Il mare a nord della Francia è a rischio disastro ecologico: la YM Uranus, una nave cargo lunga circa 120 metri e battente bandiera maltese, si è scontrata con la Hanjin Rizhao, un colosso 25 volte più grande e battente bandiera di Panama. A bordo della Uranus ci sono circa 6.000 tonnellate di pygas, un combustibile altamente inquinante che potrebbe riversarsi in mare.
L’equipaggio della Uranun, 13 persone, è stato tratto in salvo da un elicottero giunto sul punto della collisione che è a circa 100 chilometri dalla costa della regione francese di Finistere. Lo scontro tra la piccola Uranus e la gigantesca Hanjin Rizhao ha danneggiato pesantemente lo scafo della prima che, partita da Porto Marghera, era diretta a Rotterdam, in Olanda (porto dove è stato girato il video che vedete e che raffigura proprio la Uranus).
Le autorità francesi, salvati i tredici marinai, stanno ora lavorando per evitare la fuoriuscita del pygas.
Un fiume di fango velenoso, risulta del processo di lavorazione dell’alluminio e fuoriuscito per cause ancora da accertare ha invaso 3 contee in Ungheria. Per ora ufficialmente le vittime sono 4 tra cui una bambina di pochi mesi. I feriti sono 120 di cui 20 versano in condizioni gravissime a causa delle ustioni provocate dalle sostante contenute all’interno della fanghiglia rossa che si estende per circa 40 Km quadrati.
In totale sono state colpite sette città, tra cui Kolontal, Devecser e Somlovasarhely.
Il Governo ungherese ha dichiarato lo stato di emergenza nelle tre province interessate dalla fuoriuscita. Per ora la soluzione individuata consiste nel gettare centinaia di tonnellate di gesso nella poltiglia di fango per impedire che possa raggiungere i fiumi Raba e Danubio.
Via | Youtube
Bp ha annunciato che la falla che sta avvelenando il Golfo del Messico e le coste della Louisiana, situata a 1500 metri di profondità e che si è aperta dopo l’esplosione della piattaforma di estrazione petrolifera Deepwater Horizon, è stata chiusa. Almeno temporaneamente. Il video in streaming che mostra lo stop del flusso di greggio lo trovate qui. L’operazione “Top kill” sembra aver prodotto un risultato. Ma il lavoro non è stato ancora completato e la cautela è d’obbligo.
Una volta ridotta la pressione nel pozzo si potrà iniziare a pompare il cemento. I tecnici perciò dovranno continuare a immettere detriti e fango nella parte superiore del pozzo evitando però che si abbia anche quell’effetto “tappo di spumante” per cui da un momento all’altro rischia di saltare tutto.
Via | LATimes
Con la pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale n.59 del 12-3-2010 del decreto del 18 febbraio 2010 i petrolieri possono continuare a far circolare liberamente gasoli, benzine, e altri prodotti petroliferi pericolosi sia per la salute umana che per l’ambiente. Una proroga, quella contenuta nel decreto che autorizza la circolazione oltre il 1 gennaio 2010 dei veicoli anche se non dotati di Abs e rallentatori di velocità, molto attesa dalle associazioni di categoria del petrolio, come conferma Confcommercio:
Confcommercio, Assopetroli e Unatras (a quest’ultima fanno capo una numerosa serie di sigle sindacali del trasporto) hanno chiesto con una lettera inviata al ministro dei Trasporti, Matteoli, al ministro per lo Sviluppo Economico, Scajola, al sottosegretario ai Trasporti, Giachino, al capo Dipartimento dei Trasporti terrestri, Fumero, e al direttore della Motorizzazione Civile, Vitelli, l’apertura urgente di un tavolo di confronto per discutere e programmare la sostituzione graduale dei veicoli cisterna più anziani auspicando che il Governo si avvalga – come accaduto in Francia ed in altri Paesi europei – della possibilità prevista dalla direttiva europea di concedere deroghe per la circolazione in ambito nazionale.
Anche altri paesi europei hanno optato per la proroga, nonostante il fatto che la direttiva europea che disciplina il trasporto di merci pericolose sia del 2008, cosa che avrebbe dato abbastanza tempo a tutti di adeguarsi. Le autocisterne, quindi, continuano a circolare anche senza i dispositivi di sicurezza. Si spera, a questo punto, che la fortuna accompagni gli autotrasportatori: ogni sversamento di idrocarburi o altri materiali pericolosi, come nel caso degli incidenti stradali, è infatti pericolosissimo per la salute umana e, allo stesso tempo, un piccolo disastro ecologico.
Via | Gazzetta Ufficiale