Il video che avete appena visto racconta una storia di crudeltà verso le galline, le immagini sono crude, mentre i pancakes di IHOP, preparati con le uova di quelle galline, risultano ben cotti. La denuncia alla catena IHOP arriva da Bill Maher e dall’associazione in difesa degli animali Human Society, che chiedono che la catena di cibo pronto smetta di usare le gabbie della crudeltà.
Da noi non c’è la catena IHOP, ma il video è un esempio lampante di come vengano trattate le galline nelle gabbie. E a volte basta un’immagine perchè l’uomo si cominci a interrogare sulla provenienza di quello che consuma e mangia abitualmente. E noi che non mangiamo i pancakes, ma consumiamo altrettante uova, lo sappiamo da dove vengono quelle che mangiamo e come sono trattate le galline che le fanno? Accertiamoci che non si tratti di gabbie della crudeltà come nel caso di IHOP, faremo un favore a noi e alle galline.
via | ecorazzi

C’è un modo semplicissimo attraverso il quale ognuno di noi può portare a Copenaghen la propria scelta sulle tematiche ambientali e sui problemi ritenuti più urgenti. Basta un click sul sito del premio internazionale di giornalismo ambiental per votare l’articolo che piace di più.
Il premio Earth Journalism Award è un premio internazionale, al quale hanno partecipato giornalisti, blogger e creativi di tutto il mondo, pronti a denunciare emergenze ambientali, disagi e a raccontare storie di animali e natura in pericolo da ogni parte del mondo. Le selezioni per l’invio sono chiuse, ma ogni utente della rete può dare il suo contributo votando online l’articolo che preferisce.
I 14 articoli più votati, uno per ognuna delle 14 categorie, 7 regionali e 7 legate alle diverse tematiche, saranno presentati a Copenaghen il 14 dicembre, perchè l’informazione viene anche dal basso, e non solo dalle fonti ufficiali. Per esprimere il proprio giudizio e portare la propria opinione a Copenaghen, attraverso le parole di un autore e del suo articolo, c’è tempo fino al 9 dicembre. Per contribuire basta poco, basta un click.
via | Facebook
L’associazione animalista Aidaa ha inviato 5 denunce contro persone dedite al sesso con animali. Con queste sono in totale 67 le denunce di Aidaa che fanno leva sull’art. 544 del Codice Penale che persegue i maltrattamenti agli animali, perchè ad oggi in Italia la zoofilia in Italia non è reato, quindi il sesso con gli animali non è illegale di per sè.
Le denunce non sono rivolte solo ai protagonisti di pratiche sessuali con animali, ma anche ai gestori di siti web che ospitano annunci “bestiality”. Lo squallore non sembra aver fine, perchè sono stati anche denunciati casi di “prostituzione zoofila”, come documentato su Crimeblog anche per altri casi. Si tratta di padroni che “cedono” a pagamento i propri animali per prestazioni sessuali. L’elenco riportato dalla Gazzetta di Parma in questo caso vede 13 cani, 2 cavalli, 3 capre ed un un maiale.
Il presidente di Aidaa Lorenzo Croce, ha messo a disposizione anche un indirizzo email al quale inviare le proprie segnalazioni: segnalazionereati@libero.it
Patrizia Castaldi e Alessandra Isernia hanno girato questo video per denunciare la situazione di inquinamento e di degrado intorno a via Pimmenthel, alla periferia di Casarano, in provincia di Lecce. Il video illustra una situazione di inquinamento da rifiuti e scarti edili tale da impedire agli abitanti della zona di uscire di casa. I terreni intorno a via Pimmenthel altro non sono che non una discarica a cielo aperto, tra i cui rifiuti i bambini giocano usando pietre e vetri al posto dei giocattoli.
Gli abitanti lamentano anche una situazione di scarsa igiene, a causa dei rifiuti pericolosi lì abbandonati, e l’insorgere di irritazioni ed eritemi in estate, e la mancanza di intervento da parte del comune, che manda la “disinfestazione per 5 minuti” quando invece sarebbero necessarie giornate di lavoro per ripulire via Pimmenthel dai rifiuti e restituire agli abitanti la libertà di uscire di casa, senza aver paura di tagliarsi al buio, o di inciampare in un rifiuto pericoloso.
Tapped è un film sull’acqua in bottiglia, o meglio, un film a favore dell’acqua pura e naturale, contro la più grande operazione di marketing della storia che tutti ci beviamo, letteralmente: l’acqua in bottiglia.
Stephanie Soechtig, regista del documentario, indaga il business dell’acqua in bottiglia e ne denuncia scorrettezze e lati oscuri, dalla produzione della plastica destinata alle bottiglie, all’abbandono delle bottiglie che finiscono negli oceani, al diritto di accesso da parte dei cittadini all’acqua come risorsa pubblica, scuotendoci dal torpore che ci fa bere di tutto.
Acerra, non ci sta più. E in merito alla questione rifiuti, inquinamento dei suoli , discariche abusive e inceneritore presenta, portandola direttamente a Bruxelles, una denuncia a carico di Romano Prodi e una richiesta di aiuto disperata alla Comunità Europea, attraverso una conferenza stampa aperta ai cittadini, perché intervenga direttamente nella bonifica dei suoli del “triangolo dei veleni” che assieme ad Acerra includono anche i comuni di Nola e Marigliano. La denuncia è stata presentata anche alle Procure di Napoli e Roma, in vista della prossima udienza, in programma per il 14 maggio, del processo contro Impregilo e l’ex commissario per l’emergenza rifiuti in Campania, Bassolino, per cui Acerra si è costituita parte civile.
“L’ordinanza di Prodi, per cui l’inceneritore debba bruciare tutte le balle di rifiuti, è illegale – dice Espedito Marletta sindaco di Acerra- La situazione del nostro territorio è diventata di estrema drammaticità dal punto di vista ambientale –continua il primo cittadino- Sulla vicenda, in 14 anni, i commissariati hanno sterilizzato le istituzioni, di fatto esautorandole. Questo è il vero dramma. Le bonifiche? Gli enti fanno fatica a farle ”.
E più inferocito che mai Marletta aggiunge: “E’ evidente che il fine non è quello di risolvere l’emergenza rifiuti bensì favorire la partecipazione alla gara per la gestione dell’inceneritore creando «convenienza economica» per le imprese partecipanti. Ricordo che l’onorevole Prodi era presidente della Commissione europea quando fu adottata la direttiva 77/2001 riferita all’utilizzo del Cdr a norma di legge e che il Parlamento italiano, non più di due mesi prima dell’adozione dell’ordinanza sul Cip6 da parte del presidente del Consiglio, aveva deciso di non applicare tale incentivo”.