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Tutti gli articoli con tag direttiva europea

Europa: Si ai depositi di scorie nucleari in altri paesi

pubblicato da Marina

nuova direttiva europea sui depositi nucleari

Depositi definitivi e geologicamente sicuri. Ma con possibilità di fuga all’estero. Questa la sorte prevista per i 50mila metri cubi di scorie nucleari prodotte ogni anno dai 143 reattori nucleari presenti in 14 stati europei. La direttiva che ne regolamenta le scorie giunge dopo 8 anni di discussioni e con una deroga rispetto al testo iniziale che prevedeva il principio che chi produce scorie non solo se le tiene ma provvede anche a stoccarle in depositi di massima sicurezza. L’adeguamento normativo nei singoli Stati membri entro il 2015.

Nel testo approvato, invece, ritorna la possibilità di portare all’estero in Paesi terzi le scorie a patto che l’ospitante sia attrezzato con un deposito sicuro e definitivo. Se non si dovessero verificare queste condizioni allora il rischio sarebbero le procedure di infrazione e multe salate.

Per le associazioni ambientaliste la direttiva non fa altro che autorizzare l’esportazione verso paesi terzi poiché in ogni caso più economicamente conveniente.

Via | Euractiv
Foto | Flickr

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Sesto rapporto europeo sulla vivisezione: quasi 12 milioni gli animali rinchiusi nei laboratori

pubblicato da alessandra

La Commissione Europea ha pubblicato il sesto rapporto “2008″ sui dati statistici relativi al numero di animali utilizzati a fini sperimentali. Ne sono stati calcolati quasi 12 milioni….

Dodici milioni di cavie da laboratorio… una enorme, intera metropoli rinchiusa in gabbia per subire ogni genere di tortura. Fra questi: 21.000 cani, 330.000 conigli e oltre 9.000 scimmie - il 56% delle quali catturate in giovanissima età allo stato selvatico, spesso alle Mauritius, distruggendo per lo scopo interi nuclei familiari al prezzo di 2.600 sterline -.Orrore allo stato puro, insomma, che fa levare un urlo di vergogna. Eppure il dato è solo parziale: secondo la Direttiva europea 86/609 -nella sua formulazione precedente il testo revisionato l’8 settembre scorso - infatti, solo gli animali vertebrati adulti possono rientrare nel triste computo. Invertebrati e bestiole già soppresse non vengono considerate pertanto utili ai fini della “statistica”..

Dei 27 Paesi europei, i peggiori sono, nell’ordine, la Francia, il Regno Unito, la Germania, la Spagna e l’Italia. Inoltre i primi quattro, unitamente all’Austria, hanno utilizzato il 50% di cavie in più rispetto al precedente rapporto pubblicato nel 2005. Riferisce Michela Kuan, la biologa responsabile del settore vivisezione presso la LAV:

L’Unione Europea continua a ritardare l’incentivazione al ricorso a metodi che non facciano uso di animali. Sarà fondamentale che nell’iter di recepimento nazionale della Direttiva, Governo e Parlamento inseriscano disposizioni per favorire lo sviluppo concreto di tali metodi e limitino, nei fatti, il ricorso agli animali, nell’ottica di un futuro basato su una ricerca etica e scientificamente rigorosa libera dal vincolo obsoleto del modello animale

Via| asca, newnotizie
Foto | Flickr

Vivisezione, la Ue approva le nuove regole che deludono gli animalisti

pubblicato da Marina

No alla vivisezione

L’idea di base doveva aiutare a ridurre l’uso (si proprio l’uso) di animali nei test scientifici e di limitare ove necessario quegli esperimenti più dolorosi. La richiesta era stata affidata al Parlamento europeo che ieri si è pronunciato in merito approvando la Direttiva 86/609 che di fatto non apporta i correttivi richiesti.

Commenta a caldo Michela Kuan, biologa, responsabile nazionale LAV settore Vivisezione:

Nel complesso il testo approvato risulta deludente, soprattutto in considerazione dei progressi scientifici, dell’affermarsi dei metodi alternativi all’uso di animali e dell’opinione pubblica espressasi in modo chiaramente contrario alla sperimentazione animale.

Se qualche Paese membro riterrà di dover applicare provvedimenti più restrittivi, ovviamente, sarà libero di farlo. Ma a quel punto a chi converrebbe? Il business, secondo gli animalisti, vede ogni anno usati 12milioni di animali.

Secondo la Lav ci sono 3 punti che davvero rendono intollerabile la Direttiva. Spiega Kuan:

La possibilità di poter ricorrere, anche se in deroga, a gatti e cani randagi (ma in Italia tale pratica è vietata fin
dal 1991);la possibilità di utilizzare specie in via d’estinzione e/o catturate in natura (compresi i Primati e in particolare le grandi scimmie);il ricorso a soppressione per inalazione di anidride carbonica come metodo di uccisione di riferimento, definito dalla legge come “umanitario” ma che in realtà provoca alti e prolungati livelli di sofferenza, fatto riconosciuto scientificamente
-la possibilità di effettuare esperimenti senza anestesia, autorizzazione anche per esperimenti altamente dolorosi.

Rispetto all’uso dei primati, infatti, in una clausola è fatto sì divieto dell’uso di scimpanzé, gorilla, orangutan e bonobo, ma restano oggetto dei test, invece, i macachi e i uistiti.

Noi come consumatori possiamo fare molto e iniziare a scegliere prodotti che non usano animali per i loro test. Dopo il salto i controversi punti della direttiva così come riportati da Blitz Quotidiano.

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A.A.A. vendesi acqua potabile - Con il Decreto Ronchi il Governo dà il via alla privatizzazione dell'oro bianco

pubblicato da alessandra

Ieri, con 320 voti a favore e 270 contrari, il Governo ha ottenuto la fiducia alla Camera sul decreto Ronchi, già approvato al Senato, e che riferisce – all’articolo 15 - sulla liberalizzazione dei servizi pubblici locali tra i quali la vitale, indispensabile, acqua. Prima, l’Aula aveva bocciato pregiudiziali di costituzionalità dell’opposizione al decreto.

Ma la cosa più inquietante è che la norma “incriminata” è stata inserita all’interno di un decreto legge sugli oblighi comunitari, solo che - di fatto - le intenzioni dell’UE sono state, volutamente, travisate: laddove l’Europa si muoveva verso una pacifica libertà di scelta di gestione da parte delle comunità locali, il nostro esecutivo ha voluto leggervi un invito a privatizzare il servizio idrico.

E’ quanto affermato da Roberto Fazioli, docente di economia all’università di Ferrara, a Viaemilianet.

Immediate, si sono levate le proteste, peraltro già caldamente annunciate nei giorni scorsi. In particolare, svettano dal fronte degli oppositori al decreto il WWF, Federconsumatori e Adusbef - l’AssociazioneDifesa Utenti Srevizi Bancari e Finanziari - i quali sottolineano la necessità di un subitaneo confronto nazionale sul tema attraverso gli Stati Generali dell’acqua, in modo tale da convogliare tutti gli attori interessati alla questione per la ricerca di soluzioni condivise per il governo, la tutela e la gestione idrica. Se il problema non dovesse venire altrimenti risolto dal Parlamento, già tuona da più parti lo spettro della raccolta firme per il necessario referendum abrogativo.

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