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Le donne sono più attente all'ambiente, ma soffriranno di più i cambiamenti climatici

pubblicato da missunderstanding

donne cambiamenti climaticiCome reagiscono uomini e donne di fronte ai cambiamenti climatici? Chi si interessa di più all’ambiente e alle sorti del pianeta? Chi, tra uomini e donne riuscirà ad adattarsi meglio ai cambiamenti climatici?

La risposta a tutte queste domande, fornita dal rapporto delle Nazioni Unite sullo Stato della Popolazione 2009, è la stessa: le donne sono più attente alle questioni ambientali e saranno quelle maggiormente colpite dai cambiamenti climatici, ma riusciranno ad adattarsi meglio alle conseguenze e alle circostanze.

Le donne hanno comportamenti più ecologici: guidano meno degli uomini e prendono l’aereo molto meno, riciclano di più degli uomini e propendono per acquisti eco-sostenibili. Per quanto riguarda i consumi, le donne sono molto attente e hanno una gestione improntata al risparmio energetico. A tavola le donne mangiano più verdure e vegetali e molta meno carne rispetto agli uomini: i consumi delle donne ed il loro regime alimentare sono meno impatttanti rispetto ai consumi degli uomini. E ciò per i paesi industrializzati.

Per quanto riguarda i paesi in via di Sviluppo, le donne saranno le più colpite dai cambiamenti climatici perchè vivono in uno stato di dipendenza economica che non permette loro di adattarsi facilmente ai cambiamenti. In più, a causa dei cambiamenti climatici, sarà più difficile per le donne trovare cibo, acqua e risorse per sè stesse ed i propri figli.

Il rapporto si conclude con la seguente affermazione:

I cambiamenti climatici, non solo metteranno a rischio vite umane e mineranno la disponibilità dei mezzi di sostentamento, ma renderanno più evidente il gap tra ricchi e poveri ed amplificheranno le inequità tra uomini e donne.

via | Treehugger

Foto | Flickr

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No-global: da spietati terroristi a paladini

pubblicato da Luca

Sembra strano, ma è proprio quello che sta succedendo. Ricordo che non molto tempo fa i cosiddetti no-global erano additati (facendo volutamente confusione tra violenti e il movimento fine a se stesso) come pazzi scatenati, delinquenti, teppisti oltre a pericolosi individui che pretendevano lo scalpo del sistema economico.

Beh, oggi col sistema economico in apnea, non si parla più di queste figure. A dire il vero i Governi stessi sono diventati no-global, a partire dal nostro Ministro dell’Economia che nel suo libro e nelle interviste ha esternato diverse dichiarazioni in tal senso. Torniamo al filmato. È da qualche giorno che sta girando in rete ed anche se in giapponese con sottotitoli in inglese, il messaggio è reso decisamente chiaro dalle animazioni.

È prodotto dal Ministero dell’Agricoltura Foresta e Pesca giapponese (MFAA) ed incita a consumare e produrre beni localmente, in particolar modo alimentari, nonché un ritorno alla dieta tradizionale. Insomma, ci voleva una bella crisi per far capire ai cocciuti economisti che un sistema come quello presente risulta essere un tantino squilibrato.

L’animazione mi ha fatto riflettere inoltre su come un messaggio ecologista possa essere fatto passare per “innocente” filmato invece di una combutta truffaldina organizzata dalle lobby ecologiste, o più probabilmente dai sindacati agricoltori. Insomma, mi ha fatto capire che qui in Italia è tutto un complottismo politico e politicizzato…come se alla crisi importasse qualcosa.

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