
Lydia Guevara è la nipote del Che e ha 24 anni e, per la prima volta nella sua vita, posa in pantaloncini, con il seno coperto solo di carote per la campagna stampa di Peta, che mira a promuovere la cultura vegetariana in Sud America, dove le popolazioni fanno largo uso di carne.
Prima di Lydia Guevara, ancheKristen Johnston aveva posato per la Peta. Il gruppo di difesa dei diritti degli animali ha richiesto Lydia Guevara come testimonial, dopo aver scoperto che la nipote del leader rivoluzionario cubano è vegetariana.
La pubblicità uscirà ad Ottobre in Argentina e poi in tutto il mondo. Secondo Michael McGraw di Peta, la campagna pubblicitaria è un omaggio ad Ernesto Guevara, data la mise evocativo-rivoluzionaria della nipote del Che e l’headline che recita “Join the vegetarian revolution”.

La lampadina ad incandescenza con la crisi energetica ed i prezzi alle stelle è stata dichiarata tecnologia obsoleta e “sprecona”. In tutto il mondo sono stati avviati i procedimenti legislativi al fine di ridurne l’utilizzo e in molti paesi addirittura a vietarlo in nome del risparmio energetico.L’Italia risparmierà ben 3 milioni di tonnellate di Co2 immesse nell’aria dal 2011 (in viola), quando insieme ad Olanda, Spagna e Gran Bretagna metterà definitivamente al bando le lampadine a bulbo mentre già dal 2010 (in rosso) Argentina, Filippine, Francia, e Nuova Zelanda hanno dichiarato e legiferato in materia.
Nel gruppo purtroppo non si vedono alcune nazioni europee fortemente sviluppate come la Germania, la Danimarca o i paesi scandinavi o alcuni colossi mondiali in espansione come Cina e India o le economie emergenti dell’Est Europa. La domanda energetica mondiale è aumentata e continuerà a crescere: non possiamo prevedere quando queste nazioni legifereranno seriamente in materia.
Continua a leggere: Mappa mondiale della fine delle lampadine ad incandescenza

In Giappone, un giovane alunno della scuola elementare Hinagiku di Moriyama, ha trovato un rarissimo esemplare di tartaruga a due teste mentre giocava in giardino. L’ha subito battezzata Takara, stesso nome di un modellino giocattolo di tartaruga in commercio per 1,300 Yen, circa 8 euro.
Non si è reso conto di avere in mano una rarità della natura; un ritrovamento simile è avvenuto a Cuba. Fortunatamente non è una mutazione dovuta all’inquinamento quanto piuttosto ad una stranezza del mondo animale.
Via | Repubblica.it

Ieri si è celebrata la Giornata Mondiale del Debito Ecologico promossa da NEF (New Economics Foundation) e dal GFN (Global Footprint Network), rete internazionale che studia quanto i consumi umani della natura siano compatibili con la loro capacità di riprodursi. In una recente ricerca del GFN è stato calcolato l’impatto ambientale dello stile di vita tenuto da 93 paesi. Positiva sentenza per Cuba, unico paese che ha sviluppato un vero e proprio sviluppo sostenibile.
Forse un po’ per costrizione, a causa dell’embargo petrolifero, Cuba può vantarsi di un’impronta ecologica bassa rispetto allo stile di vita tenuto dai suoi cittadini. La mancanza di carburanti, materie prime, macchinari ha portato i cubani a consumare le risorse poco e bene. E nonostante le difficoltà il paese gode di un’istruzione accessibile a tutti, un sistema sanitario gratuito e un’alta aspettativa di vita alla nascita.

Non possiamo lasciare che i terroristi raggiungano l’obbiettivo di spaventare la nostra nazione a tal punto che le persone non comprino e non conducano affari - G W Bush
Continua a leggere: EcoCinema - Surplus, Terrorized into being consumer
Da Cuba, Fidel Castro lancia un messaggio forte e chiaro a Bush: favorire l’uso dei biocarburanti significa affamare la gente per far marciare le macchine.
Questa la sua risposta all’accordo USA-Brasile sulla produzione di etanolo e all’incontro di Bush con le case automobilistiche in cui il presidente ha chiesto di raddoppiare la produzione di auto a combustibili alternativi.
“L’idea sinistra di convertire il cibo in combustibili e’ stata definitivamente adottata come linea economica della politica estera degli USA”. Castro calcola che la politica estera statunitense di riadattamento dell’agricoltura mondiale al servizio dei trasporti possa causare fino a 3 miliardi e mezzo di morti per fame.
Continua a leggere: Fidel Castro contro i biocombustibili USA
Dicevamo ieri di come Cuba abbia rivoluzionato lo stile di vita dei suoi cittadini per far fronte alla carenza di petrolio.
Senza petrolio sono cambiati anche i trasporti: a Cuba i veicoli non viaggiano quasi mai vuoti.
Ai semafori ci sono degli agenti che fermano le macchine che viaggiano vuote, chiedono al conducente la destinazione e vi fanno salire la gente che deve andare da quella parte.
Sembra perfetto, ma il mio amico dice che funziona per forza, non per buona volontà della gente. Spontaneamente gli autisti si fermano a caricare solo le belle ragazze.
Continua a leggere: Cuba senza petrolio per i trasporti e gli elettrodomestici
Che cosa succederà dopo il picco del petrolio? Come si vive senza petrolio?
A Cuba lo sanno: stanno vivendo senza petrolio da anni, da quando la Russia ha smesso di spedire tutta una serie di derivati del petrolio e da quando l’embargo costringe i cubani a farsi bastare quel che possono produrre da soli.
Nel 1990 il PIL di Cuba è crollato dell’85% e il consumo di petrolio del 50%. Inizialmente le calorie di cibo disponibili a testa calarono del 30%. La gente dimagrì.
L’agricoltura, che in precedenza assomigliava a quella del resto del mondo e utilizzava fertilizzanti, pesticidi, macchinari e sistemi di allevamento industriali, ha dovuto essere rimodellata in modo sostenibile. Il biologico è diventato la norma. I bovini, più che essere allevati per la carne, sono usati per il lavoro dei campi.