Il tempo stringe per un gruppo di delfini tursiopi che ha vissuto per settimane nel Navesink River, New Jersey. Bob Schoelkopf, direttore del Marine Mammal Stranding Center in Brigantine, afferma che le temperature stanno scendendo e che se non si prenderanno provvedimenti prima dell’arrivo dell’inverno i delfini non avranno più nulla da mangiare.
Secondo Teri Frady, portavoce per la National Oceanic and Atmospheric Administration’s Fisheries Service in Woods Hole, Mass, questi delfini sono in grado di tollerare una vasta gamma di condizioni ambientali ed inoltre non c’è motivo di pensare che non siano loro stessi a lasciare la zona se le condizioni dovessero esser tali da non essere più adatte a loro. Spostare i delfini forzatamente in un’altra zona potrebbe portare addirittura alla loro morte.
Al momento sembrerebbe che questi delfini siano fuori pericolo, secondo alcuni avvistamenti degli scorsi mesi pare che abbiano già iniziato a spostarsi. Sono infatti stati avvistati alcuni esemplari prima nel fiume Shrewsbury e poco dopo nelle zone attorno Oceanic Bridge, che attraversa il Navesink tra Middletown e Rumson.

E’ vivo per miracolo Tom Marron che domenica al largo delle coste di Albany nel sud dell’Australia è stato attaccato e ferito da uno squalo. Lo ha salvato una donna madre di tre figli. Probabilmente ad attirare lo squalo, e poi gli altri tre che sono stati avvistati successivamente, un branco di delfini (in foto si vede la sagoma di uno di loro) venuti a giocare nelle acque antistanti la Middleton Beach. Qui trovate la gallery.
Le stenelle del Santuario dei Cetacei hanno il morbillivirus.
L’allarme era partito dalla Spagna, dove sono stati trovati spiaggiati 40 cetacei. Da noi sono stati trovati 6 esemplari morti in tre mesi, più di tutti quelli che normalmente si trovano in un anno. L’epidemia del ‘90-’91 aveva fatto migliaia di vittime in tutto il Mediterraneo, ora si teme una nuova decimazione.
Ad essere colpiti sono i delfini della specie Stenella coeruleoalba una specie che e’ anche oggetto di caccia da parte delle baleniere giapponesi. Il virus si manifesta con una depressione del sistema immunitario e gli animali smettono di nutrirsi, fino a morire.
Questi animali non possono essere allevati in cattività. Non si riesce a nutrirli e in due settimane muoiono di fame. E’ quindi abbastanza difficile studiarli.
Hayden Panettiere, ovvero la cheerleader di Heroes che dovrebbe salvare il mondo sullo schermo, si sta dando da fare a salvare perlomeno un pezzettino del mondo reale. È stata di recente coinvolta in una azione dimostrativa per salvare delfini e balene dalla mattanza in Giappone, pratica che si ripete ogni anno portandosi dietro moltissime polemiche per la sua crudeltà.
La bionda eroina ha fatto parte di un gruppo di surfers della organizzazione Sea Sheperd Conservation Society che ha compiuto una azione dimostrativa presso Taji in Giappone, luogo ogni anno di un vero e proprio massacro di delfini per ricavarne carne da vendere come cibo. Il gruppo ha nuotato fino al luogo del massacro, nell’acqua rossa di sangue degli animali, dentro un “recinto” dove altri delfini aspettavano la stessa sorte. I sei attivisti sono stati fermati e spintonati malamente da una barca di pescatori impegnati nella mattanza, che hanno poi proseguito il loro “lavoro”, e in seguito fermati dalla polizia per accertamenti.
Sul sito della organizzazione si possono vedere foto e video dell’azione.
via | Surfcorner.it
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L’Unione Internazionale per la Conservazione della Natura ha stilato la Lista rossa delle specie animali e vegetali più minacciate nel pianeta. Attualmente ci sono oltre 41.400 specie segnate sulla lista e quelle a rischio estinzione sono oltre 16.300 contro le 16.100 dello scorso anno. Gorilla, orangotango, delfini e coralli sono tra le più in pericolo. 785 sono invece quelle già estinte.
L’Unione è stata creata nel 1948 e ne fanno parte 84 stati, 108 agenzie governative, 800 Ong e migliaia di scienziati ed esperti e si occupa di conservazione della natura e salvaguardia delle specie.
A destare molta preoccupazione sono i gorilla e gli orangotango. La popolazione dei Gorilla occidentali di pianura è diminuita del 60 % in 20-25 anni a seguito del virus dell’Ebola e della caccia. Critica la situazione anche dell’orango di Sumatra e del Borneo minacciato dalla perdita del suo habitat a causa della vendita legale e illegale del legno e dell’olio di palma.
Continua a leggere: Gorilla, orangotango, delfini e coralli a rischio estinzione

