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Tutti gli articoli con tag dieta vegetariana

Né l'uovo né la gallina, la replica della LAV a Giovanardi

pubblicato da AlterEco

uovo gallina uomo giovanardi

Di risposte al suo dubbio amletico Viene prima l’uomo o la gallina? Giovanardi ne ha ricevute tante negli ultimi giorni. La LAV, ad esempio, ha qualcosa da ridire sul ruolo centrale della carne nell’alimentazione, rimarcato nel corso del convegno dal nutrizionista Giorgio Calabrese.

Una replica affidata dalla LAV ai dati diffusi dall’American Dietetic Association, in uno studio che risale al 2009:

Le diete totalmente vegetariane o vegane, sono salutari, adeguate dal punto di vista nutrizionale, e possono conferire benefici per la salute nella prevenzione e nel trattamento di alcune patologie. Le diete vegetariane ben pianificate sono appropriate per individui in tutti gli stadi del ciclo vitale, ivi inclusi gravidanza, allattamento, prima e seconda infanzia e adolescenza, e per gli atleti.

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Pesci di allevamento sani e di qualità con mangimi vegetali

pubblicato da Marina

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Nutrire con mangimi vegetali i pesci di allevamento garantisce la qualità e la salubrità delle loro carni. Insomma la dieta vegetariana fa bene anche ai pesci, nello specifico salmone e trote salmonate.

L’alimentazione è stata oggetto dello studio di un gruppo di scienziati europei accorpati nel progetto AQUAMAX - Sustainable aquafeeds to maximise the health benefits of farmed fish for consumers- finanziato dall’Unione Europea e coordinato dal NIFES Istituto nazionale norvegese di ricerca sull’alimentazione e gli alimenti marini.

Secondo i risultati ottenuti è possibile sostituire con i vegetali il 70% dell’olio di pesce e l’80% delle proteine che normalmente sono presenti nei mangimi tradizionali. Ha detto Oyvind Lie, direttore del NIFES:

Ci rendiamo conto di rischiare di perdere alcuni dei benefici acidi grassi omega-3 nel grasso del pesce alterando la composizione del mangime ma rispetto alle fonti vegetali, gli stessi ingredienti marini possono contenere più inquinanti come diossine, PCB e agenti ignifughi bromati; mentre abbiamo osservato quantità sostanzialmente minori di diossine nei pesci nutriti con ingredienti vegetali.

Via | ZootecNews
Foto | Flickr

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L'altra faccia della carne: Max provoca con il dossier "Porca vacca"

pubblicato da Marina

In edicola max con il dossier porca vacca E’ in edicola dal 1° aprile Max con un dossier piuttosto sconvolgente: “Porca vacca” dedicato agli allevamenti intensivi e ai mattatoi.

Interessante la scelta di una rivista patinata come Max, famosa più per i suoi nudi d’autore che per i manzi squartati, di mostrare l’altra faccia della carne. A raccontare il viaggio durato tre anni nei mattatoi è Jonathan Safran Foer autore di “Se niente importa (Guanda)” e che ha intervistato esperti, allevatori e visto come sono trattati gli animali. Spiega Jonathan Safran Foer:

Gli allevamenti intensivi gestiscono la vita e la morte di miliardi di esseri viventi con metodi sconvolgenti: manipolazioni genetiche, sevizie, nutrizione innaturale (ad esempio il bombardamento di antibiotici), reclusione in spazi impossibili (la gabbia standard di una ovaiola concede a ogni gallina una superficie di 4,32 decimetri quadrati), metodi di uccisione e di macello dolorosi e inumani.

Ma probabilmente un po’ di speranza esiste se a fronte di un aumento di consumi di carne, siamo passati dai 71 milioni di tonnellate del 1961 agli attuali 248milioni di tonnellate destinati a raddoppiare nel 2050, sono aumentati i vegetariani che secondo dati Eurispes, in Italia sono circa 6 milioni, ossia il 10% della popolazione, percentuale tra le più alte in Europa.

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Eating Animals: quando la letteratura incontra l'etica

pubblicato da alessandra

Non è ancora uscito è già è diventato un caso letterario. Stiamo parlando di Se niente importa, il nuovo libro di Jonatham Safran Foer che uscirà nelle librerie giovedì prossimo. Per chi non lo conoscesse, Foer è il ragazzo che a soli 25 anni ha scritto un capolavoro come Ogni cosa è illuminata, seguito 3 anni dopo, dal forse ancora più bello Molto forte, incredibilmente vicino.

Questa volta, il suo libro si colloca a metà strada tra l’inchiesta, il saggio, il romanzo… E anche il saggio filosofico: perchè mangiamo gli animali? Si domanda l’autore scandagliando le motivazioni profonde che si celano dietro le nostre scelte alimentari. E lo fà introducendosi nottetempo negli allevamenti statunitensi. Ma anche parlando e cercando un confronto verbale con gli stessi allevatori. Ciò che ne emerge è un quadro atroce, certamente già noto, ma circodato da uno spesso alone d’indifferenza e dalla volontà di “non pensarci”. Per questo è necessario parlarne.

