Vi immaginate le più grandi strade trafficate delle principali città chiuse alle auto? Sembrerebbe un’assurdità, eppure in Danimarca c’è chi ha azzardato questo tipo di iniziativa. Infatti la più grande arteria stradale di Copenaghen verrà chiusa alle automobili e diventerà esclusiva per biciclette e mezzi di trasporto pubblico. Il progetto, la cui fase sperimentale durerà per tre mesi, ha lo scopo di facilitare il traffico di autobus e biciclette nella via Nørrebrogade, la più grande strada della capitale danese con i suoi 14,3 km di lunghezza.
Secondo l’assessore per l’ambiente del consiglio di amministrazione di Copenaghen, Klaus Bondamesta, si tratta di un’iniziativa che contribuirà a risolvere i crescenti problemi di traffico che si hanno a Copenaghen e allo stesso tempo implementare gli spazi ciclabili e la fluidità del trasporto pubblico. La strada attualmente è percorsa ogni giorno da 33 mila ciclisti, 65 mila passeggeri del trasporto pubblico e 17 mila automobili private. L’iniziativa sarà sperimentale sino all’inizio del 2009 e, se verrà dimostrata la sua fattibilità, a partire dalla prossima primavera la chiusura della strada diventerà definitiva.
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La questione sui cambiamenti climatici tiene banco in questi giorni e l’Italia, per quel che riguarda i propri impegni assunti quale membro della Comunità Europea, non brilla certo per le proprie performance. Inoltre, come se non bastasse, le notizie negative per il nostro Paese continuano ad arrivare. L’Italia è infatti, insieme a Spagna e Danimarca, fra i Paesi dei 15 vecchi Stati europei membri della comunità che non rispetteranno sicuramente l’obiettivo per il del Protocollo di Kyoto di riduzione delle emissioni di gas serra per l’anno 2012. Le proiezioni indicano tuttavia che l’UE-15, nel suo complesso, raggiungerà il suo obiettivo di riduzione delle emissioni dell’8% (obiettivo prefissato per il periodo 2008-2012) di emissioni gas serra rispetto al 1990.
La Comunità riuscirà a raggiungere tutto questo grazie alle politiche interne adottate dagli Stati membri, ma anche per mezzo dell’acquisto di crediti di emissione, con i meccanismi di sviluppo in Paesi terzi e attraverso attività di forestazione e riforestazione. Rispetto ai tre Stati citati, quattro Paesi (Francia, Grecia, Svezia e Regno Unito) hanno già raggiunto il loro obiettivo di Kyoto nel 2006, mentre altri otto (Austria, Belgio, Finlandia, Germania, Irlanda, Lussemburgo, Paesi Bassi e Portogallo) lo faranno con tutta certezza prima della scadenza del termine.
Il sistema di refrigerazione magnetica, allo studio nel Risø National Laboratory, riesce, per ora, ad abbassare la temperatura ambiente di circa 10 gradi.
L’energia richiesta dal sistema e’ quella dell’avvicinare ed allontanare il campo magnetico dal materiale magnetico che innesca il processo termico Tale energia e’ circa un terzo rispetta a quella necessaria ad azionare i frigoriferi convenzionali. I magneti non si consumano, non vi e’ quindi bisogno di sostituzioni. Il meccanismo non produce il tipico rumore dei frigoriferi. Il fluido che trasporta il calore dal “motore” alla zona di utilizzo può essere acqua (dal basso impatto ambientale).