Molte specie di cetacei del Mediterraneo, in primis balene e delfini, stanno attraversando un momento difficile per la loro salute: tre esemplari di balena trovate morte nei pressi delle coste campane sono un campanello d’allarme da non sottovalutare.
La dottoressa Flegra Bentivegna della Stazione Zoologica Anton Dohrn di Napoli ha partecipato al
ritrovamento di due dei tre esemplari rinvenuti, prelevando campioni da analizzare in laboratorio per chiarire le cause dei decessi, poiché non risultavano segni evidenti di ferite esterne. Forse un virus, forse l’inquinamento, forse la mancanza di cibo o le temperature troppo elevate le cause ipotizzate per la morte.
Continua a leggere: Balene e delfini si ammalano misteriosamente

Non proprio una seconda parte, ma un piccolo aggiornamento del post Vicini Vicini. Questa volta sono stati immortalati un delfino ed una megattera. Lori Mazzuca, che ha scattato la foto, giura che i due esemplari si siano cercati orchestrando questa fantastica manovra. Sembra di sentirli mentre dicono “vicini vicini”….
“Vogliamo vedere se i numerosi esemplari di cetacei presenti in questo periodo sono solo di passaggio o anche stanziali.
Se scopriremo che ci sono dei gruppi stanziali, potremo programmare azioni di tutela specifiche” Questo ha detto la presidente di Delphin, Luigina Fattorosi, presentando la campagna di monitoraggio dei cetacei che inizierà questo fine settimana e durerà tutta l’estate.
Le attività si inseriscono nel programma dell’anno del delfino, proclamato dalle Nazioni Unite per il 2007.
Continua a leggere: Monitoraggio delfini e balenottere nell'arcipelago toscano
Abbiamo più volte parlato su Ecoblog a proposito dei delfini. Purtroppo non sempre dando buone notizie. Questa volta vogliamo rendere omaggio a questi bellissimi mammiferi marini con una piccola fotogallery, sperando che queste immagini possano entrare anche nei cuori chi, forse, cuore non ha.
E’ stata inaugurata ieri a Genova la sede ufficiale del Segretariato Permanente dell’accordo Pelagos e del Santuario dei Mammiferi. Il 25 novembre 1999 Italia, Francia e Principato di Monaco firmarono l’intesa che ha istituito il Santuario per la tutela dei cetacei del Mediterraneo, un’area di oltre 90.000 km compresa tra Liguria, Francia e Sardegna settentrionale.
I primi a parlare della creazione di un’area marina protetta nel mar Ligure furono i ricercatori del Tethys Research Institute, una ong che studia i mammiferi marini. Negli anni ’80 l’istituto notò la particolare ricchezza di cetacei di questa zona, ma anche gli innumerevoli pericoli a cui questi animali erano sottoposti, tra cui le collisioni con le imbarcazioni. Da queste osservazioni nacque l’idea che oggi è realtà.
In queste acque si trovano tantissime specie di cetacei: dalle balenottere comuni ai capodogli, dagli zifii ai globicefali, dai delfini alle stenelle striate. Queste ultime sono la specie più abbondante nel santuario: secondo il Tethys Institute raggiunsero, insieme alle balenottere, l’80% di tutti gli avvistamenti di cetacei effettuati durante le crociere di ricerca condotte nei mesi estivi dal 1986 al 1989.