La sofferenza ingiusta degli animali, più redditizi se malati, è certamente il tema principe ma non l’unico: schiere di antibiotici assunti inconsapevolmente, riscaldamento globale, fame nel mondo… Tutte questioni strettamente connesse al consumo di carne nel mondo. Sollevando le quali, Safran Foer si aspettava una reazione fortissima da parte delle aziende zootecniche che, invece, sono rimaste mute avvallando l’ipotesi che o le medesime non abbiano argomenti a proprio favore oppure che non vogliano aprire un dibattito troppo sfavorevole all’industria della carne. L’autore sarà a Roma il 3 marzo, all’Auditorium, e a Milano il 4 marzo alla Libreria Feltrinelli di Piazza Piemonte.

Via | corriere della sera
Foto | illibraio

I segreti del Kamut®

pubblicato da Marina

Il kamut non è il grano dei faraoni

Mi sono imbattuta, sugli scaffali di un negozio di prodotti naturali, nel Kamut® di cui mi sono state narrate dal venditore doti incredibili. Mi spiegava che era un grano antichissimo, molto nutriente, ricco di vitamine, con poco glutine e indicato nelle diete vegetariane. Ho scoperto però che le doti di questo grano sono anche di tipo commerciale tanto che è coltivato e venduto in regime di monopolio. A fare una disamina sulle virtù del Kamut®, nome commerciale, o Khorasan o QK-77, la sigla con cui è registrato negli Usa, è Massimo Angelini del Consorzio della Quarantina.

Leggenda vuole che il Kamut® sia un grano antichissimo, rinvenuto nelle tombe dei faraoni e riportato in vita. In realtà spiega Angelini nel suo articolo:

Il frumento prodotto e venduto con il marchio Kamut® è coltivato negli Stati Uniti (Montana) e nel Canada (Alberta e Saskatchewan), sotto lo stretto controllo della famiglia Quinn, proprietaria della società K.Int.; in Italia è importato solo da aziende autorizzate e può essere macinato solo da mulini autorizzati. Tutti i prodotti che portano il marchio sono preparati e venduti sotto licenza della K.Int. e sotto il controllo della Kamut Enterprises of Europe.

Dunque la leggenda non ha fondamenti e neanche il fatto che passi irresponsabilmente il messaggio che nel Kamut® non ci sia glutine. Spiega Angelini:

Bisogna, infine, chiarire che, come ogni frumento, il Khorasan è inadatto per l’alimentazione dei celiaci, perché contiene glutine (e non ne è né privo, né povero, come, poco responsabilmente, una certa comunicazione pubblicitaria afferma o lascia intendere) e ne contiene in misura superiore a quella dei frumenti teneri e a numerose varietà di frumento duro.

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Perchè non mangiamo animali, il mondo vegetariano spiegato ai bambini

pubblicato da missunderstanding

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Come spiegare ai bambini l’impatto negativo del nostro regime alimentare sull’ambiente? Ci ha pensato Ruby Roth con il libro illustrato That’s why we don’t eat animals, un volumetto dedicato ai bambini che spiega loro da dove viene il cibo che consumiamo in un’ottica positiva che avvicina i bambini al mondo dei vegetariani e dei vegani.

L’autrice, dopo una lunga esperienza a contatto con i bambini, ha deciso di realizzare il libro illustrato per spiegare loro l’impatto negativo del consumo di carne sull’ambiente e lo stretto legame tra dieta vegetariana e salute, perchè i bambini sono più ricettivi degli adulti e meno abitudinari. Se volete leggere il parere dell’autrice, Ecorazzi l’ha intervistata chiedendole come è nata e come si è sviluppata l’idea del libro, perfetto anche per gli adulti.

Mangiare meno carne per combattere il cambiamento climatico

pubblicato da Marina

Vuoi salvare il Pianeta? Basta mangiare carneBasta poco per combattere il cambiamento climatico: mangiare meno carne. Almeno 1 giorno a settimana e via via aumentare i giorni in cui si evita. ( Se solo i cattolici osservassero il vecchio precetto del venerdì pesce…).

La soluzione è data da Rajendra Pachauri, 68 anni, economista indiano, vegetariano, presidente del Gruppo intergovernativo di esperti delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici (IPCC), che ha dichiarato a l’Observer che il cambiamento della dieta è fondamentale nella riduzione delle emissioni di gas serra e nei problemi ambientali connessi con l’allevamento di bovini e altri animali.

Inoltre, ha sottolineato, anche altri cambiamenti nello stile di vita aiutano a combattere il cambiamento climatico, specificando che sono necessarie riduzioni in tutti i settori dell’economia.

Via | Physorg
Foto | Flickr