicilia:

Per il 2010 la somma d’investimento prevista dalla “TreeSun”, la società privata che verrà costituita dai tre soggetti interessati, è di 135 milioni; il 2011 di 150 e per il 2012 di 90. Fanno 375 milioni. Toccherebbe al ministero aggiungerne 47.

Foto | Enel

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Manovra anti crisi del Governo. In arrivo un nuovo condono?

pubblicato da alessandra

Entro questa sera dovrebbe essere approvata la manovra del governo per blindare i conti pubblici 2011 - 2012. Prima, però, avranno luogo i consueti incontri con le parti sociali. Tra tagli alla sanità, lotta ai falsi invalidi, pensioni e congelamento degli stipendi, all’interno della norma la questione del ricorso a nuove forme di condono edilizio sembra relativamente secondaria, eppure le tensioni su questo punto - cruciale anche in riferimento alla lotta alle mafie - seguitano ad acuirsi. Un paio di giorni fa, il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Paolo Bonaiuti, interpellato su questo punto aveva fatto spalluce, assicurando:

Non ci sarà nessun condono edilizio, casomai si tratta di mettere a catasto quelle due milioni di unità immobiliari fantasma ..

Si dovrebbe trattare, quindi, di una semplice “razionalizzazione catastale” che, ufficialmente, dovrebbe essere funzionale a sanare le circa 1,4 miloni di abitazioni non ancora iscritte al catasto e coincidenti, il più delle volte, proprio con quelle abusive, potendo consentire (forse) anche cambi di destinazione d’uso o ampliamenti… Di fatto, e a pieno titolo quindi, un condono! Che dovrebbe fruttare alle casse dello Stato circa 6 miliardi di euro nel prossimo biennio. Come è consuetudine di questo Paese, poi, c’è da domandarsi come dovrà essere risolto, in questi caso, l’eventuale conflitto tra normativa urbanistica e delle imposte. Ovvero: un’abitazione in regola dal punto di vista esattoriale lo è anche, e necessariamente, dal punto di vista urbanistico? Una casa “razionaliazzata” in zona protetta verrà abbattuta o il pagamento della tassa servirà a chiudere un occhio incentivando ancora una volta l’illegalità?

Intanto, nell’attesa di leggere il testo definitivo, persino i costruttori dell’Ance - Associazione Nazionale Costruttori Edili - auspicano l’abbattimento di nuovi condoni o formule ad essa equipollenti. Poichè, ricordano, in periodi di crisi economica, misure simili possono strozzare e falsare la concorrenza danneggiando proprio quelle imprese che operano nel pieno rispetto della legalità.

Via| Ecquo
Foto | Flickr

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Aspo Italia: la crisi economica? Viene dal petrolio. Il picco tra 18 mesi

pubblicato da Peppe Croce

Aspo Italia: la crisi economica? Viene dal petrolio. Il picco tra 18 mesi

Aspo Italia, ramificazione italiana dell’Associazione per lo studio del picco del petrolio e del gas, ha inviato ieri una lettera ai presidenti delle Regioni e Province italiane e alla Conferenza Stato-Regioni contenente una nota informativa su petrolio, economia e società.

Nel documento si legge che l’attuale crisi economica deriva anche, se non in gran parte, dalle dinamiche del mercato del petrolio:

Sussistono ragioni molto fondate per ritenere che la crisi finanziaria, partita nel 2007 in modo graduale ed evoluta nel 2008 in un vero e proprio ridimensionamento dell’economia globale, tragga in gran parte la propria origine nell’incapacità di estrarre petrolio greggio in quantità sufficienti, e a costi sufficientemente bassi, tali da sostenere la crescita imposta dall’economia aperta di mercato ormai affermata in tutto il mondo

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Documento dei vescovi abruzzesi e molisani contro il petrolio e in difesa dell'acqua

pubblicato da Marina

Vescovi abruzesi e molisani contro il petrolio e lo sfruttamento dell'acqua I Vescovi di Abruzzo e Molise si schierano apertamente contro l’inquinamento nelle loro terre, contro l’emergenza rifiuti e lo sfruttamento ignobile di risorse come l’acqua. E lo fanno attraverso una nota che riprende il documento del luglio 2008, Una nuova sobrietà per abitare l’Abruzzo e il Molise, dalla forza politica imponente che denuncia in quattro paragrafi lo scempio ambientale che si sta perpetrando ai danni di molisani e abruzzesi.

L’invito è quello sia di ripensare agli attuali stili di vita e a rivolgersi a modelli più sobri e sostenibili, sia di sollecitare i politici a interventi strutturali consistenti in difesa dell’ecosistema. Un appello in tal senso è rivolto al Governo a proposito della costruzione del cosiddetto Centro Oli di Ortona. Punto di riferimento per i cattolici che vogliono essere fedeli alla tutela del Creato è il Compendio della Dottrina Sociale della Chiesa.

I Vescovi, perciò esortano i fedeli a consumare meno e a produrre meno rifiuti ma chiedono alle autorità competenti e agli amministratori locali di fare la loro parte nella tutela dell’ambiente e del benessere dei cittadini. Infine un importante passaggio è destinato alle energie da fonti rinnovabili, eolico e fotovoltaico, riconosciute come vera alternativa al petrolio il cui uso massivo ha ridotto l’umanità in schiavitù. Dopo il salto il documento completo.

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