Tra scuse ai turisti per la “monezza” e visite “guidate” a Bellolampo - la discarica di Palermo - il capoluogo siciliano non viene ultimamente mai ricordato per la sua splendida cattedrale, i gustosi cannoli o il bel mare che si trova nei sui pressi ma sempre per gli effluvi maleodoranti e le tonnellate di rifiuti abbandonati che si accalcano in ogni dove.. E le notizie continuano ad arrivare sempre più impetuose raccontando di errori datati o meno che rischiano di far collossare questa splendida regione proprio all’inizio della “dorata” stagione estiva… Oggi, in particolare, è il filmato prodotto dall’associazione sportiva Blue Shark diving Boat, in collaborazione con “A Picara bianca” - nel corso dello svolgimento di una campagna di educazione e valorizzazione giovanile della cultura marina - a fare sgradevolmente inorridire. Il video documenta lo stato dei fondali a Porticello, a due passi da Palermo, mostrando l’impatto devastante che lavatrici, bombole di gas, taniche di benzina… abbandonate in quella porzione di mare hanno prodotto sull’ecosistema privandolo completamente di qualunque forma di flora o fauna marittime che, nelle immagini, paiono completamente assenti… Per vedere il filmato, basta cliccare qui
Via | youreporter.it
Foto | Flickr
E’ una discarica abusiva mai bonificata. Giunge da Acerra l’ennesima denuncia in merito alla discarica di Calabricito. L’emergenza rifiuti in Campania è stata abbondantemente archiviata, ma ciò non toglie che i veleni siano rimasti sul territorio, così come sono stati depositati nel corso degli anni.
Non si esauriscono neanche gli incendi, come denuncia puntualmente la Terra dei fuochi, che bruciano in aperta campagna tra Acerra e il casertano rifiuti di ogni genere, anche tossici su cui nessuno ha mai indagato.
Noi con i cittadini continuiamo a denunciare.
Chiaiano è un quartiere con una delle poche oasi verdi della città di Napoli: “La selva di Chiaiano”. Dalla mappa di Google potete vedere nettamente quanti campi coltivati ci sono intorno. Ad andarci, con alle spalle la collina dei Camaldoli, l’ospedale “Monaldi” famoso in passato per il suo boschetto di pini che assicurava ossigeno e terapia ai malati di tubercolosi, si trova un piccolo borgo agricolo intorno a Napoli, che a noi cittadini del centro storico fa sempre esclamare: ” ma non sembra di essere in città!”. Infatti, non è raro trovare delle masserie, fattorie, maneggi e piccoli agriturismo. Sotto Chiaiano le cave di tufo profonde circa 100 metri e in passato sfruttate per estrarre la pietra. E più sotto ancora le sorgenti di acqua purissima. E proprio li per interesse o per incoscienza, che dal 5 maggio si parla, anzi è divenuto decreto, di costruire una discarica.
Assistiamo così da allora agli estenuanti bollettini di guerra che mostrano cittadini e politici locali inferociti, che si trovano contro proprio chi dovrebbe tutelarli. Oggi ci sono già tre feriti, tra cui un ragazzino di 12 anni. Qui le interviste ai cittadini dopo le cariche della polizia la sera del 23 maggio. Dai vari TG nazionali non si capisce dove stia la verità. E ne viene fuori una Napoli lassista, incapace di pensare a se stessa, abbandonata nel circolo vizioso delle responsabilità.
Continua a leggere: Emergenza rifiuti:la guerra civile di Chiaiano. Le voci dal web
I sommozzatori della Guardia di Finanza di Trieste, quando hanno effettuato le prime ispezioni, si sono trovati davanti ad un disastro ambientale: sul fondo marino migliaia di metri cubi di detriti che hanno formato “colline artificiali” composte da rifiuti di ogni genere. Hanno documentato tutto con riprese video e foto e dopo mesi di appostamenti e di verifiche, stamane, i militari del Gico ( gruppo investigativo criminalità organizzata) della Guardia di Finanza hanno sequestrato una discarica abusiva per rifiuti speciali a Trieste nella zona “scalo legnami”, denunciando 12 persone a piede libero.
Riferisce Reuters:
“le condotte delittuose avevano la finalità di assicurare consistenti guadagni per l’attività d’impresa creando le condizioni per presentare sleali offerte concorrenziali rispetto a quelle di mercato”.
La discarica è grande quanto 4 campi di calcio e ha stoccati 4000 metri cubi di rifiuti speciali; sequestrata anche l’azienda che la gestiva, autocarri e scavatrici. Tra l’altro, secondo i primi accertamenti dei militari, l’azienda oltre ad inquinare evadeva anche l’ecotassa sebbene possedesse tutte le autorizzazioni necessarie per recuperare e riciclare rifiuti pericolosi presso una zona determinata e per profitto usava il medesimo spazio per smaltire rifiuti non autorizzati e senza seguire le procedure necessarie.
Via | Alice News
Foto | wikipedia
Dopo la tristissima vicenda dei rifiuti napoletani, in attesa che qualcuno paghi (qualcuno pagherà vero?) abbiamo fatto un rapido “viaggio” virtuale sulle pagine di Google News. Scopriamo con sgomento che le discariche abusive di riufiute, sono ormai una prassi consolidata in tutta Italia. Nella sola giornata di oggi, infatti, abbiamo conoscenza di una discarica abusiva rimossa a Roma (la settima della serie), una scoperta nel pesarese ed un’altra vicino a Molfetta.
Potremmo sicuramente aggiungerne altre e, perchè no, iniziare a denunciarle pubblicamente anche qui su Ecoblog con foto e notizie precise. Il dato che putroppo dobbiamo riscontrare è che per interessi economici, per ignoranza o semplicemente per stupidità, gettare i rifiuti dove capita, basta che sia lontano da casa propria, è un gesto abitudinale ed impunito.
Non abbiamo il genio della lampada pronto ad esaudire ogni nostro desiderio. Quello che possiamo fare, invece, è cercare di convincere i nostri conoscenti a comportarsi rispettando l’ambiente. Voi come affrontereste la piaga delle discariche abusive? Avete qualche idea o suggerimento da dare agli amministratori locali che magari leggono Ecoblog?