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Tutti gli articoli con tag disastro ambientale

Costa Concordia, Bertolaso:"La protezione civile arriva tardi"

pubblicato da Marina

Guido Bertolaso Antonello Piroso questa domenica porta a casa un bel pezzo di giornalismo: intervista a Ma anche no su La7 un redivivo Guido Bertolaso. Molte le questioni sul tavolo nero di Piroso: dalla Protezione civile che Bertolaso ha lasciato andando in pensione, ai molti scandali, intercettazioni, massaggi e non ultimo due esposti per omicidio colposo, dopo una nuova intercettazione telefonica pubblicata, per le morti del terremoto dell’Aquila di quasi 3 anni fa. Ma prima di raccontarvi cosa ha risposto l’ex capo della Protezione civile oggi in pensione a 7500 euro netti (glielo chiede Piroso e lui pronto risponde):

Si almeno questo! (riferendosi al netto Ndr). Come un Generale tre stelle o un Prefetto.

vi riporto le dichiarazioni fatte in merito ai soccorsi alla Costa Concordia. Tutti bravi, buoni e generosi i soccoritori, dice Bertolaso ma è mancato chi coordinasse tanta bravura. Chiede l’ex-capo della PC:

Chi era alla regia?

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Costa Concordia: ancora 24 ore prima di liberare la nave dal carburante

pubblicato da Marina

Pierluigi Foschi presidente di Costa crociere

Pierluigi Foschi presidente Costa Crociera ha appena annuciato che saranno necessarie almeno altre 24 ore di studio per comprendere quale sistema usare per liberare la Concordia affondata nelle acque dell’Isola del Giglio dalle 2300 tonnellate di carburante a bordo Il greggio contenuto in 17 compartimenti con doppio fondo e altri sono stati riempiti di gasolio. Nel mentre proseguono a fasi alterne (causa rumori ignoti provenienti dallo scafo sott’acqua) i sondaggi dei sommozzatori alla ricerca dei 16 dispersi.

Dunque ancora un giorno prima che sia scongiurato il disastro ambientale. Per il momento, assicura Foschi:

non ci sono tracce di perdita carburante e stiamo cercando di capire il comportamento del relitto di fronte a un peggioramento delle condizioni meteo.

Rispetto alla proposta avazata dal Ministro Clini di sospendere il passaggio delle navi da crociera Costa in zone marine delicate e strategiche risponde Foschi:

Conosco il ministro da molto tempo e trovo la sua proposta ragionevole. Noi siamo qui disposti a parlarne e a organizzarci.

Rispetto al recupero della Costa Concordia spiega ancora Foschi che sarà prima necessario metterla in sicurezza chiudendo le falle e poi rimetterla in acqua grazie al sollevamento effettuato con enormi palloni. A quel punto sarà trainata in cantiere e da allora si deciderà se demolirla o ricostruirla.

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Rifiuti Campania: 282 milioni di euro per disinnescare le bombe ecologiche

pubblicato da Marina

pozzi avvelanti dagli sversamenti resit a Giugliano Sbloccati dal Governo i soldi destinati alle bonifiche ecco che in Campania arrivano 282 milioni di euro da destinare al piano anti-veleni. La metà circa arriva dal Ministero dell’Ambiente, mentre i restanti provengono dalla Regione e saranno impegnati quando saranno disponibili.

Ne scrive Daniela De Crescenzo su Il Mattino (pag. 44 del 14-08-2011):

Serviranno per eliminare le bombe ecologiche dell’area Nord di Napoli con le discariche Resit, Masseria del Pozzo e Novambiente e della zona a sud di Caserta con l’invaso di parco Saurino, (la DIA di Napoli ancora indaga e Giovanni Balestri perito geologo della Dda ha annunciato il disastro ambientale causato proprio dalla Resit). Ma anche per rifare le fogne a Chiaiano e la rete idraulica di lago Patria e per risanare Pianura.

Da Castel Volturno a Casal di Principe a Villa Literno la camorra ha stuprato il territorio (caro Sgarbi questa è vera violenza) interrando, per profitto, ogni sorta di veleno proveniente anche da aziende del Nord. Di fatto la zona è disseminata di bombe ecologiche. E aver cancellato il Sistri dalla manovra, ovviamente non aiuta. Anzi come ha avuto modo di mettere in guardia l’inascoltata Prestigiacomo, si fa un favore alle ecomafie.

Per bonificare lo sversatioio ex-Resit che ha contaminato 170 pozzi agricoli occorreranno 50milioni di euro. Scrive Inchiesta Napoli:

La vasta aerea nel comune di Giugliano che è stata il centro nel corso degli anni dello sversamento criminale e legalizzato di 341 mila tonnellate di rifiuti pericolosi, di 160 mila tonnellate di rifiuti speciali non pericolosi e di 305 mila tonnellate di rifiuti solidi urbani. L’intervento di bonifica sarà effettuato dalla Sogesid s.p.a., una società interamente controllata dal Ministero dell’Economia e delle Finanze in quello che va configurandosi come l’ennesimo caso di conflitto di interessi del nostro paese.

Foto | Inchiesta Napoli I pozzi avvelenati da Resit

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Marea nera nel Delta del Niger: 30 anni per le bonifiche

pubblicato da Marina

delta del niger inquinato da greggio

All’indomani del riconoscimento della Shell nell’essere stata responsabile di due maree nere in Nigeria tra il 2008 e il 2009 si delinea lo scenario di un disastro ambientale che va ben oltre l’immaginazione. Si parla di inquinamento da idrocarburi 1000 volte superiore a quello ammesso ufficialmente dal Governo nigeriano.

Curiosamente l’ammissione di responsabilità arriva 24 ore prima della pubblicazione del rapporto dell’Agenzia per l’ambiente dell’Onu la UNEP in cui viene scritto nero su bianco che nei Paesi dell’Ogon, terra abitata dai Bodo, popolo di pescatori, il disastro ambientale, causato dalle continue perdite di petrolio, è così grave e così esteso che ci vorranno almeno 30 anni di bonifiche. Già nel 1992 l’ambientalista Saro Wiwa aveva provato a tenere lontana la multinazionale anglo-olandese dalla sua terra finendo però impiccato nel 1995. Fatto per cui la Shell pagò alla famiglia di Ken Saro Wiwa un risarcimento da 1,5 milioni di dollari.

Da quel momento in poi la Shell iniziò la sua attività di estrazione senza tenere in conto gli incidenti che andavano verificandosi, secondo Amnesty International oltre 7000, fatto per cui la multinazionale ha sempre incolpato i ribelli di sabotaggi. Fino appunto alle due maree per cui non fu adottato, come riferisce l’UNEP, alcun intervento di bonifica. I Bodo esasperati per la perdita della pesca, essendo stato inquinato il mare e il fiume e dopo essersi visti offrire come risarcimento 3500 dollari, 50 sacchi di riso, 50 sacchi di fagioli e olio di arachidi, hanno deciso di affidarsi allo studio legale londinese Leigh Day & Co. per una class action.

Via| Romandie, The Guardian, L’Express, Lettera 43
Foto | Amnesty International. Nell’immagine di ©Kadir van Lohuizen la desolazione di un pescatore di Goi. Questa foto fa parte della più ampia mostra Nigeria: una terra che perde, una terra che brucia. Qui le responsabilità di Eni e Shell.

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Quirra, morire di guerra (senza la guerra) nel paradiso Sardegna

pubblicato da Marina

veleni in paradiso “E’ giusto che uno stipendio serva a pagare un funerale di prima classe?”. Queste parole le pronuncia don Gianni Cuboni, cappellano dell’ospedale di Muravera e sono riferite da Paolo Carta giornalista de L’Unione sarda al collega Ottavio Pirelli della Rai di Cagliari e autore del libro inchiesta Veleni in paradiso (Castelvecchi Rx euro 9,50), che ho letto tutto d’un fiato.

Siamo a pag. 119 a poche pagine dalla fine dell’allucinante racconto di Pirelli a proposito degli indizi raccolti da varie fonti che dimostrerebbero che a Quirra è in atto una guerra (anche se non siamo in guerra) causa scatenante della sindrome di Quirra, malattia che sta portando a morte precoce persone e animali. Tanti gli indizi fisici e chimici raccolti che portano alla risoluzione dei motivi scatenanti la sindrome.

Il rapporto di 45 pagine steso dai veterinari Giorgio Mellis e Sandro Lorrai, pubblicato da Carta sull’Unione Sarda lo scorso 4 gennaio fatto che ha dato il via all’inchiesta aperta dalla procura di Lanusei, conta i casi di tumore tra persone e animali che si sono verificati nella zona intorno il poligono di Quirra. I medici hanno visitato pastori e animali ovile per ovile e hanno tirato le somme che portano a credere che nell’area circostante il PISQ ci si trovi di fronte al caso di un “sito potenzialmente contaminato”, più simile allo scenario di guerra riscontrato in zone della Bosnia o del Kuwait all’epoca del Golfo.

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Gasland, docufilm sulle devastanti estrazoni di gas scisto

pubblicato da Marina

La storia di Gasland, docufilm sulle estrazioni di scisto merita di essere raccontata. Innanzitutto il regista è Josh Fox che di mestiere fa l’agricoltore in Pennsylvania. Ad un certo punto si è visto offrire 100mila dollari per dare in affitto il suo terreno e consentire a una compagnia di estrarre gas scisto o gas naturale e presentato alla gente come fonte di energia rinnovabile, ossia naturale. Tranne che per l’estrazione, appunto che di naturale non ha proprio nulla ma che anzi è una somma di tecniche chimiche devastanti per l’ambiente (delle proteste per le prossime estrazioni in Francia ve ne scrivo qui).

Insospettito dal favorevole business invece di intascare i soldi ha imbracciato una telecamera e ha iniziato a girare gli Stati Uniti per capire cosa stesse succedendo a coloro che avevano accettato l’offerta simile alla sua. Ha scoperto un disastro ambientale di proporzioni gigantesche occultato alla maggior parte degli americani. Falde acquifere inquinate, acqua che prende fuoco direttamente dal rubinetto, contaminazioni radioattive, morie in massa di pesci e uccelli, aumento dei casi di cancro tra la popolazione residente nei pressi dei pozzi di estrazione. Queste solo alcune delle conseguenze delle estrazioni di scisto.

Gasland, nonostante non sia perfetto tecnicamente, ha vinto per la forza della storia che racconta il premio al Sundance Festival 2010 mentre non è riuscito a farsi strada agli scorsi Oscar 2011.

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Colleferro: centinaia di agnelli deformi e morti per inquinamento

pubblicato da Peppe Croce

Nella collina di Colleferro, in provincia di Roma, c’è qualcosa che non va. I pastori e gli allevatori lo sanno da anni, da quando hanno iniziato a perdere centinaia di capi di bestiame. Sembrerebbe, ma le ipotesi sulle cause di questa situazione sono ancora tutte da dimostrare (mentre gli effetti sono abbondantemente confermati) che uno o più sversamenti di rifiuti tossici nei decenni passati abbia avvelenato la collina e la sua erba.

Il Tg1, un paio di giorni fa, ha portato all’attenzione del pubblico la situazione. Il sindaco di Colleferro, Mario Cacciotti, l’ha presa malissimo e ha annunciato querela. Per lui, infatti, le cose non stanno messe affatto così male e non c’è nessun allarme o disastro ambientale. La denuncia, infatti, è anche per il reato di procurato allarme.

Il servizio del Tg1, in realtà, è molto soft rispetto a quanto si trova in rete su questa vicenda. Ad esempio l’ottimo video che vedete in questo post. Il sottosegretario alla Salute Francesca Martini ha dato mandato ai Nas dei Carabinieri di condurre indagini approfondite sulla collina dei veleni di Colleferro. Nel frattempo basta guardare il video per capire di cosa stiamo parlando.

Via | Roma Today
Video | YouTube

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Nigeria, disastri ambientali tra nucleare e petrolio

pubblicato da Marina

Perché la stampa non ne parla? Si chiede Greenpeace a proposito del disastro ambientale dovuto alle estrazioni di uranio (e non incidente nucleare) in Nigeria? Perché la notizia è stata divulgata male, malissimo e non ci si è capito niente; poi per ignoranza rispetto alla conoscenza della Nigeria.

la foto del disastro ambientale in nigeria Scrive GP sul suo blog:

Il 17 dicembre Greenpeace ha ricevuto rapporti verificati che dallo scorso 11 dicembre oltre 200.000 litri di fanghi radioattivi da tre piscine lesionate si sono riversati nell’ambiente presso la miniera d’uranio Somair, gestita dall’azienda nucleare francese Areva. Almoustapha Alhacen che ha condotto l’analisi per l’associazione locale Aghir in’Man ci ha confermato che la contaminazione ha già coinvolto due ettari di terreno. Quest’ulteriore perdita mostra che le cattive pratiche gestionali di Areva continuano a minacciare la salute e la sicurezza della popolazione e dell’ambiente. Contrariamente alle dichiarazioni di Areva di rispettare in Niger gli standard di sicurezza validi a livello internazionale, queste notizie dimostrano che non ha fatto abbastanza per proteggere la popolazione.

Definiscono meglio la portata qui, qualche giorno dopo (grazie a GBettanini per la segnalazione):

Areva, l’impresa controllata dal governo francese (per oltre il 90 per cento) ha dovuto ammettere che dalle vasche della miniera Somair sono fuoriusciti per “troppo pieno” 30 milioni di litri di fango radioattivo e non 200 mila. Inoltre, l’area coinvolta è di 20 ettari e non 2 come noto finora. Ancora nessun dato ufficiale sui livelli di contaminazione.

Dell’incidente ne riferisce anche il Criirad Commission de Recherche et d’Information
Indépendantes sur la Radioactivité che riporta anche delle foto fatte dall’associazione Aghir in Man. I dati riguardano però la prima stima di GP e non la seconda:

Il presidente di Aghir in Man si è recato sul posto il 16 dicembre e ha potuto constatare la rottura delle dighe e di più bacini di decantazione dei fanghi radioattivi: 200mila litri e la contaminazione riguarda 2 o 3 ettari di suolo.

Da qui in poi non c’è stato nessun altro aggiornamento. Ma hanno inviato una lettera a Areva con la richiesta di chiarimenti e di poter partecipare alla raccolta dei campioni da analizzare.

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La Ue manda in Campania 007 francesi per indagare sull'emergenza rifiuti

pubblicato da Marina

immondizia a napoli

Per capire il sistema emergenza rifiuti in Campania arriveranno gli 007 del Biois, il Bio intelligence service. Gli esperti analizzeranno la storia della monnezza e di come sia stato tenuto in piedi il disastro ambientale. I controlli ci sono perché i conti all’Europa non tornano, sopratutto prima di versare altri soldi alle casse della Regione Campania per consentire il ripristino della normalità.

Qualche giorno fa vi raccontavo della minaccia dell’Europa: niente raccolta dei rifiuti, niente soldi. Ossia Bruxelles vuole essere certa che a fronte del versamento di fondi vi sia un piano rifiuti. Detto fatto: il piano è stato presentato ma per la verità consiste nella creazione di tre nuove discariche (vietate dalla Ue), nella costruzione di due inceneritori e di un impianto Stir.

L’Europa, perciò visto il fallimentare piano ha deciso di intervenire direttamente. Riporta Il Mattino (18 gennaio 2011 pag. 41) la dichiarazione di Maria Pia Bucella, uno dei commissari europei che segue la vicenda dei rifiuti in Campania:

Stiamo studiando il materiale che abbiamo ricevuto e tra un paio di settimane avremo le idee più chiare. Per il momento non ho capito dove finiranno i rifiuti campani fino al momento in cui saranno realizzati gli impianti di compostaggio e termovalorizzazione.

E’ la stessa domanda che si fanno i cittadini.

Foto | Flickr

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La Peste di Tommaso Sodano: ovvero la storia del disastro ambientale in Campania

pubblicato da Marina

Presentazione libro la peste intervento Tommaso Sodano from napolionline.org on Vimeo.

Ho letto il libro di Tommaso Sodano, La Peste (ed. Rizzoli euro 18,50) e sono stata male per due giorni. Intendiamoci: è ben scritto e ben documentato dallo stesso Sodano con Nello Trocchia giornalista de Il Fatto. Il punto è che è simile a una fotografia e documenta una foto dell’orrore: un disastro ambientale di proporzioni immani per lo più impunito. E lo stiamo andando a consegnare nelle mani dei nostri figli e nipoti.

Sodano con Trocchia, fa i nomi e cognomi dei responsabili (cari lettori di Ecoblog andateli a leggere quei nomi e poi tornate a commentare qui le vostre opinioni in merito all’emergenza rifiuti, all’inceneritore di Acerra, alle ecoballe, alle soluzioni di SuperGuido Bertolaso). Anzi di più: attribuisce a ogni nome e cognome il carico di responsabilità, spesso senza neanche parlare di reati perché la magistratura è impegnata a indagare e dunque vale il principio di presunzione di innocenza. E questi signori del crimine (una marmellata di politici, amministratori, imprenditori, camorristi, magistrati, rappresentanti delle forze dell’ordine che si intrecciano tanto al nord quanto al sud) sono più veloci di Fregoli, cambiano abito e identità alla velocità della luce. Il libro, perciò, sarebbe da diffondere come una vaccinazione e a dosi massicce.

Sodano, infine, avvisa che il disastro ambientale non riguarda solo la Campania, ma che tutte le regioni (ma proprio tutte) sono e saranno inquinate; che chi non partecipa al gioco del magna magna multimilionario è sbattuto fuori a colpi di calunnie e insulti; che se da un lato la magistratura pulita cerca di acciuffare i responsabili, dall’altro la politica collusa fornisce resurrezioni linde e pinte ai trasformisti signori del crimine; che il prossimo disastro, trasversale da Nord a Sud riguarderà il terreno delle bonifiche. Siamo stati avvisati, perciò.

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